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Iteb Akaichi, miglior blogger tunisino: “la Tunisia avrà un futuro migliore e luminoso!”

Iteb Akaichi, 26 anni è un blogger tunisino, direttore, attivista, fondatore e capo dell’associazione “Initiative Des Jeunes Tunisiens” (Iniziativa dei Giovani Tunisini). Lo abbiamo incontrato pochi giorni fa nella capitale Tunisi, a margine della cerimonia di premiazione come miglior blogger 2021. Iteb ci racconta dei sogni dei giovani tunisini, la situazione nel Paese e i temi che ha trattato e che lo hanno portato a ricevere questo illustre riconoscimento. “Nel 2014 ho fondato il Festival dei giovani tunisini, è un primo festival tunisino dedicato ai giovani talenti. L’anno successivo ho diretto un cortometraggio, The Sandwich, sceneggiato da Abeid Al-Ajili e prodotto da Chawky Knees, sullo sfruttamento dei bambini per chiedere l’elemosina da parte degli adulti. Nel 2016, ho fondato l’associazione dei Giovani Tunisini con Mohamed Kid e Ali Chabeni; un’associazione socio-culturale giovanile, destinata a motivare lo spirito di iniziativa tra i giovani tunisini. In particolare, nel campo della cultura e del lavoro sociale, con la supervisione e l’incoraggiamento di giovani talenti in diversi settori”.

Infografica – La biografia dell’intervistato Iteb Akaichi

Quali sono i temi di cui ti sei occupato e che ti hanno portato a vincere l’ambizioso riconoscimento di miglior blogger tunisino?

“Ho vinto il premio come miglior blogger tunisino per l’anno 2021 alla Tunisian Stars Demonstration nella sua quarta sessione, che si è tenuta la notte del 28 aprile 2022 in uno degli hotel della capitale dalla Katex Consulting Organization. Infatti, sin dall’inizio della mia carriera, non ho mai cercato riconoscimenti o premi. Tutto ciò che ho presentato nel mio lavoro mira a offrire qualcosa di diverso, ad essere un essere umano attivo nella società, un produttore, non un consumatore. Nel mio blog parlo di immigrazione clandestina e dei suoi pericoli, ma anche di riformare il sistema educativo in Tunisia, chiedendo la digitalizzazione, oltre che mettere in guardia dalla falsa democrazia in cui vivevamo. Questa è la cosa più importante che ho scritto, parte di un articolo pubblicato anche da Al-Jazeera”.

Quali sono le aspirazioni dei giovani tunisini oggi?

“I giovani tunisini aspirano alla modernità e alla tecnologia, aspirano alla libertà nel lavoro e alla creatività, al mondo digitale e a impegnarsi in tutte le nuove rivoluzioni tecnologiche, ma si trovano incatenati in uno stato gestito con una mentalità arretrata, una spregevole burocrazia, forze di trascinamento e persone che continuano a vivere in tempi arcaici, è tempo di sbarazzarsi di questi comportamenti con leggi arretrate, è tempo di proiettarci nel futuro”.

Qual è la situazione in Tunisia oggi?

“La situazione oggi in Tunisia è stabile, dopo che il governo tunisino ha annunciato il pagamento del debito annuale del nostro Paese, e questo è un fatto positivo dopo la soffocante crisi economica, soprattutto per le ripercussioni della guerra ucraina come nel resto del mondo. Abbiamo vissuto un periodo difficile, i prezzi sono aumentati, soprattutto nel mese di Ramadan. La Tunisia vive da tempo una guerra contro monopolisti e contrabbandieri che sono stati colpiti dalle decisioni del 25 luglio che hanno rimosso il partito Ennahda dal potere in Tunisia. Purtroppo questo partito, che ha fatto dilagare la corruzione in questo paese dopo la rivoluzione in nome della democrazia e della libertà, dopo il suo mancato governo e dopo il declino della sua popolarità, oggi fa ricorso a metodi malevoli per diffondere incendi in alcune foreste, aiutando i grandi commercianti a monopolizzare e distorcere l’immagine della Tunisia all’estero. Ma il popolo tunisino non è più coinvolto in questi inganni ed è ancora paziente nonostante queste difficoltà economiche e sociali e l’alto costo della vita. Oggi non permetteremo che l’Islam politico e il Partito Ennahda tornino al potere in Tunisia. Sopporteremo tutte queste difficoltà e continueremo a sostenere il presidente Kais Saïed. Abbiamo appuntamento con la vittoria e la Tunisia avrà un futuro migliore e luminoso!”

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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