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Gibuti: sventato un colpo di Stato nel Corno d’Africa

Secondo quanto riferiscono i media di Somalia ed Etiopia, è stato recentemente sventato un tentativo di golpe a Gibuti, nel Corno d’Africa. Il maggiore generale Zakariya Sheikh e il colonnello Abdullahi Abdi, ora messi agli arresti insieme ad altri ufficiali, volevano deporre il presidente Ismail Omar Guelleh, in carica dal 1999. Lo scorso novembre, il generale Sheikh era stato sospettato del coinvolgimento in operazioni non autorizzate di sostegno militare alla dittatura Amhara e alle milizie paramilitari dell’Afar, mentre nel 2015 era entrato in contrasto col presidente Guelleh per aver posto gravi accuse al governo dell’Etiopia, causando forti tensioni fra i rispettivi eserciti, all’epoca schierati vicini nella regione somala di Hiiraan. Guelleh, che subentrò al potere allo zio Hassan Gouled Aptidon, primo presidente dopo l’indipendenza di Gibuti dalla Francia nel 1977, aveva già respinto un golpe nel 2000, organizzato contro di lui dal capo della polizia che aveva deciso di licenziare.

La Repubblica di Gibuti, situata fra Mar Rosso e Oceano Indiano, è al centro di interessi mondiali, grazie alla sua posizione altamente strategica ed essenziale ai commerci marittimi. Pur avendo una superficie relativamente piccola (inferiore a quella dell’Estonia o del Belgio) ospita diverse basi militari, tra cui quella americana, francese, cinese, britannica e anche italiana. All’inizio di febbraio si è interessato il dipartimento di Stato americano: in vista del forum bilaterale di quest’anno il segretario Antony Blinken ha parlato con Mahmoud Ali Youssouf, ministro degli Esteri di Gibuti, e lo ha ringraziato per l’apporto del suo Paese alla pace e alla sicurezza nel Corno d’Africa. L’Arabia Saudita, tramite il Fondo saudita per lo sviluppo (SFD) ha appena inaugurato a Gibuti due progetti, uno idrico (acqua potabile per 45mila persone) e uno abitativo, e ha dato il via a un progetto di trasporti del valore di 137 milioni di dollari. Dal 1982 l’SFD ha intrapreso e finanziato attività nel Paese per un totale di più di 300 milioni di dollari. Il presidente Guelleh si è recato in Egitto per incontrare il suo omologo Abdel Fattah al-Sisi, dopo che quest’ultimo era stato a Gibuti nel 2021, prima visita di un capo egiziano dopo l’indipendenza gibutiana dalla Francia. I due leader hanno discusso l’andamento dei lavori della diga di Hidase chiamata anche Grand Ethiopian Renaissance Dam, in costruzione dal 2011. Il Cairo considera questo progetto una “minaccia esistenziale” all’Egitto e chiede che venga concluso un accordo legalmente vincolante sulle modalità di funzionamento della diga, in conformità ai principi del diritto internazionale e alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Guelleh ha dichiarato di aver condiviso la propria visione con al-Sisi a proposito di diversi temi di interesse comune e di aver concordato sull’importanza di portare le relazioni bilaterali “verso nuovi orizzonti”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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