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Xiomara Castro ha vinto: è la prima donna presidente dell’Honduras

I conservatori del Partido Nacional de Honduras, al governo dal 2010, hanno ufficialmente riconosciuto la vittoria di Xiomara Castro alle elezioni del 28 novembre; hanno promesso di ricoprire il ruolo “opposizione costruttiva” e di essere pronti a collaborare col nuovo governo. Con il 53% dei voti, la candidata del Partido Libertad y Refundación è diventata la prima donna ad assumere la guida dello Stato centroamericano. Si è pubblicamente congratulato con lei il rivale Nasry “Tito” Asfura, sindaco della capitale Tegucigalpa, che ha ottenuto solo il 34%. Si è trattato di un gesto di alto valore simbolico, che forse mette fine al complicato periodo iniziato nel 2009 con quello che molti considerano un vero e proprio golpe, ovvero la rimozione del presidente Manuel Zelaya avviata dalla Corte Suprema di Giustizia e attuata dalle Forze armate (che lo hanno poi costretto all’esilio). Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da scandali, corruzione e scarsa popolarità del presidente Juan Orlando Hernández, in carica per due mandati consecutivi e oggi accusato di traffico di droga da una corte federale statunitense. La Missione di osservazione dell’Unione Europea, con a capo l’eurodeputata croata Željana Zovko, ha emesso una valutazione preliminare complessivamente positiva sulla tornata elettorale, che si è svolta in maniera tranquilla e che con un’alta affluenza ha mostrato il forte interesse dei cittadini verso l’esercizio dei diritti democratici. Le uniche macchie si sono verificate durante la campagna elettorale, caratterizzata dall’abuso delle risorse statali per influenzare il risultato e dalla violenza esercitata su alcuni personaggi politici. Dal governo, per esempio, è stato elargito un maggior numero di voucher assistenziali ed è stata fatta pressione sugli impiegati pubblici affinché partecipassero ai raduni del Partido Nacional; inoltre è stato violato il silenzio pre-elettorale ed Hernández – a cui la Costituzione impediva una terza rielezione – ha apertamente supportato il candidato del suo partito. Infine, oltre alle minacce e alle intimidazioni, si sono verificati almeno sei omicidi di sindaci e attivisti politici.

Povertà, corruzione e violenza dei narcotrafficanti hanno provocato un flusso crescente di emigranti, che ora è uno dei principali problemi che dovrà affrontare la nuova presidente. Dal settembre del 2020 sono stati intercettati ben 309mila honduregni al confine fra Messico e USA: una cifra tremenda, se rapportata al numero totale degli abitanti del Paese, che di 9,5 milioni di persone. Xiomara Castro, il cui marito, l’ex presidente Zelaya, aveva portato l’Honduras nell’orbita venezuelano-cubana, si è rivolta agli esponenti del mondo del business per rassicurarli sulle sue intenzioni di riforma e non di rivoluzione socialista. Una transizione democratica verso un governo di stampo moderato ridarebbe stabilità all’intera regione, ed è proprio ciò che desiderano gli Stati Uniti per placare la spinta migratoria centroamericana.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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