Indagini per corruzione nell’ufficio acquisti della NATO: crisi fiducia e di credibilità per l’Alleanza

Indagini per corruzione nell’ufficio acquisti della NATO: crisi fiducia e di credibilità per l’Alleanza

23 Giugno 2025 0

È in corso da alcune settimane un’inchiesta di corruzione e di abuso di potere che riguarda l’agenza di acquisti della NATO, oltre alla NATO stessa. I nuovi programmi di riarmo e di rafforzamento degli eserciti continentali fanno gola a molti: nell’industria della difesa, le pressioni delle lobby e gli interessi privati crescono proporzionalmente agli investimenti pubblici.

Indagini partite dal Belgio

Lo scandalo è scoppiato un mese fa, quando le autorità belghe hanno rivelato di aver avviato indagini e arresti su dipendenti o ex dipendenti della NSPA (Support & Procurement Agency), l’agenzia della NATO dedicata alla gestione delle commesse militari. I soggetti sotto inchiesta avrebbero passato ad appaltatori privati informazioni riservate, in cambio di denaro. Gli atti riferiscono di “possibili irregolarità” in particolare nei contratti di acquisto di droni e di munizioni. Gli indizi concordano verso l’ipotesi che il denaro ricavato da tali pratiche illegali sia stato poi riciclato anche mediante la creazione di società di consulenza.

Inquirenti al lavoro anche in Lussemburgo, Olanda e altri Stati

Si stanno occupando del caso anche le autorità del Lussemburgo, lo Stato dove ha sede la NSPA, alla quale polizia locale ha confiscato i documenti da accludere nelle indagini. Il pubblico ministero del Lussemburgo ha rivelato che il caso si estende pure alla Spagna, all’Italia e agli USA, dove il lavoro delle autorità viene coordinato dall’Eurojust, agenzia della UE per la cooperazione giudiziaria penale. Mentre c’è la possibilità che le indagini si allarghino in altri Paesi, dall’Olanda fanno sapere di aver arrestato un ex funzionario del Ministero della Difesa con l’accusa di corruzione. Nel 2023 costui avrebbe infatti preso tangenti per indirizzare l’assegnazione di contratti di acquisto internazionali, probabilmente in combutta con soggetti esterni ai Paesi Bassi.

Inchiesta interna nella NATO

Poco dopo queste inchieste, è partita anche quella interna ai vertici della stessa NSPA, che risponde all’Alleanza Atlantica. Si tratta infatti di capire se Stacy Cummings, direttrice dell’agenzia, abbia effettivamente partecipato ai processi irregolari di assunzione e manipolato i procedimenti. La denuncia è stata fatta dalla direttrice delle risorse umane dell’agenzia, Genevieve Machin, che ha inviato le sue rimostranze in una lettera indirizzata al segretario generale della NATO Mark Rutte. Quest’ultimo ha dichiarato di voler arrivare fino in fondo in questa faccenda e “andare alla radice del problema”. La Cummings intanto ha rigettato tutte le accuse etichettandole come “infondate” ed è rimasta al suo posto, pur avendo licenziato subito dopo la collaboratrice che aveva fatto la “soffiata”.

Cos’è la NSPA

La NSPA è l’agenzia dell’Alleanza Atlantica che si occupa di acquisti e appalti militari. Impiega 1500 persone e ha il suo ufficio centrale nella cittadina di Capellen in Lussemburgo. Si tratta di uno strumento essenziale per dirigere in modo efficiente l’assegnazione e la gestione degli investimenti dell’organizzazione, che arrivano dai diversi Stati membri e necessitano quindi di essere coordinati. Uno dei suoi scopi è ottenere il servizio migliore al minor prezzo. Con l’aumento delle spese militari, il rischio che gli appalti vengano truccati cresce proporzionalmente. Dal 2022 la NSPA ha effettuato ordinativi per 176 milioni di euro, mentre l’anno scorso ha firmato per conto di alcuni Paesi membri un contratto da 624 milioni per i missili terra-aria Stinger. L’ultimo contratto siglato ultimamente è una commessa alla svedese Saab di lanciarazzi Carl Gustaf M4 da 84 mm con relative munizioni, per conto dei Ministeri della Difesa di Francia e Olanda.

Le conseguenze

Dunque, abbiamo funzionari che hanno passato per soldi informazioni riservate ad aziende dell’industria della difesa. In altre parole hanno truccato commesse da milioni di euro. Non è una bella cosa, data la pretesa di superiorità morale e politica che l’Occidente dichiara costantemente di possedere rispetto al resto del mondo. Ma non si apre soltanto una crisi di legittimità sul piano internazionale, perché su quello interno si sta sgretolando la fiducia dei cittadini e dei governi stessi verso le istituzioni centrali del Vecchio Continente. E ciò accade proprio adesso, quando vi è un gran bisogno di fiducia assoluta nei manovratori sovranazionali di Bruxelles, che stanno cercando in tutti le maniere di rimodellare l’Europa e gli europei in senso bellicista. Vogliono rendere la società militarmente potente e pronta a combattere unita e compatta contro un nemico esterno, la Russia, col quale vorrebbero chiudere i conti entro pochi anni.

Esigenze di trasparenza

Il pericolo adesso è che lo scandalo venga insabbiato per non disturbare i piani di militarizzazione della NATO e i progetti di riarmo marchiati UE, primo fra tutti il ReArm spinto dalla Kallas e dalla von der Leyen. Pare che l’indagine sia solo la punta dell’iceberg. Francesca Grandi, dirigente di Transparency International, ritiene che oggi l’architettura europea della difesa è sottoposta alle crescenti pressioni delle lobby dell’industria della difesa e ha pure delle debolezze strutturali che aprono spazi ad inefficienze, sprechi e abusi di potere. Secondo lei mancano in primo luogo dei meccanismi che garantiscano la trasparenza dei processi decisionali. Proprio la difesa, infatti, è un ambito in cui nella UE e nella NATO le istituzioni mantengono il massimo riserbo possibile, anzi la segretezza, e sono restie alle verifiche degli europarlamentari e alle scelte condivise con i rappresentanti dell’elettorato.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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