Nord Stream, arrestato in Italia uno dei coordinatori del sabotaggio
Un ucraino, sospettato di essere uno dei coordinatori del commando che ha sabotato il gasdotto russo Nord Stream nel Mar Baltico nel 2022, è stato arrestato giovedì in Italia. Lo ha annunciato la procura federale tedesca.
“La procura federale tedesca ha disposto l’arresto sulla base di un mandato d’arresto europeo nei confronti del cittadino ucraino Serhii K. da parte della polizia italiana nella provincia di Rimini (Italia)”. Si tratta “probabilmente di uno dei coordinatori dell’operazione” di sabotaggio, aggiunge.
I danni economici
In base ai documenti presentati in tribunale da Nord Stream AG (società svizzera proprietaria delle tubazioni), i costi complessivi per le operazioni di svuotamento, messa in sicurezza, riparazione dei gasdotti e sostituzione del gas perduto sono stati quantificati tra 1,2 miliardi e 1,35 miliardi di euro. La società ha anche avanzato una richiesta di risarcimento pari a circa 400 milioni di euro nei confronti delle compagnie assicurative (inclusi Lloyd’s of London e Arch Insurance), in gran parte perché le polizze non prevedevano copertura per atti deliberati, sabotaggio o danni di natura politica o bellica.
La sconfitta geopolitica
L’Energy Economics Institute (EWI) – stimava che l’attivazione di Nord Stream 2 avrebbe potuto ridurre i prezzi all’ingrosso del gas in Europa tra il 13 % e il 32 %, con benefici più rilevanti per i paesi del Nord Europa. È quindi evidente il danno strategico a livello sia geopolitico sia in termini di politica economica e il vantaggio che ne hanno tratto gli Stati Uniti, da sempre contrari al raddoppio del gasdotto.
Si pensi che già dopo l’invasione dell’Ucraina (2022), l’Europa ha aumentato fortemente le importazioni di LNG statunitense: i volumi sono più che raddoppiati rispetto al periodo 2019–2021, arrivando a circa 6,3 billion cubic feet per day (Bcf/d) nel 2024, rappresentante il 53% del loro GNL totale. Un altro dato dovrebbe far riflettere: nel 2020 EWI evidenziava che con NS2 avrebbe causato una riduzione del fabbisogno di LNG (anche calando l’utilizzo dei terminal UK) e che il prezzo LNG globale sarebbe sceso di 1,6 €/MWh, con una perdita di ricavi per l’industria LNG di ~6,4 mld €/anno.
Nel 2021 la Commissione UE indicava che l’UE assorbiva il 23% delle esportazioni USA e quindi l’entrata in funzione di NS2 avrebbe causato una perdita stimata di almeno 1,4 miliardi all’anno. Con prezzi spot molto più alti (come nel 2021–22, quando il gas è arrivato a 3–4 volte i livelli 2020), la perdita potenziale sarebbe potuta salire a ~4–5 miliardi €/anno

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.

