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4 Marzo 2022 – Il venerdì nero delle Borse europee. Nuovo record per il prezzo delle materie prime e del petrolio. Libia, attacco ad oleodotto ha fatto perdere 1.600 barili di greggio. Pakistan, Isis rivendica attentato moschea

Nel Vecchio Continente il tonfo è stato forte, con quasi 400 miliardi di capitalizzazione (393,71 per l’esattezza) bruciati in un solo giorno. Nel suo piccolo Piazza Affari ne ha mandati in fumo 36,14, che salgono a 83,96 miliardi dallo scorso 24 febbraio, giorno del primo attacco russo all’Ucraina. Uno scenario da brivido, con Milano in calo del 6,24%, Parigi del 4,97%, Londra del 3,59%, Francoforte del 4,39% e Madrid del 3,68% in chiusura, ancora lontano pero’ dai livelli della Brexit del 24 giugno del 2016, quando il calo fu doppio. A salire sono stati i prezzi delle materie prime, a partire dal gas, che si è portato su nuovi record a 204,15 euro al MWh, con un rialzo del 26,94%, arrivando anche a guadagnare il 29,5% a 208 euro, nonostante le rassicurazioni di Gazprom che ha annunciato il regolare invio di metano in Europa attraverso l’Ucraina, con flussi che raggiungono 109,5 milioni di metri cubi. Il barile di Brent del Mare del Nord ha chiuso a Londra a 118,11 dollari, livello che non raggiungeva dall’agosto 2008, a seguito della crisi ucraina e delle sanzioni sulla Russia. Il prezzo è aumentato del 6,92%, pari a circa 7 dollari.

L’attacco condotto contro un oleodotto libico nella zona di Sirte ha provocato la perdita di 1.600 barili di petrolio greggio. Lo riferisce la Sirte Oil Company.

La Banca mondiale presenterà al suo consiglio la proposta di un prestito supplementare di 500 milioni di dollari per l’Ucraina.

L’Isis ha rivendicato l’attentato kamikaze che ha colpito una moschea sciita nella città pakistana di Peshawar, uccidendo almeno 56 persone. “Oggi un combattente dello Stato Islamico è riuscito ad assalire una moschea sciita a Peshawar“, ha dichiarato il gruppo jihadista sul suo sito di propaganda Amaq.

La Casa Bianca ha respinto l’appello del senatore repubblicano Lindsey Graham per assassinare Vladimir Putin. “Questa non è la posizione del governo degli Stati Uniti e certamente non e’ una dichiarazione che sentirete arrivare dalla bocca di qualsiasi persona che lavora in questa amministrazione“, ha spiegato la portavoce Jen Psaki. Anche l’oppositrice ucraina Timoscenko si sarebbe proposta di assassinare Putin in una conversazione intercettata.

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha detto alla Bbc di essere convinto che l’Ucraina possa vincere la sua guerra con la Russia. Blinken ha affermato di non poter dire quanto potrebbe durare la guerra, ma ha insistito sul fatto che la sconfitta dell’Ucraina non e’ inevitabile. 

Non c’è stata “nessuna fuoriuscita di materiale radioattivo” dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia che è stata attaccata dalle forze russe. La notizia dell’attacco è stato smentito dal Cremlino.

L’intervento del ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, Abdulaziz bin Salman, è stato tolto dal programma della conferenza sull’energia di Houston. Il ministro saudita era previsto il 7 marzo al CERAWeek 2022.

Circa mille persone si sono radunate questa sera a Belgrado per esprimere il loro sostegno a Vladimir Putin e all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nonché la loro ostilità alla Nato.

Anche la Cnn, dopo Bloomberg e Cbs, ha deciso di sospendere temporaneamente la sua attività in Russia dopo che Putin ha firmato una legge che impone pene detentive fino a 15 anni per le persone accusate di aver diffuso “notizie false” sulla guerra in Ucraina.

L’Iran ripone le sue speranze in Dio e nella volontà del popolo, non nei colloqui a Vienna sul programma nucleare, perchè non avverrà nessun miracolo senza la prudenza in patria e il duro lavoro. Lo ha affermato il presidente della Repubblica islamica Ebrahim Raisi, citato dal canale Iran International English.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato la decisione della Nato di non istituire una no-fly zone nel suo paese.

l direttore de L’Espresso, Marco Damilano, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto è stato nominato Lirio Abbate. A darne notizia una nota di Gedi in cui si legge ”il direttore de L’Espresso ha rassegnato oggi le dimissioni. 

Valgono esattamente 140 milioni i beni che l’Italia sta sequestrando ai magnati russi per dar seguito alle ritorsioni internazionali contro la guerra in Ucraina seguendo così i passi di altri paesi europei. “Sono in corso di adozione provvedimenti di congelamento sul territorio italiano di beni mobili e immobili appartenenti a soggetti russi presenti nelle liste dei regolamenti europei – spiega il Ministero dell’Economia – per circa 140 milioni di euro.

Sono oltre 4,5 milioni i venezuelani che hanno ricevuto assistenza umanitaria dalla rete di organizzazioni non governative coordinate dall’organizzazione delle Nazioni Unite.

La Polonia “non sta pianificando” di fornire aeroplani a Kiev per sostenerla nella guerra contro Mosca. 

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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