Romania, ancora proteste di piazza contro l’annullamento delle elezioni presidenziali

Romania, ancora proteste di piazza contro l’annullamento delle elezioni presidenziali

21 Gennaio 2025 0

Continua la serie di proteste dei cittadini romeni contro l’annullamento delle elezioni presidenziali. Questa volta ad organizzare la manifestazione è stata l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), divenuta seconda forza politica del Paese alle elezioni parlamentari dello scorso 1° dicembre.

La protesta dell’AUR

La scorsa settimana sono scesi in piazza i sostenitori dell’AUR (in romeno Alianța pentru Unirea Românilor). Il suo leader George Simion denuncia l’attuale “governo traditore” e il “presidente usurpatore” che rifiutano di ascoltare le richieste del popolo che chiede di ripetere il secondo turno delle elezioni presidenziali, annullato dalla Corte Costituzionale. Dopo questo annullamento inatteso e inizialmente imprevedibili, è infatti rimasto in carica oltre la scadenza del mandato il presidente Klaus Iohannis, del quale ora i manifestanti chiedono le dimissioni. Simion è deputato del Parlamento romeno qualche giorno fa è stato nominato vicepresidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR), partito europeo conservatore alla cui presidenza è stata per più di quattro anni Giorgia Meloni.

Una lunga serie di manifestazioni

Le proteste erano iniziate lo scorso 6 dicembre, dopo l’annuncio dell’annullamento. Sono continuate anche dopo la pausa natalizia, arrivando anche a 100mila persone di fronte alla sede della Corte Costituzionale, sebbene le autorità abbiano comunicato numeri più bassi. Alle manifestazioni partecipano cittadini di varia estrazione politica, non solamente i simpatizzanti dei partiti di destra. Ci vanno anche quelli di sinistra e più in generale i delusi dal comportamento dell’establishment di Bucarest e di Bruxelles. L’impressione lasciata nell’opinione pubblica è infatti quella di aver reagito a una sconfitta elettorale facendo fuori un concorrente scomodo in maniera formalmente poco fondata e sostanzialmente contraria ai principi di democrazia. La situazione resta incerta, perché le varie forze politiche di opposizione o anti-sistema non sembrano intenzionate a lasciar correre.

Quali prospettive ora

Dopo il sorprendete risultato ottenuto al primo turno dal candidato indipendente Călin Georgescu, la Corte Costituzionale ha fermato tutto ad appena due giorni dal ballottaggio. La motivazione ufficiale è stata la scoperta di non meglio precisati aiuti che Georgescu avrebbe ricevuto in campagna elettorale dalla Russia, soprattutto sul lato dei social media. Tuttavia la decisione della Corte è parsa poco argomentata o trasparente. Mosca ha negato qualsiasi coinvolgimento. Le elezioni presidenziali saranno completamente ripetute il prossimo mese di maggio e non è ancora chiaro se permetteranno a Georgescu di correre di nuovo. I suoi legali hanno comunque presentato alla Corte la richiesta di confermare i risultati del primo turno.

Redazione Strumenti Politici
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