Un alt, poi gli spari: la morte di Mu’az scuote la Siria. Sordo e affetto dalla sindrome di down non avrebbe sentito l’ordine dei soldati
Vogliamo combattere per te. Siamo con te e vogliamo combattere per te contro le truppe israeliane
gridano i cittadini di Daraa dopo l’uccisione di Mu’az Salamah al-Ba’ir, il giovane con disabilità ucciso dalle forze israeliane nel villaggio di Jamla. La rabbia si è diffusa nelle ultime ore in diverse province della Siria, dove si sono svolte manifestazioni per condannare le incursioni e gli attacchi dell’esercito di Tel Aviv sul territorio nazionale.
Le proteste
Centinaia di persone sono scese in strada per denunciare i bombardamenti, le detenzioni di civili e la crescente presenza di soldati con la stella di Davide in diverse aree del Paese. A Damasco i manifestanti si sono radunati davanti alla sede delle Nazioni Unite, nel quartiere di Mazzeh, chiedendo la cessazione delle violazioni della sovranità nazionale. Proteste anche a Homs, nella centralissima Piazza dell’Orologio, e a Quneitra, nel sud-ovest della Siria, a ridosso delle Alture del Golan. Mobilitazioni si sono svolte inoltre a Daraa, nel sud del Paese, e ad Hasakah, nel nord-est, dove i residenti si sono riuniti nel quartiere di Ghuwayran per esprimere la propria solidarietà.
La denuncia
Tra la popolazione cresce l’indignazione per le operazioni militari dell’Idf e per quella che viene percepita come l’assenza di una risposta adeguata da parte delle autorità centrali. Jebran Bachier, operatore umanitario che lavora nella capitale siriana, esprime la frustrazione di una parte dei cittadini di fronte all’escalation e al silenzio istituzionale.
«Israele sta avviando queste azioni, se così si possono definire, fin dai primi giorni successivi alla caduta del regime di Assad. E ora nessuno sta cercando di fermarli né di fare qualcosa al riguardo. Allo stesso tempo, abbiamo visto come hanno attaccato la costa siriana (il riferimento è ai massacri compiuti nel marzo 2025 da milizie estremiste, ndr) e come hanno attaccato le aree meridionali della Siria a Sweida, compiendo dei massacri. Quindi, perché non stanno combattendo ora contro Israele, che sta entrando nelle nostre città, nei nostri paesi e nei nostri villaggi? C’è un silenzio totale e loro non forniscono alcuna risposta a ciò che sta accadendo. Il ragazzo ucciso era sordo e non aveva sentito i soldati, che gli hanno poi sparato».
L’agenzia stampa governativa
Le proteste e le accuse rivolte allo Stato ebraico trovano riscontro, sul piano istituzionale, nella condanna espressa dal governo damasceno su quanto accaduto. La stessa agenzia di stampa statale Sana ha riferito delle manifestazioni organizzate venerdì in diverse province siriane, contro le incursioni e gli attacchi israeliani, citando in particolare i bombardamenti e la detenzione di cittadini siriani a Quneitra e Daraa.
In una nota diffusa giovedì e riportata dall’agenzia, il ministero degli Affari Esteri e degli Emigrati ha condannato l’uccisione di Mu’az Salamah al-Ba’ir, attribuendo alle autorità israeliane la piena responsabilità.
Giovedì, la Siria ha condannato fermamente l’uccisione di un giovane con disabilità da parte delle forze di occupazione israeliane durante un’incursione nel villaggio di Jamla, nella campagna occidentale di Daraa.
Ha sottolineato che prendere di mira i civili costituisce una grave violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e che le continue incursioni e gli attacchi contro i cittadini siriani violano la sovranità nazionale, minacciano la sicurezza e la stabilità regionale e ostacolano gli sforzi di ripresa e ricostruzione.
La condanna dei crimini di guerra
A commentare le mobilitazioni è intervenuto sui social anche il ministro della Giustizia siriano Mazhar al-Wais, definendo le piazze gremite come una risposta ferma sia sul piano popolare sia su quello giuridico. Dichiara infatti al-Wais:
Le imponenti manifestazioni che hanno visto il nostro popolo scendere in strada rappresentano un chiaro e inequivocabile messaggio nazionale. Le proteste costituiscono una netta condanna dei crimini in corso e delle palesi violazioni commesse dalle forze israeliane contro la nostra terra, la cui espressione più recente è stato il vigliacco attacco contro un civile con disabilità, un atto che calpesta i più fondamentali valori umani ed etici. La fermezza e la coesione del popolo siriano rimangono il baluardo e la pietra angolare a difesa della nostra sovranità, mentre la giustizia e il rispetto della legge saranno il punto di riferimento da cui trarremo legittimità per difendere i nostri diritti in ogni sede.
La morte del giovane risale alle prime ore del 22 ottobre scorso, quando veicoli militari israeliani sono entrati nel villaggio di Jamla, nell’area del bacino dello Yarmouk, nella campagna occidentale di Daraa. Mu’az Salamah al-Ba’ir, affetto da disabilità uditiva e sindrome di Down, sarebbe stato colpito dai militari perché non aveva risposto all’ordine di fermarsi. Secondo le testimonianze dei familiari, il giovane non aveva sentito l’alt intimato dai soldati e non era consapevole della gravità della situazione.
Nel villaggio si è svolto un imponente corteo funebre, al quale ha partecipato un gran numero di residenti. La sua morte è diventata così il fulcro di una protesta che, oltre a chiedere giustizia per il giovane, esprime la crescente opposizione di una parte della popolazione siriana allapresenza militare israeliana e la richiesta di una risposta da parte delle autorità di Damasco.

Nasce a Palermo. Laureata in Lingue e letterature straniere all’Università degli studi del capoluogo siciliano, master in Giornalismo e comunicazione pubblica istituzionale, è giornalista pubblicista. Ha iniziato la sua carriera di giornalista, scrivendo di sprechi, inadempienze nella Pa e di temi ambientali per il Quotidiano di Sicilia, ha collaborato per alcuni anni col Giornale di Sicilia, svolto inchieste e approfondimenti su crisi libica e questione curda per Left, per poi collaborare alle pagine Attualità e Mondo di Avvenire, dove si è occupata di crisi arabo-siriana e di terrorismo internazionale. Ha collaborato col programma Today Tv 2000, l’approfondimento dedicato all’attualità internazionale. Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano nel 2017.

