Travolto sedicenne palestinese, scoppia il caso: chi è l’auto?
Un ragazzo palestinese di 16 anni, Mohammed al-Jaabari, è morto dopo essere stato investito da un’auto mentre si recava a scuola in bicicletta lungo la strada statale 60, nei pressi di Hebron, in Cisgiordania. L’episodio, avvenuto in un’area già segnata da forti tensioni, ha immediatamente suscitato polemiche e ricostruzioni contrastanti sulla dinamica e sull’identità del veicolo coinvolto.
Versioni Contrastanti
Secondo quanto riportato da media locali, l’auto apparterrebbe alla sicurezza di un ministro israeliano residente nella zona. In un primo momento sono circolati i nomi del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, e della ministra per gli Insediamenti, Orit Strock. Tuttavia, l’ufficio di Ben-Gvir ha smentito qualsiasi coinvolgimento diretto del ministro, precisando che «non si trattava dell’auto del ministro e il ministro non era presente sul luogo dell’incidente».
La versione fornita dallo staff del leader dell’estrema destra israeliana sostiene che «un minorenne arabo si è lanciato in strada con il semaforo rosso» e che la guardia di sicurezza alla guida «ha fatto tutto il possibile per evitare l’incidente», rimanendo a sua volta ferita e attualmente ricoverata in ospedale.
Una ricostruzione in parte diversa emerge però dalle prime risultanze investigative riportate dalla stampa israeliana. Secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth, l’auto viaggiava con il semaforo verde mentre il ragazzo, proveniente dal villaggio di Beit Einun, si sarebbe immesso nell’incrocio contromano. Il conducente avrebbe quindi sterzato bruscamente nel tentativo di evitare l’impatto, finendo contro il palo del semaforo.
Le immagini diffuse dal luogo dell’incidente mostrano infatti una vettura di grossa cilindrata gravemente danneggiata dopo lo schianto contro l’infrastruttura stradale, parzialmente crollata per la violenza dell’urto.
I precedenti controversi
L’episodio riaccende l’attenzione anche su precedenti controversi legati ai veicoli della sicurezza del ministro Ben-Gvir. Nell’aprile 2024, a Ramle, un’auto della sua scorta, con il ministro a bordo, era passata con il rosso provocando un incidente e causando il ferimento di un altro automobilista. L’autista era stato successivamente riconosciuto colpevole, ottenendo però una pena ridotta tramite patteggiamento.
Lo stesso Ben-Gvir è spesso al centro di polemiche per violazioni del codice della strada: secondo il The Times of Israel, fino al 2023 aveva accumulato decine di infrazioni, tra cui eccesso di velocità e uso del cellulare alla guida.
La morte del giovane Mohammed al-Jaabari si inserisce in un contesto già estremamente delicato in Cisgiordania, dove incidenti e scontri lungo le principali arterie stradali si intrecciano con una situazione di sicurezza complessa. Le indagini sono ancora in corso e dovranno chiarire definitivamente responsabilità e dinamica di un episodio che ha avuto conseguenze tragiche e che rischia di alimentare ulteriormente le tensioni nella regione.

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