Gli (in)utili idioti europei

Gli (in)utili idioti europei

30 Luglio 2025 0

Ci prendono per stupidi… e la cosa più grave è che glielo lasciamo fare. Dal Mattino al Messaggero, da Adnkronos fino al Post è rimbalzata una notizia che ha del paradossale.

La Russia a corto di armi sovietiche

Secondo le principali testate italiane, la Russia starebbe finendo le armi di fabbricazione sovietica: così si farebbe aiutare dalla Corea del Nord per proseguire lo sforzo bellico in Ucraina. Eppure mi sembra ci avessero detto che il Cremlino possiede i mezzi e le capacità per invadere l’Europa e arrivare fino a Lisbona. Adesso invece dicono che è giunta in soccorso addirittura Pyongyang per far continuare a Mosca la sua “operazione speciale”. Viene spontaneo domandarsi il motivo per cui a tale notizia non sia seguito l’annuncio della von der Leyen di bloccare immediatamente il piano di riarmo europeo multimiliardario. Con una Russia così malmessa, perché i Paesi europei dovrebbero spendere decine di miliardi di euro per gli armamenti invece che per ospedali o infrastrutture?

Personalmente, suggerirei ai russi di smontare dalle lavatrici dei cittadini i microchip e di usarli per riparare le armi vecchissime di cui dispongono. D’altronde, a poche settimane dallo scoppio delle ostilità i media mainstream italiani ci avevano detto che i russi si erano ridotti a rubare gli elettrodomestici degli ucraini per riciclarne i pezzi utili per la guerra. Viene persino da immaginare che sia il Cremlino stesso a suggerire certe notizie assurde ai giornali italiani, allo scopo di attirare indirettamente dalla propria parte l’opinione pubblica nostrana. La gente infatti intuisce che c’è qualcosa di stonato nella narrazione occidentale. I vertici politici e militari di NATO e UE continuano a ripetere che entro il 2030 la Russia attaccherà uno Stato europeo e farà scoppiare un conflitto mondiale. E oggi i media mainstream se ne escono fuori con la panzana delle armi nordcoreane.

Una notizia riciclata

Peraltro, basta un piccolo sforzo per verificare la fonte: la Scuola di Economia di Kiev, ripresa poi dal Financial Times. Forse qualcuno si ricorda che dopo il 2014 l’Ucraina aveva istituito un dipartimento della propaganda, con tanto di chiamata alle armi degli hacker per arginare la fantomatica propaganda russa. Erano uscite agenzie stampa anche in Italia, oggi ma è finito tutto sotto traccia. Anzi, da una veloce ricerca su Internet risulta che questa “notizia” è il rilancio di un’altra apparsa il 17 luglio 2024 sul Post, che la riferiva attribuendola ai servizi segreti occidentali. Dunque i russi erano a corto di armi già un anno fa.

Ora ecco che la leggenda torna di moda, riproposta identica ai malcapitati lettori italiani, nella speranza che qualcuno ci caschi. Spiace dirlo, ma ci trattano davvero come degli scemi, sfruttando la disattenzione dei cittadini e la loro fiducia nei “professionisti dell’informazione”. In questo modo tentano di convincere l’opinione pubblica italiana che sia giusto protrarre una guerra persa e strapersa. E che è anche un conflitto per procura, come candidamente ammesso dall’amministrazione Trump. Oggi la Casa Bianca è ben disposta a farla continuare a patto che gli armamenti americani da inviare agli ucraini vengano pagate dai contribuenti europei. E i governi europei ovviamente hanno accettato…

Marco Fontana
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