L’Ucraina come poligono del nuovo tipo di guerra dei droni a cui l’Europa non è preparata

L’Ucraina come poligono del nuovo tipo di guerra dei droni a cui l’Europa non è preparata

18 Febbraio 2026 0

Il conflitto in Ucraina è oggi una sorta di avvertimento per l’Europa, una lezione da imparare in fretta, pena la sconfitta futura. I Paesi europei e più in generale il blocco euroatlantico sono scarsamente attrezzati o preparati al genere di ostilità che caratterizza il presente e soprattutto il domani delle guerre.

L’uso dei droni

Si tratta dei droni e del loro utilizzo efficace sul teatro operativo. I russi, pur con tutti i loro difetti e mancanze, sembrano fare tesoro di quello che vedono o che subiscono. Si stanno così rapidamente portando al livello necessario per vincere una guerra di questo tipo. Con riguardo al conflitto attuale, poi, Mosca cerca di testare innovazioni e metodi diversi, che sommati allo sforzo industriale e umano al fronte, sta consumando le risorse di Kiev, la quale fatica a rigenerarsi.

Ne scrive sul Financial Times in modo approfondito l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt. Secondo lui, in Ucraina si sta delineando il presente e il futuro della guerra. Le possibilità difensive dell’Europa dovranno basarsi sulla capacità di produrre e di gestire le nuove tecnologie. Non è certamente un concetto rivoluzionario: avere una potenza militare-industriale maggiore del nemico e saper introdurre rapidamente tattiche e sistemi d’arma diversi ha sempre fatto la differenza. Oggi, però, vi è l’elemento davvero inedito che è la sostituzione dell’uomo con la macchina proprio sul campo di battaglia. Non tutti i Paesi sono pronti ad accettare e a fare propria tale novità a livello gestionale e di dottrina militare.

Perdite e avanzamenti

In Ucraina i droni mantengono una sorveglianza permanente su entrambi i lati del fronte, tenendo sotto scacco soldati e mezzi di trasporto e colpendoli senza pietà. Inoltre vi sono sciami di droni che sono sempre più automatizzati, funzionando quindi senza bisogno della guida umana da remoto. Il vantaggio è quindi doppio: poter ritirare del personale dalla zona più calda dei combattimenti, risparmiando gli uomini, e poi impiegandone comunque di meno proprio grazie ai sistemi automatizzati. Schmidt ammette che sotto questo aspetto la Russia si sta adattando egregiamente. Migliora continuamente le sue tecnologie e sopporta bene le perdite umane e materiali. Cita fonti filo-ucraine che parlano della probabilità di più del 30% per i soldati russi di essere uccisi da un drone. Ma cita anche i droni russi a fibre ottiche che sono invulnerabili alle interferenze del nemico o a quelle delle foreste e i droni Shahed in via di potenziamento. Quest’anno Mosca prevede di produrne mille al giorno.

I droni sono e saranno lo strumento che assorbe il fuoco iniziale per permettere alle “retrovie umane” di riorganizzarsi e avanzare. Uno strumento tutto sommato economico e gestibile in modo relativamente semplice. Non così economico e semplice, però, da essere già oggi padroneggiato dagli europei, ai quali manca la capacità produttiva. L’avvertimento lanciato da Schimdt è questo. A decidere l’esito delle guerre future saranno questi strumenti tecnologici.

Ucraina, sopravvivenza in forse

Nonostante le buone prestazioni dei suoi droni, vincere la guerra è per l’Ucraina un’ambizione lontana, perché intanto la questione della sopravvivenza stessa del Paese resta aperta. Lo afferma il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko, che nelle ultime settimane ha visto molti quartieri della sua città privata della corrente elettrica, del riscaldamento e dell’acqua a causa del collasso delle infrastrutture, dovuto a sua volta all’effetto cumulativo degli attacchi aerei dei russi. In un’intervista al Financial Times, il sindaco della capitale asserisce che il Paese si trova fra l’incudine dell’assalto militare russo e il martello della pressione politica statunitense. Washington infatti spinge affinché gli ucraini accettino le condizioni sul tavolo senza insistere troppo e arrivino così rapidamente al cessate-il-fuoco. Ma le condizioni proposte sono insoddisfacenti secondo i vertici politici di Kiev, che quindi insistono con le ostilità. La sopravvivenza dell’Ucraina come Stato indipendente e sovrano è ancora in forse, spiega Klitschko.

Martin King
Martin King

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