Zelensky non va alla sua stessa festa. E non ci va nemmeno la first lady…
La schermaglia fra Kiev e Varsavia sulle onorificenze ha rovinato l’umore della Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina, che si è tenuta in Polonia la settimana scorsa. Le relazioni altalenanti fra i due Paesi hanno toccato il fondo per via dell’assenza di entrambi i capi di Stato. Ora si vedrà se i rispettivi governi riusciranno a ricucire lo strappo, nella speranza ucraina che i polacchi non vogliano intralciarne troppo il percorso verso la UE.
Imbarazzo e confusione per le grandi assenze
Certo, le giustificazioni presentate erano formalmente valide, ma l’elefante nella stanza si percepiva eccome. Euractiv addirittura ha titolato: “Zelensky perde la sua stessa festa”. Al suo posto ci ha mandato la premier Yulia Svyrydenko. Il ministro polacco dei Fondi per lo Sviluppo e la Politica regionale Katarzyna Pełczyńska-Nałęcz, ha criticato questa scelta, affermando che Zelensky abbia commesso “un enorme errore” e che in pratica “si sia sparato in un piede”. Ma a Kiev non l’hanno presa benissimo: infatti alcuni funzionari si sono detti confusi dal fatto che la Polonia abbia prima tolto l’onorificenza dell’Aquila Bianca a Zelensky e poi l’abbia condannato per non aver partecipato alla conferenza.
Però a Varsavia c’è chi sta provando a metterci una pezza: è il primo ministro Donald Tusk, che ha dichiarato di non voler fomentare la tensione, anzi che l’interesse di lungo periodo per il suo Paese è di costruire con l’Ucraina relazioni “basate su una visione comune del futuro” soprattutto riguardo alla politica di sicurezza.
La grande festa del business sull’Ucraina
La Conferenza della discordia si è svolta il 25 e 26 giugno a Gdansk, città polacca sul Mar Baltico. Scopo dell’evento era di attrarre investimenti e finanziamenti a beneficio di Kiev e siglare intese di cooperazione in vari ambiti relativi alla ripresa postbellica. E per farlo non devono aver badato a spese, perché è arrivato il numero record di 7500 ucraini tra funzionari pubblici, imprenditori, giornalisti e attivisti. Del migliaio di aziende presenti, un terzo erano polacche e un altro terzo di Paesi vari. Per quelle ucraine, a sentire il ministro dell’Economia dell’Ambiente e dell’Agricoltura Oleksiy Sobolev, sembra che alla fine sia andata piuttosto bene, poiché che hanno firmato 200 accordi per un valore complessivo di oltre 10 miliardi di euro. Erano anche presenti leader europei, dal cancelliere tedesco Merz al presidente lituano Nauseda, oltre ai capi dell’istituzioni UE come la von der Leyen e Costa.
Assente pure il Ministro degli Esteri
L’altra assenza ucraina pesante sul piano politico era quella del ministro degli Esteri Andrii Sybiha. Si è giustificato dicendo che il formato dell’evento non richiedeva la sua partecipazione, perché tale conferenza non si concentrava tanto sulle questioni diplomatiche, ma più su quelle economiche, umanitarie, infrastrutturali e di sicurezza. E soprattutto voleva “evitare una politicizzazione non necessaria” dell’evento e fare di tutto per allentare “la tensione nelle aree nella quale effettivamente sussiste”. Lo scopo è di stabilizzare le relazioni con Varsavia: secondo lui, il fatto che la delegazione ucraina fosse guidata dalla premier Svyrydenko è un segnale di disponibilità a sviluppare il dialogo. E Kiev è pronta a un partenariato “equo, onesto e reciprocamente vantaggioso”, dice, ammiccando alla necessità di entrare nella UE: abbiamo bisogno l’uno dell’altro sul percorso verso la membership nell’Unione Europea e nella sfera della sicurezza.
Mancava la first lady
Mancava infine la first lady Olena Zelenska, che avrebbe dovuto tenere una lezione agli studenti dell’Università di Gdansk e fare da moderatrice sul tema “Identità come abilità per il futuro: istruzione, responsabilità e leadership”. La decisione di non presentarsi è stata comunicata alla facoltà dopo che il marito aveva stabilito di non andare in Polonia. La signora Zelensky è comunque comparsa sullo schermo con un video-messaggio nel quale ha commentato il seminario sulla scuola e sulle difficoltà attuali degli studenti legate alla guerra, che la sua fondazione aveva organizzato nel quadro della Conferenza.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

