Kallas e la minaccia fantasma
Ancora una volta Kaja Kallas è tornata a tuonare contro la Russia. Se Mosca non accetterà un cessate il fuoco incondizionato, avverte l’Alto Commissario, ci saranno misure forti. A tale minaccia è seguita l’approvazione da parte della UE del diciassettesimo pacchetto di sanzioni anti-russe. Ripetiamo: il pacchetto numero 17. Un record che supera i sequel di Alien, di Rambo o dello Squalo, blockbuster che si sono fermati ben prima.
Dunque, ancora una volta l’Europa imbocca altezzosa la strada dello scontro frontale con la Russia. E non è un caso che il Cremlino abbia tirato il freno a mano sul tentativo di programmare per giugno un summit per la pace. Pure Washington si è risentita per tale decisione. Il problema sta tutto nel chiarire chi abbia le carte buone in mano, chi stia vincendo davvero (e a tal proposito Zelensky passa in fretta dallo sconforto all’esaltazione) e quale rapporto l’Europa intenda avere con la Russia dopo il conflitto.
Dal canto suo, Trump è già oltre la guerra: oggi sta lavorando per chiudere accordi commerciali con Mosca. L’Europa invece gioca di rimessa, autoingannandosi su una vittoria ucraina che non esiste sul campo di battaglia. Anche a livello di NATO si intravedono segni di dissociazione: da un lato si parla di una Russia che rischia il collasso economico e militare, dall’altro un generale europeo dice che il Cremlino sarebbe pronto a lanciare una mega offensiva nei prossimi mesi.
E ancora il mainstream UE per giustificare le enormi spese di riarmo racconta che Putin vorrebbe raggiungere il Portogallo coi suoi tank. Poi però la BBC riferisce la cifra assurda di 37 soldati russi morti per metro quadrato.
Insomma, nel Vecchio Continente si è ormai arrivati al cortocircuito definitivo della propaganda di guerra. I leader europei sono vittima di quanto raccontano i giornali e al tempo stesso alimentano un’esaltazione collettiva che non trova la sua radice nei fatti. Una colossale sindrome di Stoccolma che illude e tiene mentalmente prigionieri i governanti europei e noi cittadini.

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.
