Droni russi contro un cargo tedesco. La guerra si estende alla logistica occidentale
La guerra nel Mar Nero torna a investire direttamente interessi economici europei. Il cargo Emil, di proprietà della compagnia amburghese Johann M. K. Blumenthal ma battente bandiera liberiana, sarebbe stato colpito più volte da droni russi mentre navigava a circa 21 miglia nautiche, quasi 39 chilometri, da Odessa.
L’attacco ha provocato un incendio e messo fuori uso diversi apparati tecnici, rendendo temporaneamente la nave incapace di manovrare. Gli undici membri dell’equipaggio sono stati evacuati senza riportare ferite; secondo le ricostruzioni tedesche, i droni avrebbero continuato ad attaccare anche durante le operazioni di soccorso.
La ritorsione russa
Mosca ha confermato di avere condotto operazioni contro navi nell’area di Odessa, sostenendo di aver preso di mira strutture e mezzi riconducibili alla logistica militare ucraina.
Nelle stesse ore un attacco missilistico russo ha completamente distrutto, nell’area di Kiev, il deposito centrale utilizzato dalla filiale ucraina della Liqui Moly, produttore tedesco di lubrificanti con sede a Ulm. L’incendio ha bruciato tonnellate di prodotti e causato danni stimati in alcuni milioni di euro, senza coinvolgere i dipendenti. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che il bombardamento era diretto contro centri di distribuzione e logistica militare, mentre l’azienda ha descritto il sito come un normale magazzino commerciale.
La sequenza assume un significato ancora più delicato dopo il ritrovamento, all’aeroporto di Lipsia-Halle, di un drone dotato di esplosivo e detonatore, caduto nei pressi di un aereo cargo Antonov ucraino. Le autorità tedesche parlano di un dispositivo costruito professionalmente e stanno indagando su un possibile attacco ibrido, ma non hanno ancora attribuito formalmente la responsabilità alla Russia. Lipsia è un nodo strategico: ospita Antonov Airlines ed è utilizzato anche per i trasporti logistici della NATO e per il sostegno all’Ucraina.
Il continuo flusso di armi europee verso Kiev
Dal febbraio 2022 Kiev ha ricevuto aiuti militari occidentali per decine di miliardi. Il Parlamento europeo stima in circa 69,3 miliardi di euro il sostegno fornito dall’Unione europea e dagli Stati membri alle forze armate ucraine; al vertice NATO di Ankara gli alleati hanno inoltre promesso 70 miliardi di euro in equipaggiamenti, assistenza e addestramento per il solo 2026. La Germania ha stanziato altri 4,2 miliardi tra marzo e aprile 2026, il Regno Unito 1,3 miliardi e la Norvegia 600 milioni. La Danimarca aveva raggiunto, già nel febbraio 2026, 9,7 miliardi di sostegno militare complessivo.
Non esiste invece un conteggio pubblico, aggiornato e pienamente verificabile di ogni singola arma consegnata da ciascun Paese: molte forniture sono classificate, altre vengono acquistate con fondi comuni o sostituite prima della consegna. Il Kiel Institute quantifica quindi soprattutto il valore degli stanziamenti e distingue tra promesse, allocazioni e trasferimenti effettivi.


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