L’Italia rilancia il multilateralismo: asse con l’Onu su cibo, stabilità e istituzioni
L’ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite, Giorgio Marrapodi, ha incontrato oggi a New York la vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, in un colloquio che conferma il rafforzamento della cooperazione multilaterale su alcune delle priorità strategiche dell’agenda globale.
Secondo quanto riferito dalla missione italiana, l’incontro ha «consentito di fare il punto sulla collaborazione», con particolare attenzione a uno dei settori considerati oggi più critici: la trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari. Un ambito in cui Roma e le Nazioni Unite hanno costruito negli ultimi anni una sinergia sempre più strutturata, anche alla luce delle crescenti interconnessioni tra sicurezza alimentare, cambiamento climatico e stabilità geopolitica.
Il ruolo dell’Italia nella diplomazia alimentare globale
Il riferimento è anche al ruolo svolto dall’Italia nel percorso che ha portato al Pre-Vertice Onu sui Sistemi Alimentari 2021, ospitato a Roma nel 2021. In quell’occasione, Marrapodi aveva contribuito in prima linea sia all’interno dell’UN Advisory Board sia attraverso il coordinamento del Tavolo nazionale, consolidando il posizionamento italiano come attore chiave nella diplomazia alimentare globale.
Nel corso del colloquio, l’ambasciatore ha inoltre annunciato una nuova iniziativa di rilievo: il prossimo 17 giugno, presso il Palazzo di Vetro, si terrà la Conferenza dedicata all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno — «Guidare il cambiamento e promuovere un’azione coordinata per lo sviluppo sostenibile» — riflette una crescente consapevolezza internazionale sull’importanza di istituzioni efficaci, trasparenti e inclusive come prerequisito per la stabilità globale.
Governance, sviluppo e sicurezza
L’SDG 16, centrato su pace, giustizia e istituzioni solide, è infatti sempre più al centro del dibattito geopolitico, soprattutto in un contesto segnato da conflitti prolungati, fragilità statuali e tensioni sistemiche tra grandi potenze. In questo quadro, l’iniziativa italiana punta a rafforzare il coordinamento tra Stati membri e agenzie Onu, favorendo un approccio integrato che colleghi governance, sviluppo e sicurezza.
L’incontro tra Marrapodi e Mohammed si inserisce dunque in una più ampia strategia italiana volta a valorizzare il multilateralismo come strumento di gestione delle crisi globali. Una linea che Roma continua a sostenere anche nel contesto delle riforme dell’Onu e nel dibattito sull’efficacia delle istituzioni internazionali.
In un momento storico in cui la cooperazione globale appare sempre più frammentata, il dialogo tra Italia e Nazioni Unite evidenzia la volontà di rilanciare un’agenda condivisa. Come sottolineato durante il colloquio, «la collaborazione sui sistemi alimentari sostenibili rappresenta una punta d’eccellenza», ma anche un modello replicabile per affrontare altre sfide globali interconnesse.
La conferenza di giugno rappresenterà un banco di prova significativo per verificare la capacità della comunità internazionale di tradurre impegni politici in azioni concrete, in un contesto che richiede sempre più risposte coordinate e multilivello.

Raccogliere le voci dei protagonisti dalle varie parti del mondo e documentare i numeri reali inerenti ai grandi dossier e questioni d’attualità è il modo migliore e più serio per fare informazione. L’obiettivo finale è fornire gli strumenti ad ogni lettore e lettrice per farsi una propria opinione sui fatti che accadono a livello mondiale.

