“Coragio no manca”: la nave San Giusto porta in Tunisia lo spirito della Marina Militare italiana

“Coragio no manca”: la nave San Giusto porta in Tunisia lo spirito della Marina Militare italiana

28 Agosto 2025 0

La nave da sbarco San Giusto, unità della Marina Militare Italiana, ha fatto tappa nel porto di Tunisi dal 25 al 28 agosto, nell’ambito della sua Campagna d’istruzione estiva 2025. Sotto il comando del Capitano di Vascello Salvatore D’Avena, la nave sta operando come una vera e propria “scuola galleggiante” per gli allievi della seconda classe dell’Accademia Navale di Livorno. Costruita da Fincantieri e in servizio dal 1994, la San Giusto è una versatile unità da sbarco (LPD) ideale per questo ruolo. La sua presenza a Tunisi rappresenta molto più di una semplice tappa: è un’occasione strategica che unisce l’addestramento pratico alla diplomazia navale.

Gli allievi hanno l’opportunità di mettere in pratica le conoscenze acquisite in aula, confrontandosi con un contesto internazionale e contribuendo a rafforzare i legami tra Italia e Tunisia. La Campagna d’Istruzione estiva segna un momento importante per la Marina Militare, che punta a formare ufficiali completi: non solo esperti in tattiche e tecniche navali, ma anche preparati dal punto di vista culturale e umano. Questa missione del San Giusto non serve solo a garantire la sicurezza nel Mediterraneo, ma anche a forgiare i futuri leader capaci di affrontare le sfide globali con competenza e sensibilità.

L’Accademia Navale di Livorno

Dal lontano 1881, l’Accademia Navale di Livorno rappresenta il cuore pulsante della formazione degli ufficiali della Marina Militare italiana. Un’istituzione che da oltre un secolo si dedica a forgiare i futuri dirigenti, preparandoli ad affrontare con competenza e leadership le complesse sfide del mare e della vita professionale. La via per diventare Ufficiale di Marina è un percorso selettivo ed esigente. L’Accademia non cerca solo talenti, ma individui con qualità ben precise come motivazione e dedizione, spirito di sacrificio e la disponibilità a superare i propri limiti, capacità di applicazione, eesistenza fisica e mentale. Chiunque aspiri a far parte di questa élite deve dimostrare di possedere tali qualità, affrontando un processo di selezione rigoroso e un addestramento che non lascia spazio all’improvvisazione.

Una volta superata la fase di selezione, gli allievi entrano in un ambiente altamente organizzato e professionale. L’Accademia Navale offre una formazione completa che combina studi accademici, addestramento militare e specializzazione professionale. L’obiettivo è preparare ufficiali pronti a ricoprire incarichi di responsabilità in totale autonomia. L’impegno non è solo un requisito, ma una promessa di eccellenza. L’Accademia Navale di Livorno non si limita a insegnare nozioni, ma trasmette valori come onore, disciplina e lealtà, indispensabili per chi è chiamato a servire il Paese in mare. Affrontare questa sfida significa intraprendere un cammino di crescita personale e professionale, destinato a lasciare un segno indelebile, come ha ricordato il comandante D’Avena, rivedendo sé stesso qualche anno fa negli allievi che hanno fatto tappa in Tunisia.

“Coragio no manca co’ semo nel giusto”

Il nome di San Giusto e il motto della Nave in dialetto triestino “Coragio no manca co’ semo nel giusto” (il coraggio non può e non deve mancare quando ci si batte per una giusta causa) legano indissolubilmente l’Unità alla città di Trieste. Il Crest, come lo stemma di Trieste, reca infatti l’alabarda, rappresentata emergente dai flutti, per ricordare come, secondo la leggenda, San Giusto, gettato in mare durante la persecuzione di Diocleziano (303 a.C.) fu restituito dalle acque sulla spiaggia di Trieste.

