Nuova Caledonia, gli indipendentisti rigettano il piano di Parigi

Nuova Caledonia, gli indipendentisti rigettano il piano di Parigi

16 Agosto 2025 0

Gli indipendentisti Kanak hanno rifiutato la proposta francese di creazione di uno Stato di Nuova Caledonia. Il motivo è che nel piano è assente la piena sovranità dell’arcipelago.

Da colonia a Territorio d’oltremare

La Nuova Caledonia, situata nell’Oceano Pacifico a nord-est dell’Australia, divenne parte dell’Impero francese nel 1853. Oggi è una collettività d’oltremare, nella quale gli indigeni melanesiani sono in minoranza, a causa anche dell’immigrazione dei discendenti dei deportati francesi e di altre etnie del sud-est asiatico e del Pacifico. Le rivendicazioni di indipendenza degli indigeni Kanak durano da vari decenni, ma ai tre referendum svoltisi dal 2018 in poi gli elettori hanno scelto di rimanere francesi.

L’accordo di Bougival

Il 12 luglio a Bougival, nei pressi di Parigi, il ministro dei Territori d’oltremare Manuel Valls ha firmato insieme ai vertici politici neocaledoni una bozza di accordo sulla creazione di un loro Stato. Questa nuova entità rientrerebbe nel quadro della Costituzione francese, dunque i suoi cittadini avrebbero il doppio passaporto. Godrebbe di poteri sovrani su alcuni ambiti quali la giustizia, la politica estera e la valuta. Tuttavia non sarebbe un Paese totalmente autonomo e staccato da Parigi e non è nemmeno previsto un futuro referendum sull’indipendenza. Per questi motivi oggi la coalizione indipendentista, che pure aveva inviato i suoi negoziatori a siglare la carta di Bougival, ha fatto saltare l’accordo ritirando il suo benestare facendo. Valss ha annunciato che verrà personalmente in Nuova Caledonia per cercare di salvare quello che considera un “compromesso storico”, al quale avevano lavorato per mesi anche i rappresentanti indipendentisti.

Le motivazioni del rigetto

In una conferenza stampa nella capitale Noumea il segretario generale dell’Union Calédonienne Dominique Fochi ha motivato il rigetto con “l’incompatibilità dell’intesa coi fondamenti e gli sforzi della lotta” portata avanti dal Fronte di Liberazione Nazionale Canaco e Socialista (FLNKS), coalizione a cui appartiene il suo partito. Ne fa parte anche il Parti travailliste, la cui esponente Marie-Pierre Goyetche esprime il “rifiuto totale” dell’accordo e invita “pacificamente” i sostenitori della causa a resistere a qualsiasi tentativo di Parigi di portarlo avanti.

Ha descritto come “forzata” da Macron l’approvazione della bozza il leader dell’FLNKS Christian Tein, in carcere in Francia a seguito delle sommosse dello scorso anno. Attualmente non può ritornare nell’arcipelago perché sotto inchiesta sempre nell’ambito dei disordini del 2024, per i quali nega qualsiasi coinvolgimento o incitamento alla violenza. Secondo Tein l’accordo sarebbe “umiliante per il popolo Kanak”: se firmiamo, dice, significa che non avremmo imparato dalle lezioni del passato perché saremmo disposti a costruire un nuovo Paese chiudendoci poi in un angolo.

Una proposta alternativa

Dall’FLNKS è giunta una proposta alternativa che dovrebbe essere formalizzata il prossimo 24 settembre. Il suo obiettivo è ottenere la piena sovranità della Nuova Caledonia prima delle prossime presidenziali francesi del 2027. Sylvain Pabouty del Dynamik Unitaire Sud vorrebbe che entro novembre si tenessero nell’arcipelago le elezioni provinciali, che a maggio 2024 erano state rimandate. Lo scopo, dice, è di dare legittimità a tutte le forze politiche in campo per poter dialogare in modo aperto con chi ha ricevuto il mandato politico dalle urne. Al momento, però, tali elezioni sono state spostate dall’accordo di Bougival a non prima di metà 2026.

Redazione Strumenti Politici
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