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La Macedonia del Nord valuta se dichiarare lo stato di crisi energetica

Il Ministero dell’Economia della Macedonia del Nord ha espresso l’intenzione di dichiarare un’altra volta lo stato di crisi energetica nel mese di agosto, dopo che lo aveva già dichiarato lo scorso novembre, prolungandolo poi fino a giugno. Il ministro Kreshnik Bekteshi ha spiegato che comunque non si prevedono interruzioni nell’erogazione dell’elettricità, nemmeno nel caso estremo di divieto di fornitura di gas naturale dall’estero, cioè dalla Russia (è infatti Gazprom a dare a Skopje il 100% delle sue importazioni di gas). Il governo sta studiando delle alternative, una delle quali potrebbe essere far giungere il gas dalla Turchia o dall’Azerbaijan tramite la Bulgaria. Bekteshi vuole anche creare una commissione dedicata alla crisi energetica, al fine di agevolare il governo nel suo intervento di aiuto finanziario alle compagnie statali, con l’obiettivo di assicurare una fornitura stabile di elettricità ai consumatori del Paese. L’energia viene prodotta dalla Elektrani na Severna Makedonija (ESM), compagnia energetica nazionale alla quale arriveranno 100 milioni di euro dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). Tra l’altro, per alleviare le conseguenze della crisi economica il governo macedone ha recentemente approvato misure che resteranno in vigore fino alla fine dell’anno, quali il divieto di esportazione di grano, farina, legname e pellet e l’abolizione della tassa sull’importazione di combustibile ad uso domestico. Il ministro Bekteshi ha dichiarato che lo scopo delle misure è di proteggere i cittadini, la produzione e il mercato locale, evitando gli abusi da parte dei produttori e degli operatori commerciali.

Oggi la Macedonia del Nord ha circa 94 megawatt generati dai sistemi fotovoltaici, ma punta ad ottenerne 250 entro il 2030. A questo scopo, il governo ha aumentato il limite delle misure consentite per gli impianti fotovoltaici che possono immettere energia nella rete: si passa da 4 a 6 kW per quelli domestici e da 20 a 40 kW per quelli commerciali. Inoltre, per facilitare l’installazione dei pannelli sui tetti, ha approvato uno schema di riduzioni fiscali da 1 milione di euro, che coprirà il 30% dei costi fino a un massimo di 62mila dinari (circa mille euro). L’agenzia nazionale che gestisce i servizi di acqua e luce ha promesso infine di eliminare le tariffe di rete per coloro che installeranno i pannelli fotovoltaici. La Macedonia del Nord ha accettato insieme all’Albania la proposta della Serbia di formare un gruppo di lavoro congiunto: l’obiettivo è superare la crisi energetica elaborando progetti strategici per tutta la regione. L’annuncio dell’iniziativa è stato dalla vice premier serba nonché ministro delle Attività minerarie e dell’Energia Zorana Mihajlovic, a Tirana per un vertice dell’Open Balkan (l’area di cooperazione economica e politica dei Balcani occidentali). La Mihajlovic spera vengano presentati già da agosto ai vertici politici dei tre Paesi proposte riguardanti tutto ciò che possa aiutare a risolvere la crisi per il prossimo inverno: progetti e investimenti congiunti per impianti a energia solare o eolica, connessioni di reti e di gasdotti, stoccaggio sotterraneo di gas.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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