La vocazione “anfibia” dell’Unità è rappresentata dal leone simbolo da sempre dell’omonimo battaglione (oggi Brigata marina), che ha scritto innumerevoli pagine di eroismo nella storia della Marina militare ed imbarca sull’Unità nel corso di eventi operativi e addestrativi. Infine il timone, simbolo dell’Accademia navale, ricorda la funzione con cui è nata l’Unità (e recentemente “sacrificata” ad un più assiduo impiego operativo), di nave scuola destinata ad addestrare le giovani leve della Marina e ad educare all’amore per la patria e per il mare.

La cerimonia di ammaina bandiera

Durante la sua sosta in Tunisia, la nave da sbarco San Giusto ha aperto i ponti per accogliere autorità locali, rappresentanti della comunità italiana e diplomatici di nazioni amiche. L’evento ha ribadito il ruolo della Marina Militare non solo come forza di difesa, ma anche come ambasciatrice dell’Italia nel mondo.

La preghiera del marinaio

Un momento particolarmente toccante è stato quello della cerimonia dell’ammaina bandiera, culminata con la solenne recita della “Preghiera del marinaio”: “A Te, o grande eterno Iddio, Signore del cielo e dell’abisso, cui obbediscono i venti e le onde, noi, uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d’Italia, da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori. Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione. Dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera, comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei; poni sul nemico il terrore di lei; fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro, più forti del ferro che cinge questa nave, a lei per sempre dona vittoria. Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti. Benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare. Benedici!”

La storia di questa preghiera è affascinante. Fu scritta nel 1901 dallo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, su richiesta del vescovo di Cremona, Bonomelli, preoccupato per lo spirito religioso dei marinai. Colpito dalle parole, il comandante della nave “Giuseppe Garibaldi”, il Capitano di Vascello Cesari Agnelli, chiese e ottenne dal Ministro della Marina l’autorizzazione a recitarla prima dell’ammaina bandiera. Da allora, la tradizione si diffuse rapidamente su tutte le navi, diventando una pratica obbligatoria a partire dal 1909. Oggi, la “Preghiera del marinaio” non è solo recitata in mare, ma anche al termine delle messe a bordo, nelle caserme e negli stabilimenti della Marina, e durante le cerimonie in suffragio dei marinai scomparsi.

La nave

La nave da sbarco San Giusto è una vera e propria piattaforma multifunzione, la cui configurazione si adatta perfettamente a diverse tipologie di missione. Oltre al suo ruolo primario come nave anfibia, può trasportare una compagnia d’assalto della Brigata Marina San Marco, composta da 330 uomini con il loro equipaggiamento, 34 veicoli corazzati leggeri e una vasta gamma di mezzi specialistici.

A bordo trovano spazio tre motozattere per lo sbarco a spiaggia, motoscafi veloci e, sul ponte di volo, tre elicotteri EH 101, pronti per il supporto aereo o le operazioni di eli-sbarco. Questa straordinaria capacità di carico la rende non solo una risorsa militare di primo piano, ma anche uno strumento prezioso per le operazioni umanitarie e di protezione civile. La Marina Militare ha infatti impiegato più volte il San Giusto in missioni di soccorso e intervento in caso di calamità naturali, dimostrando la sua flessibilità e l’impegno dell’Italia nel fornire assistenza.

Amicizia e cooperazione

La presenza del San Giusto a Tunisi è un chiaro segnale di amicizia e cooperazione. La visita rafforza il dialogo e la collaborazione bilaterale tra la Marina italiana e quella tunisina, contribuendo alla stabilità e alla sicurezza regionale. L’anno in corso ha visto le due forze navali impegnate in numerose attività congiunte, che vanno dalle esercitazioni di squadra agli scambi formativi, in particolare nel settore della subacquea.

La sinergia tra le due marine si estende anche alla pianificazione di operazioni di ricerca e soccorso e al controllo marittimo, oltre alla condivisione di informazioni operative nell’ambito dell’iniziativa di cooperazione 5+5 Difesa. Queste attività congiunte sono fondamentali per migliorare l’interoperabilità e la capacità di rispondere insieme alle sfide comuni, consolidando un legame che va ben oltre la diplomazia navale, contribuendo a un futuro più sicuro e stabile per entrambe le nazioni.

Vanessa Tomassini
Vanessa Tomassini

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