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La Bolivia fornirà più gas all’Argentina nei mesi invernali

Visita ufficiale a Buenos Aires del presidente boliviano Luis Arce, che ha incontrato per una serie di accordi bilaterali il presidente argentino Alberto Fernández. Dopo aver passato il Bastón de Mando(il bastone che simboleggia la carica politica massima) al vicepresidente David Choquehuanca, Arce ha iniziato il suo viaggio posando fiori sotto il monumento a Juana Azurduy de Padilla, eroina dell’indipendenza boliviana assurta a simbolo di libertà ed emancipazione femminile in tutto il Sudamerica. La statua fu al centro di polemiche nel 2015, quando l’allora presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner fece posare il monumento al posto di quello dedicato a Cristoforo Colombo.

L’accordo principale fra quelli siglati durante la visita ufficiale riguarda il gas: la Bolivia si impegna a fornire all’Argentina fino a 16 milioni di metri cubi al giorno durante i mesi invernali a un prezzo concorrenziale. Il perfezionamento dell’affare si avrà però soltanto quando l’Argentina avrà convinto il Brasile a rinunciare a una parte dei suoi acquisti di gas boliviano per dirottarli verso Buenos Aires: secondo Álvaro Ríos, ex ministro boliviano degli Idrocarburi, l’accordo conviene anche alla Bolivia stessa perché le garantisce introiti superiori, ma La Paz non dovrà accontentarsi di guadagni maggiori nel breve termine, bensì dovrà impegnarsi nella ricerca di nuovi giacimenti, pena la fine entro pochi anni della sua posizione di Paese esportatore. Un altro accordo sulle risorse naturali è il memorandum di intesa e cooperazione sul litio e le evaporiti, che sarà applicato dai rispettivi Ministeri degli Idrocarburi e della Scienza, Tecnologia e Innovazione. Oggetto del memorandum è lo scambio di informazioni e conoscenze scientifiche e tecnologiche, teso a un aumento dello sviluppo e dell’indipendenza energetica grazie a programmi educativi e socioeconomici riguardanti il litio e la ricerca dei materiali.

Continua intanto la disputa con il Cile sullo sfruttamento delle falde acquifere del Silala, che va avanti ormai da molti anni. Le sorgenti si trovano in Bolivia, ma da esse sorga un fiume che attraversa il Cile: secondo Santiago, si tratterebbe così di un fiume internazionale, mentre La Paz sostiene che le acque sconfinano solamente grazie a una rete di canali artificiali costruita più di cento anni fa. Il giurista boliviano Víctor Hugo Chávez definisce come “stratagemma” per giungere forzatamente a un trattato di utilizzo comune delle acque le dichiarazioni dell’avvocato Alan Boyle della squadra di giuristi cileni presso il Tribunale internazionale dell’Aja. Secondo Chavez, la pretesa avanzata dal Cile di sfruttare le acque senza limitazioni e gratuitamente è stata fatta per influenzare la Corte e impedire che emetta un verdetto equo e condiviso. Le parole di Boyle potrebbero essere finalizzate anche a creare una contesa fallace sulla questione della sovranità sulle acque, che fino a questo momento non era stata sollevata. Sembrerebbe così, secondo il giurista boliviano, che il Cile voglia far sì che l’Aja dia il benestare formale al pre-accordo siglato con la Bolivia nel 2009, mentre La Paz intende procedere a ulteriori trattative sulle compensazioni finanziarie per l’utilizzo delle acque.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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