Con alleati così, a che servono i nemici? L’Ucraina tradita da USA e UE

Con alleati così, a che servono i nemici? L’Ucraina tradita da USA e UE

22 Ottobre 2026 0

L’Ucraina tradita continuamente dai suoi alleati principali quali gli Stati Uniti e i Paesi europei. L’atteggiamento ambiguo del governo americano sotto Trump era nota fin da subito, ma la differenza tra parole e fatti da parti della Gran Bretagna, della Francia e dell’Unione Europea è sconvolgente. Un articolo della rivista britannica Spiked spiega in dettaglio come i Paesi occidentali abbiano “accoltellato alla schiena” Kiev.

Voltafaccia americani

Fra i tanti voltafaccia dell’amministrazione Trump verso l’Ucraina, quello della settimana è forse il più brutto. Anzitutto, la Casa Bianca ha acconsentito a pagare miliardi di dollari alla Russia per ottenere una fornitura limitata di diesel, nonostante lo stesso Trump avesse appena siglato un pacchetto di sanzioni contro – per l’appunto – i principali compratori di gas e petrolio russo. Poi, rispondendo alle critiche sull’accordo da parte di Zelensky, Trump ha annunciato che l’Ucraina ha bisogno di un “nuovo leader”. Il presidente americano ci ha pure fatto un post, proclamando il raggiungimento di un misterioso “cessate-il-fuoco energetico”, sebbene la Russia continui a gettare missili e droni sugli impianti energetici ucraini, lasciando al buio migliaia di civili.

Era quindi una tregua a cui si aspettava che aderisse soltanto Kiev. Nessuna sorpresa allora se le forze ucraine abbiano ripreso gli attacchi alle raffinerie russe, umiliando Trump. Ma lo sviluppo più incredibile di tutti si è visto quando la Casa Bianca ha stabilito unilateralmente di togliere a Kiev la fondamentale sorgente di intelligence dei satelliti che finora le aveva permesso di respingere i bombardamenti russi. Questa decisioni tocca anche i soldati che hanno avuto l’accesso alle rete Starlink di Musk temporaneamente limitato, non potendo così effettuare missioni e ritrovandosi in pericolo. Ora però USA e Ucraina asseriscono che il supporto e l’accesso ai dati satellitari è stato riaperto.

Un problema ereditato da Biden

È difficile sopravvalutare la portata di quanto accaduto in questi giorni. La lunga e coraggiosa difesa che gli ucraini stanno dimostrando verso la loro indipendenza nazionale, ovvero della loro libertà, sembra essere sabotata su vari livelli dal loro alleato principale. Le relazioni fra Kiev e Washington sono sotto tensione in diversi punti da quanto si è insediato Trump. La sgridata subita da Zelensky alla Casa Bianca da parte di “The Donald” e del suo vice Vance è stata il punto più basso. E i discutibili accordi di pace, discussi sempre fra USA e Russia senza una vera partecipazione ucraina, sono da ascrivere alla lista dei desideri del Cremlino. Tuttavia, gli sviluppo della settimana scorsa sono persino più deleteri per queste relazioni di qualsiasi altra cosa vista finora.

Abbiamo assistito agli accordi che la Casa Bianca ha fatto e che vanno a beneficio di Mosca e agli attacchi verbali contro Zelensky mentre le vite ucraine vengono messe a rischio. Le trucide motivazioni dell’amministrazione Trump non sono difficili da intuire. L’attuale governo americano ha sempre visto la guerra in Ucraina come uno sgradito problema ereditato dall’era Biden. Ed è obiettivamente difficile far terminare un conflitto, anche se la sua fine, come sembra, dipende quasi interamente dalle condizioni di Mosca. A un tale approccio si aggiunge la lunga pratica di certa destra repubblicana di denigrare Zelensky bollandolo come una “regina dell’assistenza” che tende la mano per aver aiuti militari e finanziari dall’Occidente.

