Quasi tutti distrutti i carrarmati Abrams americani dell’Ucraina. Ora l’Australia gliene fornisce altri

Quasi tutti distrutti i carrarmati Abrams americani dell’Ucraina. Ora l’Australia gliene fornisce altri

30 Giugno 2025 0

Fino ad oggi è andato perso o distrutto l’87% dei carrarmati americani Abrams in dotazione all’esercito ucraino. Una cifra altissima, se si considera la spesa che gli alleati occidentali hanno affrontare per dare all’Ucraina questi tank, esaltati dalla critica e ritenuti in grado di cambiare i valori in campo a favore di Kiev. Merito dei russi o demerito dei costruttori americani? oppure incapacità dei carristi ucraini? Senza avere una risposta precisa a questo dubbio, gli australiani hanno inviato in Polonia un lotto da quasi cinquanta carri, forse destinato ad arrivare presto in prima linea.

Abrams dall’Australia alla Polonia

Sono state pubblicate le recenti immagini scattate in Polonia che confermano l’arrivo dei carrarmati da combattimento M1A1 Abrams appartenenti all’esercito australiano. I tank sono stati promessi alle Forze armate ucraine. Proprio la Polonia è il Paese che a partire dallo scoppio dello ostilità nel febbraio 2022 funge da centro di smistamento. La comparsa degli Abrams con i colori dati dagli australiani significa dunque che le prime consegne all’esercito ucraino sono probabilmente imminenti. Gli australiani li avevano ritirati dal servizio a causa dell’età, per sostituirli coi nuovi M1A2 SEPv3 commissionati agli Stati Uniti. A ottobre 2024 Canberra aveva annunciato il programma di fornitura degli Abrams più vecchi, ma un serie di fonti aveva riferito che la mancata autorizzazione a trasferirli a Kiev costituiva un ostacolo che ritardava la consegna.

Perdite pesanti

I carristi ucraini hanno completato il primo addestramento sugli Abrams nel settembre 2023. Dopo di che, 31 carri nuovi di fabbrica sono stati dati in qualità di aiuto militare dagli USA. L’ultimo arrivò prima della fine di quel mese. Poi hanno iniziato a usarli per operazioni in prima linea nel febbraio 2024, ma hanno presto cominciato a subire danni pesanti. Prima di agosto 2024 le perdite ammontavano a quasi due terzi della flotta: 20 carri su 31. Si stima che per giugno 2025 l’esercito ucraino avrà perso l’87% dei carri di provenienza statunitense: su 31 totali, 27 sono stati distrutti o catturati. Prima che fossero impiegati in combattimento, i tank venivano esaltati in Occidente come probabile game changer che avrebbe determinato un vantaggio decisivo al fronte. E invece la messa fuori uso dei carri americani ha sollevato questioni serie sulla longevità degli altri 49, che si prevede vengano presto consegnati.

Punti deboli

A differenza degli Abrams nuovi dati in precedenza dagli USA, i 49 australiani hanno decenni di servizio e sono considerati ampiamenti sfruttati. Si ritiene che ciò riduca significativamente la loro prontezza di utilizzo e ne aumenti le esigenze di manutenzione. Parlando a ABC News, una fonte americana con accesso ai dati interni del trasferimento ha messo in guardia gli ucraini sul fatto che troveranno tali veicoli “difficili da mantenere”. Sono stati sollevati seri dubbi sulla loro utilità effettiva.

Un funzionario della Difesa, rimasto anonimo, ha evidenziato alla tv di Stato australiana la loro vulnerabilità conclamata, dicendo: Stiamo iniziando a chiederci se gli ucraini vogliano davvero questi carri. Il tettuccio è la parte più debole dell’Abrams e questa è una guerra di droni. Infatti, la gran parte degli Abrams filmati quando vengono attaccati con successo è stata proprio colpita con l’artiglieria guidata o con un drone kamizake, tranne un caso confermato in cui la distruzione è avvenuta ad opera di un carro russo T-72B3.

Insoddisfatti per i difetti

Diverse volte i funzionari ucraini hanno espresso insoddisfazione verso gli Abrams per i motivi citati, compresi i problemi tecnici come la fragilità dei componenti elettronici, la condensa e la vulnerabilità in combattimento. Essendo la classe di carri più pesante al mondo, che peraltro usa un motore a turbina a gas particolarmente complesso, c’è bisogno di molta più manutenzione dei T-72 o dei T-64, che sono l’ossatura della flotta ucraina. Dunque non si sa fino a che punto l’aiuto australiano servirà a risolvere il deficit dei proiettili altamente esplosivi per i cannoncini da carro da 120 mm, un problema molto acuto per le unità ucraine.

Nonostante i molti difetti, la fornitura di Abrams darà all’esercito ucraino un carro molto più capace dei veicoli di gamma bassa già in arsenale, come i tedeschi Leopard 1 e Leopard 2A4, anch’essi dati di seconda mano dopo decenni di utilizzo e dopo aver sofferto diversi problemi. La capacità in diminuzione dei Paesi di fornire i T-72 e la totale impossibilità di dare i T-64 e i T-80, rende la fornitura di tank di standard occidentale come gli Abrams e i Leopard 2 l’unico modo per riempire i vuoti ucraini lasciati dalle perdite subite.

Abrams in prima linea

Se gli ultimi Abrams arrivati dovessero essere spediti in prima linea, è probabile che soffriranno un tasso di perdite alto come quello del precedente lotto di 31 veicoli. La pressione crescente sulle forze ucraine al fronte crea una significativa possibilità che i carri vengano impiegati in operazioni avanzate molto prima di quando era toccato agli altri. E se le ostilità dovessero proseguire fino alla seconda metà del prossimo anno o persino oltre, e se i tassi di perdita proseguono come oggi, i Paesi occidentali saranno ancora più spinti ad aumentare le forniture di carri di standard NATO. Gli USA potrebbero così pensare di fornire altri Abrams come assistenza militare.

Sebbene la Russia sia già stata in grado di mettere in campo migliaia di carri pesanti da combattimento di epoca sovietica, ha quasi triplicato la produzione dei T-90 dall’inizio del 2022, con la prospettiva di fabbricarne molti di più, mentre ha rimesso in produzione pure il più costoso T-80.

Redazione Strumenti Politici
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