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La Missione ONU in Libia incoraggia la riunione dei Parlamentari a Sirte, nessun commento sullo “scandalo corruzione”

La Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha rilasciato una dichiarazione in cui prende atto dei preparativi in ​​corso per convocare la Camera dei Rappresentanti (HoR) nella città di Sirte, prevista per l’8 marzo. A seguito di consultazioni con i partner internazionali – afferma la nota – UNSMIL ei suoi partner incoraggiano vivamente il Parlamento libico a riunirsi come da programma per discutere e considerare il voto di fiducia al Gabinetto che sarà proposto dal Primo Ministro designato Abdel Hamid al-Dabaiba. “Incoraggiamo il primo ministro designato a presentare la formazione del governo senza ulteriori indugi. Questo appello è in linea con la crescente domanda pubblica per l’urgente necessità di formare un governo unificato per affrontare le esigenze più urgenti e facilitare lo svolgimento delle elezioni nazionali nel dicembre 2021“. Ha aggiunto la Missione ONU.

Per quanto riguarda i rapporti dei media circolati sulle accuse di corruzione durante il Libyan Political Dialogue Forum (LPDF) in Tunisia, citando un “rapporto del panel di esperti delle Nazioni Unite”, UNSMIL ribadisce che il Panel è un’entità separata, completamente indipendente dall’UNSMIL. Ha chiarito che il gruppo di esperti fornisce il suo rapporto al Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza. La Missione sottolinea inoltre di non ricevere i rapporti del Panel, e quindi non è in grado di commentarlo. La nota ha concluso che eventuali domande al riguardo dovrebbero essere rivolte al comitato per le sanzioni.

Diversi partecipanti al LPDF, lo scorso Novembre a Tunisi, avevano riferito di aver ricevuto pressioni da parte dei futuri candidati alle autorità esecutive. In quei giorni erano anche emerse presunte testimonianze di corruzione da parte di alcuni funzionari, compreso il Primo Ministro incaricarito Abdel Hamid Al-Dabaiba, secondo l’agenzia AFP che cita un documento non ancora pubblicato. Non è chiaro come mai questi rapporti siano stati pubblicati solo ora, nè perchè Al-Dabaiba non abbia ancora reso noti i nomi dei ministri. In molti, credono che ciò è dovuto alle pressioni di alcuni stakeholders e i loro sostenitori stranieri e alle preoccupazioni che la conferma di alcune personalità già parte del GNA non troverebbe l’approvazione in aula, considerate le divisioni interne alla Camera dei Rappresentanti tra Tripoli, Tobruk e Sabratha. 

Nei giorni scorsi, il presidente della Camera, Aguila Saleh, ha invitato tutti i parlamentari a dare fiducia al governo proposto, per dare priorità all’interesse supremo del paese, ponendo fine alla divisione nelle istituzioni statali. Il primo vice-presidente, Fawzi Al-Nuwairi, ha dichiarato lunedì che “l’accettazione popolare della nuova autorità dipende dalla misura in cui fornisce sicurezza e stabilità e risolve i problemi di cui soffrono i libici”. Ha sottolineato che il successo del nuovo governo nei compiti affidatigli dipenda dall’impegno morale e legale della comunità internazionale a sostenerlo, limitando tutte le interferenze straniere e aiutandolo ad evacuare tutte le forze militari e mercenarie straniere dal territorio libico.

Il vicepresidente della Camera dei Rappresentanti ha inoltre benvenuto i passi positivi intrapresi dal nuovo Consiglio presidenziale e dal Primo Ministro, a partire dalle visite interne, come inizio di una riconciliazione nazionale e il superamento di tutte le sfide che devono affrontare nella formazione del gabinetto di governo. “Uno per il paese, che gestirà i suoi affari, allevierà le sofferenze dei cittadini e proteggerà la sovranità dello Stato“. Si legge nella nota della presidenza.

Domenica, in risposta alla richiesta del Presidente Aguila Saleh, di tenere una sessione di concessione della fiducia per il governo di unità nazionale a Sirte, il Comitato militare congiunto (5 + 5) ha annunciato che la città era pronta ad ospitare una riunione dei parlamentari. La posizione del Comitato militare è arrivata il giorno dopo che il capo della delegazione dell’attuale Governo di Accordo Nazionale (GNA), il maggiore generale Ahmed Ali Abu Shahma, ha confermato che il comitato non poteva attuare il suo piano per espellere elementi stranieri dalla Libia, visto che non aveva il mandato legale per prendere tali decisioni. C’è tuttavia un problema, alcuni membri del Parlamento libico nella regione occidentale temono di non poter raggiungere la città costiera nella Libia centrale per via di milizie armate che non gradirebbero l’insediamento del nuovo esecutivo. “Il problema è Misurata, o meglio quelle milizie fedeli a Pashagha e ad altri attori uscitti sconfitti dal LPDF a Ginevra” afferma un deputato, che ha scelto di parlare in anonimato. La stesssa fonte ha anche auspicato che la Missione ONU o l’esercito libico garantiscano la partecipazione di tutti i rappresentanti in sicurezza.

Insomma sembra chiaro che grazie alle interferenze straniere, la Libia stia per perdere una altra chance di riappacificazione. Resta solo da sperare che i libici siano furbi abbastanza di unirsi intorno al nuovo esecutivo per raggiungere quel minimo cambiamento realizzabile in nove mesi circa. Basterebbe non dimenticare chi li ha portati negli abissi delle tenebre. Certo è che se quei rapporti sui presunti casi di corruzione tra i 75 partecipanti al LPDF venissero confermati, viene da chiedersi come pensa la Missione ONU di garantire le elezioni il 24 dicembre 2021, quando a votare saranno oltre 6 milioni di libici.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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