I valori della UE: la Lettonia vieta l’import di libri russi e bielorussi

I valori della UE: la Lettonia vieta l’import di libri russi e bielorussi

15 Settembre 2026 0

Dal 1º settembre è entrato in vigore in Lettonia il divieto di importazione di libri, giornali e materiale stampa dalla Russia e dalla Bielorussia. La motivazione ufficiale data dal governo di Riga è la necessità di difendersi dalla disinformazione e dalla guerra ibrida.

Lettonia avanti a tutti i membri

In questo modo, la Lettonia va molto oltre rispetto ai 21 pacchetti di sanzioni anti-russe siglati dalla UE, vietando beni di consumo non ancora coperti dalle misure restrittive di Bruxelles. È il primo fra gli Stati membri a bandire l’importazione di libri e di carta stampata di provenienza russa e bielorussa, anche se acquistati passando da Paesi esterni all’Unione. Il divieto comunque non può toccare gli acquisti fatti da altri Stati UE e non impedisce ai prodotti russi il semplice passaggio dal territorio lettone. Soprattutto è ancora legale vendere i libri e i giornali già presenti nei negozi. Consapevole di non poter far scomparire da un giorno all’altro tutto ciò che è russo o russofono, il governo ha detto che con queste sanzioni vuole indicare all’opinione pubblica che non è etico acquistare i prodotti di Paesi aggressori e quindi sostenerne l’economia.

I libri, minaccia alla sicurezza nazionale

Il ministro degli Esteri lettone Baiba Braže spiega che lo scopo della misura è di “rafforzare la resilienza della società e ridurre i punti deboli dello spazio informazionale” e di proteggere gli “interessi di sicurezza” impedendo alla propaganda russa e bielorussa di entrare. In aggiunta, il governo taglia altri legami economici con questi due Paesi che vede come una minaccia e ne riduce le entrate finanziarie, che essi utilizzano per la loro aggressione contro l’Ucraina. Dal 2022 l’import lettone da Russia e Bielorussia si è quasi azzerato, diminuendo del 91% e scendendo da 2,1 miliardi di euro ai 193 milioni dell’anno scorso.

Ad agosto Riga aveva esteso il divieto del 2024 relativo alle importazioni di frutta e verdura, animali vivi, carne, prodotti ittici e caseari, cibo per animali. Il recente divieto sui libri si aggiunge a quelli posti su abbigliamento, scarpe, articoli sportivi, giochi e giocattoli di Mosca e Minsk. Il governo sta già studiando le prossime mosse per proibire anche dolci, biscotti, cioccolato, salse, zuppe, birra e bevande analcoliche. Per il momento, è in vigore l’elenco approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 agosto.

Tagliare i legami economici con la Russia

Con il blocco del materiale di stampa, ci si aspetta un altro calo dell’import di una dozzina di milioni di euro. Fra quelli non ancora sanzionati, il settore letterario e dell’informazione mediatica era uno dei più ampi fra i beni di consumo importati. È comprensibile, contando che in Lettonia la popolazione russofona o etnicamente russa è di quasi il 38%. Per il momento, il divieto resterà valido fino al 1º luglio 2027. Entro il 1º marzo il Consiglio dei Ministri dovrà riferire al Parlamento i risultati della sua politica sanzionatoria. Il fatto è che quello attuale è un governo di transizione, retto dal premier Andris Kulbergs con un mandato fino alle prossime elezioni politiche di ottobre.

Riga teme di essere l’obiettivo di una prossima aggressione russa. Dice di subire da diverso tempo attacchi ibridi da parte di Mosca, sotto forma di incursioni di droni, cyber attacchi e disinformazione. A sua volta, la Federazione Russa ha dichiarato di valutare una denuncia presso la Corte Internazionale di Giustizia contro la Lettonia e anche contro la Lituania e l’Estonia per violazioni dei diritti umani dei loro cittadini russofoni. Naturalmente, le Repubbliche baltiche rigettando ogni accusa e anzi dicono che il Cremlino strumentalizza a suo favore le condizioni della loro popolazione russofona.

Redazione Strumenti Politici
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