Ex ambasciatore britannico coinvolto nel caso Epstein, trema il governo di Londra

Ex ambasciatore britannico coinvolto nel caso Epstein, trema il governo di Londra

8 Febbraio 2026 0

Il premier britannico Keir Starmer è impegnato nel difficile compito di placare l’opinione pubblica infuriata per le rivelazioni che emergono sui legami fra Epstein e l’élite di Londra. Il Partito Laburista e il governo stesso stanno attraversando uno dei peggiori scandali della storia recente. Lo scandalo ha già travolto la famiglia reale: lo scorso novembre il re Carlo III ha tolto i titoli nobiliari al fratello, l’ormai ex principe Andrea, e ha espresso solidarietà nei confronti delle vittime degli abusi. Ora Andrew Mountbatten Windsor, divenuto un comune cittadino, potrebbe persino finire di fronte a un tribunale americano per essere ascoltato o per subire un processo.

I reati ipotizzati

Stavolta nell’occhio del ciclone c’è l’ex ambasciatore negli Stati Uniti, il 72enne Peter Mandelson. Non è accusato di abusi sessuali, bensì di aver passato ad Epstein piani di natura economica e informazioni riservate di carattere finanziario, che erano in grado di influenzare i mercati e di pertinenza del governo britannico. Nelle scorse ore la polizia inglese ha avviato una perquisizione in due sue residenze. Era stato licenziato dal suo incarico di ambasciatore lo scorso settembre, proprio mentre dai file scottanti emergevano dettagli pesanti sui suoi presunti reati, commessi durante la crisi finanziaria fra il 2008 e il 2010, quando a Downing Street risiedeva il premier Gordon Brown. Nei giorni scorsi Mandelson ha lasciato sia il Partito Laburista che la Camera dei Lord. Se le accuse venissero formalizzate, allora potrebbe essere giudicato dalla magistratura britannica.

Starmer sotto accusa

Da Starmer oggi pretendono che spieghi cosa era saltato fuori durante la verifica condotta su Mandelson prima di ricevere l’incarico di ambasciatore a Washington. Il governo ha acconsentito a rilasciare documenti riguardanti la sua nomina, avvenuta un anno fa. In una lettera rivolta al capo del Comitato intelligence e sicurezza Lord Beamish, Starmer ha scritto che vi è ancora “un significativo volume di materiali” da analizzare a proposito della nomina ad ambasciatore di Mandelson. Rivolgendosi all’opinione pubblica il primo ministro ha detto che l’ex ambasciatore ha minimizzato o mentito sull’effettiva ampiezza dei suoi rapporti con Epstein. Inoltre ha espresso le sue scuse alle vittime del trafficante americano.

Le reazioni dei parlamentari

La leader dei Tories Kemi Badenoch ha definito “indifendibile” la posizione di Starmer e ha esortato i colleghi Labour a sostenere la richiesta di un voto di fiducia contro di lui alla Camera dei Comuni. E proprio dalla parlamentare laburista Bell Ribeiro-Addy arriva questa dichiarazione: La verità è uscita. È l’unico modo per conservare la nostra credibilità e riguadagnare fiducia. Secondo un altro deputato laburista, Clive Lewis, è qualcosa che ha il potenziale per travolgere questo governo in una maniera inedita. Aggiunge: vorrei vedere coloro che hanno tradito questo Paese e questo partito affrontare la massima forza del sistema giudiziario e della legge.

 

 

Redazione Strumenti Politici
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