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Il Ministro della Difesa ucraina avverte: Europa a rischio crisi migratoria e alimentare se la Russia ci attacca

Il ministro della Difesa dell’Ucraina Oleksii Reznikov ha lanciato un avvertimento all’Occidente con una lettera aperta apparsa il 3 dicembre sul sito dell’Atlantic Council, il centro di ricerca e analisi situato a Washington che si dedica alla promozione della cooperazione fra America ed Europa sotto la leadership degli Stati Uniti. Il titolo è altamente esplicativo: Il futuro dell’Europa si deciderà in Ucraina

Il Ministro mette in guardia il Vecchio Continente dalle conseguenze di una possibile invasione dell’Ucraina su larga scala da parte della Russia: un’ondata di profughi verso ovest costituita dai 3 ai 5 milioni di cittadini ucraini. Una guerra comporterebbe anche il collasso della catena di produzione e distribuzione dei generi alimentari, a cominciare dal grano, di cui l’Ucraina è uno dei maggiori fornitori del mondo così come la Federazione Russa. Un altro pesante effetto su cui Reznikov mette in allarme sarebbe la fine dell’ordine internazionale basato sul diritto e l’inizio di un’era di instabilità globale che andrebbe a cancellare i decenni di pace di cui ha goduto l’Europa fino ad oggi. Secondo il Ministro, mentre il suo Paese è ormai pronto psicologicamente e militarmente a un’escalation che sembra voler sfociare in un conflitto totale, l’Europa potrebbe non vedere fino in fondo quali terribili implicazioni avrebbe per l’intero Continente l’invasione russa dell’Ucraina. Ma per Reznikov, che dice di essersi consultato con i colleghi di Gran Bretagna, USA, Canada e Israele, è possibile evitare la campagna militare russa sul suolo ucraino (che secondo lui sarebbe comunque destinata a fallire) se l’Occidente dimostra di essere pronto ad affrontare la minaccia in modo deciso e se convince Mosca che il prezzo da pagare sarebbe così alto da perdere qualsiasi convenienza.

Le parole del ministro Reznikov sono state riprese pure dal New York Times, che ha enfatizzato gli sforzi del presidente Joe Biden di compattare il fronte degli alleati europei Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna per aumentare la deterrenza contro le iniziative ostili del Cremlino. Per il momento, la via da seguire rimane quella diplomatica, a fronte delle preoccupazioni per l’ammassamento di truppe russe lungo il confine e l’eventuale ricatto sulle forniture invernali di gas, e nel sospetto che Mosca cerchi di sfruttare il cambiamento del panorama politico con il nuovo cancellierato tedesco appena insediato e le elezioni francesi previste per il prossimo anno.

Reznikov è diventato ministro della Difesa lo scorso 4 novembre, dopo che per un anno e mezzo si è occupato proprio della zona “calda” guidando il Ministero dei territori temporaneamente occupati e degli sfollati interni. Ha ricoperto anche l’incarico di vice premier nel governo dell’attuale primo ministro Shmyhal.

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