Deforestazione moltiplica i decessi per il caldo
Una nuova ricerca ha dimostrato che la deforestazione nei paesi tropicali potrebbe contribuire ad aumentare i decessi dovuti all’esposizione al calore nelle popolazioni vicine. Pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, lo studio è stata guidato da Carly Reddington e da Dominick Spracklen, della School of Earth and Environment dell’Università di Leeds.
La ricerca, che ha analizzato aree dell’America centrale e meridionale, dell’Africa e del Sud-est asiatico, ha scoperto che il riscaldamento climatico locale causato dalla deforestazione tropicale ha esposto oltre 300 milioni di persone all’aumento delle temperature ed è associato a 28.000 decessi correlati al caldo ogni anno.
La deforestazione tropicale contribuisce all’aumento delle temperature eliminando gli alberi che regolano naturalmente il clima attraverso l’ombra, il rilascio di umidità tramite evapotraspirazione e l’assorbimento di anidride carbonica. Senza questi meccanismi di raffreddamento, il calore si accumula più rapidamente in superficie, l’umidità atmosferica diminuisce e le concentrazioni di gas serra aumentano, amplificando il riscaldamento sia locale che globale. Spiegano i ricercatori:
Il nostro lavoro sottolinea che la deforestazione tropicale non è solo un problema ambientale, ma anche un importante problema di salute pubblica.
I rischi per le popolazioni vulnerabili
Le popolazioni vulnerabili, con accesso limitato all’assistenza sanitaria, alle infrastrutture di raffreddamento o alla capacità di adattamento, vivono spesso in prossimità di regioni deforestate e potrebbero essere colpite in modo sproporzionato.
“Proteggere le foreste tropicali potrebbe salvare vite umane, mantenendo temperature locali più fresche e riducendo il rischio di esposizione al calore mortale“, spiegano gli esperti. Negli ultimi decenni, le foreste tropicali sono state gravemente colpite dalla deforestazione e dal degrado, dovuti principalmente all’agricoltura e al disboscamento. Questa perdita di copertura arborea ha gravi conseguenze: minaccia la biodiversità, sconvolge il clima e altera i cicli dell’acqua.
La deforestazione è, inoltre, associata a una serie di problemi dannosi per la salute umana. L’inquinamento da fumo causato dagli incendi nelle aree disboscate degrada la qualità dell’aria regionale. È stato anche collegato a un aumento del rischio di malaria. Questo studio dimostra un ulteriore rischio per la salute legato alla deforestazione, dovuto all’aumento dell’esposizione al calore e alla mortalità correlata al caldo.
Le aggravanti socio economiche
I rischi per la salute umana sono ulteriormente aggravati da fattori sociali ed economici. Le persone che vivono nelle aree rurali dei tropici hanno spesso un accesso limitato all’assistenza sanitaria, il che le rende più vulnerabili al caldo estremo. In molti paesi tropicali l’accesso alle tecnologie moderne che aiutano le persone a fronteggiare il caldo, come l’aria condizionata o i sistemi di raffreddamento, è più limitato e molte persone lavorano all’aperto durante il giorno, aumentando l’esposizione al calore.
La ricerca ha rilevato che sono state colpite maggiormente le persone che vivono nelle zone tropicali: si tratta di oltre 48 milioni di persone in Indonesia, 42 milioni nella Repubblica Democratica del Congo e 21 milioni in Brasile, tutte esposte al riscaldamento causato dalla deforestazione tropicale. Gli impatti maggiori sono stati riscontrati nelle zone in cui molte persone vivono vicino ad aree in cui le foreste sono state disboscate.

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.

