Le autorità rimuovono lo Union Jack issato dai cittadini: gli inglesi protestano

Le autorità rimuovono lo Union Jack issato dai cittadini: gli inglesi protestano

26 Agosto 2025 0

È un’estate turbolenta per il Regno Unito. Le manifestazioni di piazza si susseguono da settimane in varie parti del Paese, alternate a proteste di più o meno fantasiose. La più eclatante è la cosiddetta Operation Raise the Colours, che consiste in bandiere issate dai cittadini ovunque possibile, in particolare sui pali della luce. Si tratta della bandiera britannica, il famoso Union Jack, e quella di San Giorgio che rappresenta l’Inghilterra. I partecipanti spiegano che i vessilli sono un simbolo di patriottismo e di orgoglio nazionale, mentre i critici pensano sia una provocazione di stampo xenofobo. Nel frattempo, le autorità municipali cercano di far rimuovere le bandiere.

Gli inglesi orgogliosi

Ha rivendicato la responsabilità dell’operazione il gruppo dei cosiddetti Weoley Warriors, che dicono di essere “inglesi orgogliosi con l’obiettivo comune di mostrare a Birmingham e al resto del Paese quanto siamo fieri della nostra storia, delle nostre libertà e delle nostre conquiste”. Le bandiere sono state accolte con favore dai cittadini. Una raccolta di fondi per sostenere la campagna è arrivata a più di 18mila sterline. Almeno 4mila persone hanno firmato una petizione per chiedere all’amministrazione locale di non rimuovere le bandiere nell’area di Birmingham. Tuttavia, i parlamentari della maggioranza laburista fino hanno evitate di dare spazio alla questione, rilasciando pochissimi commenti.

Quelli per l’inclusività

Sono rimasti scandalizzati o persino spaventati i britannici che ritengono “intimidatoria” l’iniziativa delle bandiere nazionali, promossa da movimenti che considerano di “estrema destra”. Dopo la minaccia di far togliere i vessilli, gli attivisti hanno iniziato a pitturare le rotatorie con la croce di San Giorgio. Un abitante del quartiere di Kings Heath a Birmingham, dove hanno dipinto di rosso gli incroci aventi al centro una rotonda bianca, afferma che si tratta di una scusa per esporre la propria xenofobia. Dice: Ci sono modi migliori per mostrare orgoglio, modi che sono inclusivi e rispettosi e che non riducono al vandalismo. La polizia locale li sta infatti trattando come atti vandalici e sta indagando sui graffitari delle croci di San Giorgio.

Questione di sicurezza oppure solo un pretesto?

Le bandiere sono spuntate in molte città inglesi: nel nord a Newcastle e a Bradford, ad est a Norwich e nelle centrali Midlands a Worcester e Bromsgrove, oltre che nella stessa Londra. E soprattutto a Birmingham, dove il 15 agosto le autorità comunali hanno emesso un “invito alla sicurezza” chiedendo di lasciare liberi i lampioni da qualunque tipo di addobbo, perché da lì a poco sarebbe cominciata l’opera di sostituzione dei fanali.

I residenti hanno contestato la rimozione già avvenuta in precedenza di centinaia di bandiere, facendo notare che quelle della Palestina, anch’esse appese ai lampioni, non erano state toccate. Hayley Owens, ex funzionaria di polizia della contea delle West Midlands, ha dichiarato alla BBC che le ragioni di sicurezza per la sostituzione dei fanali sono soltanto un pretesto. Secondo lei si può parlare di sicurezza del territorio comunale per le buche nell’asfalto o l’immondizia abbandonata sulla strade. Non nel caso delle bandiere sui lampioni, spiega, che sono peraltro gradite dai residenti.

Protese a Londra

Sui social circolano immagini registrate dai londinesi arrabbiati, nelle quali gli addetti comunali rimuovono le bandiere. Il Consiglio locale del borgo di Tower Hamlets nella capitale si è impegnato a far togliere in particolare i vessilli di San Giorgio posizionati vicino al Britannia International Hotel, dove alloggiano i migranti. Anche lì la motivazione ufficiale è di carattere burocratico: le bandiere sono state piazzate senza permesso sulla cosa pubblica e dunque vanno asportate come atto di manutenzione ordinaria. Il 17 agosto erano scoppiate delle proteste furiose davanti all’hotel contro la politica immigrazionista del governo. La polizia ha effettuato ben sei arresti. I manifestanti si dichiaravano stufi di essere bollati dalla stampa come estremisti di destra e chiedevano di bloccare l’arrivo dei clandestini via mare. Hanno mostrato un cartello con la scritta: Non siamo di destra estrema ma non abbiamo nemmeno torto estremo. Non giocate con le nostre vite. Fermate le barche.

La frustrazione dei cittadini

Il governo sta restringendo le possibilità di ingresso dei migranti e ha iniziato a spostare alcuni dei richiedenti asilo. Ma gli inglesi non sono soddisfatti e continuano a manifestare rabbia e disagio davanti agli alberghi dei clandestini. E mentre i Laburisti tagliano i sussidi a invalidi e indigenti, la politica di ospitalità del premier Starmer costa qualcosa come 8,5 milioni di sterline al giorno, coi migranti che rimangono mesi negli hotel a spese della collettività.  Nella cittadina di Epping a nord-est di Londra sono scoppiate proteste furibonde a seguito dell’arresto di un etiope richiedente asilo che aveva molestato sessualmente una ragazzina. La consigliera regionale del Partito Conservatore Holly Whitbread sbotta: Quando è troppo, è troppo. Non sappiamo chi sono queste persone che vengono alloggiate qui e molti abitanti non si sentono né sicuri né protetti. Che il governo continui a ignorarci è qualcosa di francamente irresponsabile.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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