Costa d’Avorio: estromessi due candidati presidenziali, proteste di piazza

Costa d’Avorio: estromessi due candidati presidenziali, proteste di piazza

16 Agosto 2025 0

Clima esplosivo nello Stato più prospero dell’Africa francofona, la Costa d’Avorio. Milioni di ivoriani saranno chiamati a votare per le presidenziali il prossimo 25 ottobre, ma due dei principali candidati sono già stati estromessi. Proteste di piazza molto turbolente si sono verificate più volte in questo mese ad Abidjan, la città più popolosa del Paese.

Protesta contro Ouattara

Il primo oggetto della protesta è il presidente Alassane Ouattara, in carica dal 2010 e al terzo mandato consecutivo. A luglio ha annunciato di voler concorrere per il quarto, possibilità che detiene dopo modificato la Costituzione nel 2016. A 83 anni vuole continuare il suo lavoro, afferma, per affrontare con la sua lunga esperienza le difficilissime sfide in cui oggi è coinvolta la Costa d’Avorio sul piano della sicurezza e dell’economia.

Riammettere gli esclusi

I manifestanti chiedono in particolare la riammissione dei due leader dell’opposizione cancellati dalle liste elettorali qualche mese fa. Si tratta dell’ex presidente Laurent Gbagbo e del capo del Parti Démocratique Tidjane Thiam. A quest’ultimo viene contestato di aver presentato la propria candidatura quando aveva anche il passaporto francese, al quale però ha poi rinunciato. La legge ivoriana vieta infatti la doppia cittadinanza ai candidati presidenziali. Su Gbagbo invece pesa ancora il processo subito dalla Corte penale internazionale alcuni anni fa.

Le ragioni dei manifestanti

Gbagbo è il leader dell’altro grande partito di opposizione che ha organizzato le proteste di piazza, il Parti des peuples africains (PPA-CI). Il suo esponente Jean Nazaire Oyourou spiega che per i manifestanti le esclusioni sono inique perché motivate politicamente e dunque vogliono giustizia. Thiam infatti adesso è in regola coi requisiti, mentre Gbagbo era stato pienamente assolto e rilasciato già nel 2019.

Arresti illustri

Nel frattempo le autorità hanno arrestato 11 manifestanti, fra cui due membri di alto livello del PPA-CI. Si tratta dell’ex ministro della Difesa Moïse Lida Kouassi e dell’ex ambasciatore Boubacar Koné., accusati di aver fomentato disordini a Yopougon, un quartiere della città di Abidjan. Il partito nega qualsiasi coinvolgimento negli atti di violenza e fa sapere di non avere più notizie di altri 6 membri, di cui ora si teme il rapimento. Il presidente esecutivo del PPA-CI Sébastien Dano Djédjé ha chiesto il rilascio di tutti i fermati, che considera prigionieri politici, e denuncia la campagna di intimidazione e repressione scatenata ai danni delle opposizioni dalle autorità, che starebbero compiendo delle vere e proprie “molestie giudiziarie e politiche”.

Redazione Strumenti Politici
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