La Tunisia chiede la “fine del gap Nord-Sud”: dalla Palestina al debito, l’agenda della premier a Siviglia
Ripensare la cooperazione internazionale sulla base di sovranità e giustizia. E’ questo il messaggio della premier tunisina, Sara Zaafrani Zanzeri, al quarto Forum internazionale sul finanziamento allo Sviluppo in corso a Siviglia, in Spagna. L’evento è organizzato dal Regno di Spagna e dalle Nazioni Unite. All’inizio del suo intervento, la prima ministra tunisina ha sottolineato come la conferenza si svolga in “un contesto globale delicato che impone a tutti una profonda riflessione sulle questioni legate allo sviluppo nelle sue dimensioni economiche, sociali, tecnologiche e ambientali”. Zaafrani Zenzri ha enfaticamente dichiarato che “non si può parlare di valori di giustizia e principi di sicurezza collettiva senza affrontare la questione palestinese, che rimane una ferita sanguinante nella coscienza mondiale”, sottolineando che il raggiungimento dello sviluppo sostenibile “rimane un obiettivo lontano finché i diritti legittimi del popolo palestinese, in primis l’instaurazione del suo stato indipendente con Gerusalemme Est (Al Kuds Al Sherif) come capitale, non saranno realizzati in conformità con le risoluzioni della legittimità internazionale”. La premier tunisina ha ribadito che “sicurezza e sviluppo sono elementi intrinsecamente legati e la stabilità globale desiderata non può essere raggiunta in un contesto di squilibrio della giustizia e dell’equità, e finché un intero popolo rimane privato dei più elementari mezzi di vita dignitosa, incluso il suo diritto all’esistenza”.
La presidente del Governo tunisino ha poi evidenziato come gli ultimi anni abbiano dimostrato che l’attuale sistema di finanziamento globale è diventato incapace di affrontare le crescenti sfide economiche, sociali e ambientali. Zaafrani Zenzri ha aggiunto che “l’entità dei conflitti, delle pandemie, delle sfide climatiche e delle disparità di sviluppo, digitali e tecnologiche tra i vari paesi ha rivelato la fragilità di questo sistema e la sua incapacità di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite”. La premier ha ricordato che, un decennio fa, a luglio 2015, la conferenza di Addis Abeba aveva delineato una visione promettente e ambiziosa per il finanziamento dello sviluppo sostenibile. Tuttavia, “le crisi successive, come la pandemia di Covid-19, le continue tensioni di sicurezza, le guerre e le ripercussioni geopolitiche, oltre alle sfide climatiche, hanno impedito una risposta equilibrata alle esigenze dei paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo, approfondendo così il divario tra i popoli e ostacolando la realizzazione della visione di quella conferenza”.
La premier ha affermato che la Tunisia, fiera della sua “appartenenza africana, araba e mediterranea, crede nel suo ruolo attivo per garantire la comunicazione tra i paesi africani ed europei e il resto del mondo”. È anche ben consapevole che il raggiungimento dello sviluppo a livello nazionale rimane legato a una più profonda solidarietà internazionale che risponda alle esigenze di un progresso giusto ed equilibrato. La strategia dello Stato tunisino si basa su un approccio integrato fondato su due assi principali: la costruzione di un’economia resiliente e il consolidamento di uno stato di giustizia sociale. A livello economico, la Tunisia sta avanzando nella costruzione di un’economia diversificata e più resiliente, al fine di raggiungere uno sviluppo inclusivo che ripristini gli equilibri finanziari e porti a un miglioramento del clima degli affari e degli investimenti. A livello sociale, la Tunisia sta lavorando per rafforzare il suo ruolo sociale attraverso una giusta distribuzione delle ricchezze, la creazione di opportunità di lavoro dignitoso per tutti i segmenti della società e l’estensione della protezione sociale per includere le fasce più vulnerabili.
Nel suo discorso, la prima ministra ha apprezzato il ruolo dei partner della Tunisia a livello bilaterale e multilaterale, invitando allo stesso tempo a ripensare i meccanismi di cooperazione internazionale “sulla base dei principi di sovranità nazionale, di una differenziazione che tenga conto delle specificità di ciascun paese, di trasparenza e di giustizia, garantendo così l’efficacia e l’efficienza di tali meccanismi”. Sarra Zafraani Zenzri ha ribadito la determinazione della Tunisia a definire le proprie strategie nazionali basandosi sulle proprie capacità e sulla propria visione, pur mantenendosi aperta alle opinioni e ai suggerimenti dei suoi partner nell’ambito di una cooperazione paritaria.
In questo contesto, la Presidente del Governo ha sollecitato una revisione delle condizioni del finanziamento internazionale affinché diventino più compatibili con le specificità e le esigenze dei paesi in via di sviluppo e per semplificare l’accesso di questi paesi alle risorse finanziarie internazionali, al fine di trovare finanziamenti stabili e a lungo termine che supportino settori vitali come l’agricoltura resiliente, la sicurezza idrica, la sanità e la transizione digitale ed energetica.
