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Il nuovo Governo libico giura davanti al Parlamento, Dabaiba a Sirte incontra il Comitato militare congiunto

Bengasi, 15 marzo 2021 – Il nuovo Primo Ministro della Libia Abdel Hamid Dabaiba e la sua squadra di Governo hanno prestato giuramento costituzionale davanti alla Camera dei Rappresentanti (HoR), nella sua sede di Tobruk dopo aver conquistato la fiducia a Sirte la scorsa settimana. Dabaiba e i suoi ministri hanno giurato davanti a Dio e al Paese di servire gli interessi dei libici, mettere fine alla divisione delle istituzioni e lavorare per migliorarle, rendendole più efficienti nella fornitura dei servizi al cittadino, e preservare l’integrità territoriale della Libia fino al raggiungimento di elezioni nazionali, in programma per il prossimo 24 dicembre. La cerimonia ha visto una larga presenza internazionale rappresentata da ambasciatori e capi di missioni diplomatiche accreditate in Libia, oltre alla delegazione delle Nazioni Unite. “L’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino, insieme al console onorario d’Italia a Tobruk, Hussein El Mabruk, con il premier Abdul Hamid Dbeibah, a margine del giuramento del governo di unità nazionale libico: congratulazioni e auguri al popolo libico in questa giornata storica“. Ha affermato l’ambasciata italiana in Libia tramite il suo account Twitter.

Giuro su Dio Onnipotente di svolgere i miei doveri con tutta onestà e sincerità, e lavorare per raggiungere gli obiettivi della Rivoluzione del 17 febbraio e rispettare i principi della Dichiarazione costituzionale, e per prendersi pienamente cura degli interessi del popolo e per preservare l’indipendenza e l’integrità territoriale della Libia”. Ha recitato il nuovo esecutivo unificato, designato dal Libyan Political Dialogue Forum (LPDF) avviatosi a Novembre 2020 in Tunisia e conclusosi il mese scorso a Ginevra. Tra le sfide principali che attendono il Governo al Dabaiba ci sono la gestione dell’emergenza coronavirus, la manutenzione e creazione di centrali elettriche per mettere fine alle continue interruzioni di corrente nel periodo estivo, il caro vita, l’inflazione e la mancanza di liquidità nelle banche, la riapertura di tutti i collegamenti tra le varie città libiche, che dipende dalla partenza di mercenari e combattenti stranieri dal paese nordafricano.

Il presidente del Parlamento, Aguila Saleh Issa, ha spiegato che è giunto il momento di “andare oltre, voltare le pagine del conflitto, guardando al futuro e costruendo lo Stato con un processo elettorale e lanciando una riconciliazione nazionale globale come base per costruire la nazione e la sua stabilità. Il giuramento del nuovo esecutivo, come previsto dall’articolo 25 della Dichiarazione costituzionale emessa il primo agosto 2011, conferisce pieni poteri al Governo di unità nazionale, mettendo di fatto fine al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Fayez al-Serraj e a quello parallelo di Abdallah Al Thani. Aguila Saleh, ha concluso il suo discorso, invitando il nuovo esecutivo di unità nazionale a lavorare fin da subito per rimuovere mercenari e forze straniere dalla Libia, nonché per preparare le prossime elezioni. La Libia ha bisogno di uno Stato di Diritto ed istituzioni credibili, promuovere tolleranza e rispetto, mettendo da parte le differenze. Il presidente del Consiglio, Mohammad Al-Manfi, ha augurato il successo al governo di unità nazionale libico che resterà in carica per un periodo di circa nove mesi. Al Manfi e i suoi due vice hanno prestato giuramento di fronte alla Corte Costituzionale Suprema, prima di dirigersi a Sirte dalla città orientale. “Non raggiungeremo una riconciliazione definitiva alla fine dell’anno – ha dichiarato il nuovo capo del Consiglio presidenziale – ma ci adopereremo per raggiungere elezioni generali in cui il popolo riconosca il proprio segretariato ed elegga i suoi rappresentanti, sia nel ramo legislativo che esecutivo“. A Sirte il Primo Ministro libico ha incontrato il comitato militare congiunto (5+5) per discutere del processo di unificazione militare, il ritiro dei mercenari e la riapertura della strada costiera che congiunge la città costiera a Misurata e Tripoli.

Le donne libiche devono rompere le proprie catene. Il nuovo esecutivo ha assegnato quattro poltrone rosa: Naglaa Al-Manqoush è diventata la prima donna libica a rappresentare la Libia nel mondo come Ministro degli Affari Esteri. Halima Ibrahim Abd al-Rahman è la nuova titolare della Giustizia, Wafa Abu Bakr Muhammad al-Kilani è Ministro degli Affari Sociali, mentre Mabrouka Othman Aoki è il nuovo ministro della Cultura. Huriyya Khalifa Miloud al-Tarmal, infine, è la nuova ministra di Stato per gli Affari Femminili. Queste donne oltre a svolgere compiti essenziali per il funzionamento dello Stato, si auspica possano ispirare altre donne libiche nella realizzazione personale e l’affermazione dei propri diritti, ancora troppo spesso calpestati.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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