Germania, centinaia di ucraini fuggiti dai centri di addestramento
In Germania sono ormai centinaia gli ucraini fuggiti dai centri di addestramento in cui erano stati inviati da Kiev. Il resoconto di un giornale tedesco ha riportato in auge la spinosa questione.
Addestramento in Germania
Sono più di 29mila gli ucraini che dal 2022 hanno ricevuto una formazione militare nella sessantina di centri di addestramento sul territorio tedesco. Hanno imparato a maneggiare gli armamenti, compresi gli obici e i carrarmati, oltre alle tecniche di mimetizzazione e di primo soccorso. Berlino mette a disposizione i suoi impianti e il suo personale nel quadro della Missione UE di assistenza militare all’Ucraina (EUMAM UA), che raduna 22 Paesi membri e che finora ha addestrato 87mila soldati ucraini.
Diserzioni anche in Francia
Dopo il corso, gli uomini devono ritornare in patria per essere dispiegati dove servono. Ma in questi anni sono già centinaia i soldati che hanno invece disertato e sono rimasti in Europa. Il governo federale tedesco non ha pubblicato i dati ufficiali e nemmeno gli altri governi hanno confermato le cifre rese note dai media. Il problema infatti non è circoscritto alla Germania: si pensi a uno dei casi più eclatanti, quello della 155esima Brigata Meccanizzata, unità d’élite dell’esercito ucraino e attrezzata coi migliori armamenti NATO. Circa metà dei membri si era preparato in Francia, ma migliaia di loro si sono resi irreperibili dopo il corso oppure hanno abbandonato le posizioni prima di ingaggiare battaglia. Le autorità di Parigi minimizzano, dichiarando che appena qualche decina di uomini è sparita quando si trovava ancora in territorio francese, mentre la maggioranza è fuggita sul percorso verso il fronte.
Già fuggiti a centinaia
Berlino non può negare che una parte degli ucraini si sia data alla macchia dopo l’addestramento, ma può rimanere vaga sui dettagli perché manca un sistema centralizzato di tracciamento dei casi. Il giornale Die Zeit riferisce il 20 agosto che a partire dal 2022 sono stati un’ottantina i soldati che hanno abbandonato la caserma di Altengrabow, situata in Sassonia-Anhalt. Appare come una cifra molto bassa rispetto al totale di 29mila uomini addestrati in Germania, ma preoccupa il fatto che la diserzione sia avvenuta nel momento più costoso per i Paesi alleati di Kiev, e cioè dopo che questi uomini sono stati trasportati, alloggiati e riforniti a spese dei contribuenti europei. Non erano volontari, ma cittadini mobilitati a forza che hanno sfruttato un’occasione per andarsene che si sono dileguati sul territorio europeo dopo aver imparato a maneggiare le armi.
Il fallimento della mobilitazione
I media tedeschi mettono in evidenza come il profilo degli uomini addestrati in Germania sia cambiato in peggio: nel corso degli anni si è passati da volontari esperti e altamente motivati a reclute precettate con la forza, quindi propense a scappare alla prima occasione. I numeri enormi dei renitenti e dei disertori e la mobilitazione stessa sono ormai un problema serio in Ucraina, una questione di carattere strategico e non più solamente burocratico.
Ne aveva parlato in modo esplicito l’ex ministro della Difesa Fedorov, che però a luglio ha avuto il benservito da Zelensky. Quest’ultimo ha chiesto al suo successore Khmara di risolvere la situazione, ricorrendo a un approccio più flessibile e umano, visti i troppi casi di violenza perpetrata dagli ufficiali del reclutamento e persino contro di essi. Ma la carenza di soldati c’è ancora, considerando che almeno 1,3 milioni di uomini sono ufficialmente esentati per motivi professionali, familiari o di salute.
Pesanti conseguenze legali
Le conseguenze legali che attendono i fuggiaschi sono incerte dal punto di vista di Berlino. La legge tedesca non li può considerare tecnicamente come dei profughi, perché essendo stati mandati formalmente dal governo di Kiev non possono godere dello status di protezione temporanea conformemente al paragrafo 24 della legge sul soggiorno in Germania. Per la legge ucraina, invece, sono già a pieno titolo dei militari che hanno abbandonato la propria unità senza autorizzazione. In quanto tali possono essere giudicati come disertori e condannati a una pena fino a 12 anni di carcere.
La UE cerca di rimandarli indietro
L’Unione Europea a luglio ha prolungato di un anno la protezione temporanea a 4,4 milioni di ucraini, ma nel frattempo i singoli Stati membri stanno rendendo loro più difficile la permanenza. Su richiesta dello stesso governo di Kiev, infatti, i Paesi europei stanno approvando leggi che impongono ad esempio di dimostrare l’esenzione dall’esercito prima di poter ricevere lo status di rifugiati. Come rivelato dall’ambasciatore ucraino in Germania Oleksii Makeiev, Berlino sta valutando con Kiev i modi più efficaci per incoraggiare (o per meglio dire spingere) gli uomini a tornare in Ucraina per essere a disposizione delle Forze Armate.

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