E’ necessario, ha proseguito la premier, consolidare il principio di compatibilità con le priorità nazionali, indicando che “non è possibile discutere di finanziamento dello sviluppo a cui i paesi aspirano senza rispettare la loro sovranità e le loro scelte di sviluppo nazionale”. Zaafrani Zenzri ha posto enfasi sul ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali affinché “si trasformino da enti che impongono determinate politiche a strutture che adottano una vera partnership con questi paesi nel finanziamento dei programmi di sviluppo”. La prima ministra ha sottolineato che lo Stato tunisino, che considera il finanziamento equo un diritto legittimo dei paesi del Sud, ha adottato una strategia nazionale ambiziosa per accedere alle fonti di finanziamento, indicando la necessità di adottare una nuova politica basata su: una maggiore flessibilità nella concessione di finanziamenti da parte dei fondi internazionali, definizione di criteri oggettivi per ottenere finanziamenti adeguati alla realtà dei paesi in via di sviluppo, alleggerimento delle condizioni per beneficiare dei crediti, creazione di uno sportello unico sotto l’egida delle Nazioni Unite per centralizzare il supporto tecnico e finanziario in tutti i settori, accordo su un “nuovo patto finanziario specifico per l’Africa”, che soffre notevolmente degli effetti delle sfide climatiche, causate dai paesi industrializzati e più sviluppati, e delle loro ripercussioni negative sugli equilibri economici, finanziari e sociali del continente, permettendo ai paesi africani di ottenere finanziamenti diretti e adeguati per i loro programmi di sviluppo.
La premier ha ricordato l’appello del presidente tunisino Kais Saied durante la sua partecipazione al Vertice di Parigi 2023, svoltosi sotto il motto “Per un nuovo patto finanziario”, per l’instaurazione di una vera partnership nella costruzione di un nuovo mondo a beneficio di tutta l’umanità in un clima di giustizia ed equità, sottolineando che “questo sistema non può essere istituito basandosi su equilibri e accordi superati dal tempo, che hanno causato l’approfondimento del divario di sviluppo e digitale tra Nord e Sud”. In questo contesto si è inserito l’invito della Tunisia, in occasione del Vertice del Futuro tenutosi a New York nel settembre 2024, a margine della 79ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ad adottare un nuovo approccio alla cooperazione internazionale basato sulla sovranità nazionale e sulla ristrutturazione del sistema finanziario globale, affinché diventi più trasparente, giusto e rispondente alle esigenze dei paesi in via di sviluppo. Zaafrani Zenzri ha rinnovato questo appello così da ridurre il peso del debito per i paesi in via di sviluppo, facilitare l’accesso a finanziamenti agevolati, istituire un finanziamento globale equo che combatta l’evasione fiscale e i flussi finanziari illeciti e sostenere la transizione verde e digitale nei paesi del Sud.
La prima ministra ha infine ribadito che la Tunisia sta proseguendo sulla strada delle riforme e dello sviluppo, impegnata a lavorare con i suoi partner internazionali e regionali per raggiungere uno sviluppo inclusivo che bilanci le esigenze economiche e sociali. In conclusione del suo intervento, Sarra Zaafrani Zenzri ha sottolineato che l’attuale situazione internazionale richiede un cambiamento nella metodologia del lavoro collettivo multilaterale, passando dalla semplice enunciazione di raccomandazioni all’attuazione di decisioni che richiedono riforme audaci del sistema di finanziamento globale per stabilire i pilastri della stabilità, della pace, della giustizia e della crescita in tutto il mondo

Vanessa Tomassini è una giornalista pubblicista, corrispondente in Tunisia per Strumenti Politici. Nel 2016 ha fondato insieme ad accademici, attivisti e giornalisti “Speciale Libia, Centro di Ricerca sulle Questioni Libiche, la cui pubblicazione ha il pregio di attingere direttamente da fonti locali. Nel 2022, ha presentato al Senato il dossier “La nuova leadership della Libia, in mezzo al caos politico, c’è ancora speranza per le elezioni”, una raccolta di interviste a candidati presidenziali e leader sociali come sindaci e rappresentanti delle tribù.
Ha condotto il primo forum economico organizzato dall’Associazione Italo Libica per il Business e lo Sviluppo (ILBDA) che ha riunito istituzioni, comuni, banche, imprese e uomini d’affari da tre Paesi: Italia, Libia e Tunisia. Nel 2019, la sua prima esperienza in un teatro di conflitto, visitando Tripoli e Bengasi. Ha realizzato reportage sulla drammatica situazione dei campi profughi palestinesi e siriani in Libano, sui diritti dei minori e delle minoranze. Alla passione per il giornalismo investigativo, si aggiunge quella per l’arte, il cinema e la letteratura. È autrice di due libri e i suoi articoli sono apparsi su importanti quotidiani della stampa locale ed internazionale.