Presto le elezioni di midterm

E adesso a tutto ciò si assomma pure un calcolo elettorale. Coi prezzi della benzina che salgono, Trump non è messo bene in vista delle elezioni di midterm. Da quando gli USA hanno avviato la loro disgraziata guerra all’Iran lo scorso febbraio, i prezzi del gasolio in America sono aumentati di quasi il 70%. Concludendo il suo accordo del diesel con la Russia, Trump potrebbe anzitutto annunciare che “i prezzi alla pompa per gli americani e pure per il mondo scenderanno a cifre record e in fretta!!!”.

Poi, tramite la “tregua energetica” fallita e i commenti che ne sono seguiti, potrebbe suggerire che la guerra di autodifesa dei Kiev era la ragione primaria dei prezzi così alti. Esatto, niente a che vedere con un conflitto spinto dagli USA contro Teheran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, da quale passa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas. Dunque, per un lotto iniziale di 300mila tonnellate di gasolio russo, che gli USA consumeranno in meno di un giorno, più altre 1,5 milioni di tonnellate in seguito, la Casa Bianca è pronta a svendere l’Ucraina. Con alleati così, a Kiev non servono certo le forze di invasione russe che continuano a bombardarla quasi quotidianamente.

Lo strano appoggio “incrollabile” della UE

Come prevedibile, la UE e il Regno Unito erano desiderosi di mostrare il loro appoggio “incrollabile” per Kiev. Dopo tutto, se c’è una cosa che amano fare i leader europei, detestati a casa loro, è di posare per il mondo come i migliori amici dell’Ucraina. Si sono già viste sessioni fotografiche con dentro Zelensky e la von der Leyen, le grandi promesse di supporto da Macron, e pure una jam session col neo premier britannico Burnham. Poi costoro pronunciano parole forti contro Mosca e promettono (come ha fatto proprio Burnham) di essere “sempre al fianco di Kiev, e ciò non cambierà mai”. Ma la realtà dei fatti racconta una storia diversa. Senza il sostegno degli USA, all’Occidente manca proprio la capacità militare di assistere l’Ucraina nel modo in cui essa vorrebbe.

L’Unione Europea ha pompato miliardi nell’economia russa in cambio di risorse energetiche fin da quando è cominciato il conflitto, un dato che inquadra meglio il disperato accordo di Trump sul diesel. L’anno scorso erano emersi dei rapporti a proposito degli sforzi dei membri UE di rispettare gli obiettivi di Net Zero. Gli Stati europei hanno speso nel 2024 cifre record per importare GNL dalla Russia. Ulteriori rapporti dicono che cinque Paesi UE hanno persino incrementato la spesa per avere energia russa anche nel 2025: fra di essi la Francia, che ha pagato il 40% in più e l’Olanda il 70%.

Traditi da USA e UE

Oggi si sta vedendo la piena portata del contributo della UE allo sforzo bellico di Mosca. Lunedì scorso il Cremlino ha dichiarato che i Paesi UE hanno acquistato più di 320 miliardi di dollari di idrocarburi a partire dal 2022, sfruttando in modo sfacciato cavilli e falle nelle sanzioni antirusse che essi stessi tanto declamano. Notando i 226 miliardi di dollari che la UE ha concesso all’Ucraina dal 2022, il ministro degli Esterei svedese Maria Malmer Stenergard ha fatto presente una cosa ovvia: l’Unione Europea ha dato molti più soldi alla Russia che non assistenza militare e finanziaria all’Ucraina. Se è questo il supporto europeo for as long as it takes, allora Mosca non deve avere fretta di chiudere la sua operazione. Bruxelles contesta i dati, ma la disparità di trattamento è fuor di dubbio.

Kiev si trova sempre in una posizione sgradevole: combatte per la sua sopravvivenza nazionale contro l’aggressione neo-imperialista russa, ma i suoi alleati formali continuano a deluderla. Il suo alleato principale oggi vorrebbe sacrificarla per avere un piccolissimo profitto interno a breve termine, mentre i suoi alleati europei più entusiasti sono troppo deboli sotto ogni punto di vista per tradurre in fatti le loro roboanti parole di sostegno. Gli USA hanno appena accoltellato l’Ucraina alla schiena. La UE lo faceva fin dall’inizio della guerra. Kiev viene tradita ogni volta da quelli che dicono di aiutarla. Si sta svolgendo sotto i nostri occhi una tragedia geopolitica.

Redazione Strumenti Politici
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