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Quarto round negoziale ad Istanbul, timidi passi avanti

Il ministro della Difesa russo ha preso l’impegno di “Ridurre drasticamente le operazioni militari vicino alla capitale ucraina Kiev e alla città settentrionale di Chernihiv al fine di aumentare la fiducia reciproca per un potenziale accordo di pace con l’Ucraina” durante il quarto round negoziale tra le delegazioni di Mosca e Kiev avvenuta oggi al palazzo Dolmabahce di Istanbul. E troppo presto per parlare di “sviluppi significativi“, è certo però che per la prima volta si assiste ad un impegno per rallentare il conflitto. Seppure il cessate fuoco pare lontano. L’impegno russo è legato all’apertura alla neutralità di Kiev, pronunciato per la prima volta durante i negoziati. La proposta ucraina consisterebbe in un divieto assoluto per l’Ucraina di entrare in alleanze militari internazionali (come la Nato) o ospitare basi militari straniere, a fronte però della concessione di garanzie di sicurezza simili a quelle dell’«articolo 5» della Nato, dove ad essere garanti alcuni Paesi occidentali in caso di nuove invasioni. L’Ucraina garantirebbe di non ospitare testate nucleari e di partecipare a esercitazioni militari solo dopo il consenso dei Paesi «garanti».

Dicevamo che non si può parlare di sviluppi significativi semplicemente perchè non si vede ancora accordo sul futuro della Crimea e delle autoproclamate repubbliche russofone di Donetsk e Lugansk, nel Donbass. Kiev avrebbe avanzato una proposta che prevede un «periodo di consultazioni» di 15 anni sullo status della Crimea (territorio oggi annesso dalla Russia a seguito di un referendum non riconosciuto però dagli europei). Nessuna soluzione sarebbe invece stata proposta per il Donbass e proprio su questo punto resta ancora aperto il conflitto.

Alti funzionari militari russi – come riferito da Axios – avrebbero affermato la scorsa settimana che l’operazione di Mosca stava entrando in una “nuova fase” incentrata sulla “liberazione” della regione del Donbas nell’Ucraina orientale. La concessione potrebbe quindi essere letta come un cambio di priorità, comunque la si guardi però il cessate il fuoco non è stato proclamato e sulla tutela delle popolazioni russofone non si registrano passi avanti. Alcuni esperti militari americani avvertono che la Russia potrebbe utilizzare un cessate il fuoco temporaneo come un’opportunità per rifornire le sue truppe. È più probabile che le due parti si rincontreranno di nuovo entro le prossime due settimane, come annunciato dal capo delegazione dell’Ucraina Mykhailo Podolyak.

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