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Manovra e Riforma del Fisco, Ribolla (Lega): necessario aiutare famiglie e imprese. Caro Bollette va risolto già nella Manovra

Continua a ritmi forzati la discussione dentro alla maggioranza per definire i punti salienti della manovra fiscale. Dopo giorni di impasse, sciolto il nodo sui relatori che ha diviso la maggioranza scatenando l’ira dal Movimento Cinque Stelle e Leu (saranno Daniele Pesco, Vasco Errani, Erik Rivolta i relatori della manovra in Senato; cioè del presidente e dei due vicepresidenti della commissione Bilancio) e disinnescate le presunte critiche della Commissione europea che pareva aver fatto richiesta di rettifiche del documento ora i parlamentari delle forze di maggioranze continuano a discutere per affinare le misure contenute nella Manovra. Abbiamo interpellato l’onorevole Alberto Ribolla componente della Commissione Finanze per la Lega – Salvini Premier per conoscere come stia procedendo il dibattito a Montecitorio.

Infografica – La biografia dell’intervistato onorevole Alberto Ribolla

– Parliamo della manovra. Come sta evolvendo il dibattito?

– Siamo in una fase interlocutoria tra i partiti col Ministro, a proposito del fondo da 8 miliardi per l’abbassamento delle tasse. La Lega naturalmente è favorevole alla riduzione delle tasse e della burocrazia, ed è per questo motivo che abbiamo proposto l’abolizione dell’IRAP per le persone fisiche, professionisti autonomi e società di persone. Abbiamo sostenuto anche la riduzione dell’IRPEF di un punto percentuale e l’innalzamento a 100mila euro della flat tax, compresa quella incrementale per coloro che escono dal regime. Avevamo proposto già lo scorso anno per chi supera i 65mila euro la possibilità di pagare solo la percentuale sull’incremento per due anni – e lo abbiamo riproposto anche adesso – ma l’obiettivo principale è portarlo a 100mila per le partita IVA, visto che circa la metà delle partite IVA individuali sono sostanzialmente al di sotto di questo regime, fortemente voluto dalla Lega e che finora ha datto ottimi risultati per i liberi professionisti e gli autonomi. E sempre per quanto riguarda l’IRAP, all’abbassamento della pressione fiscale si aggancerebbe una riduzione del carico burocratico, perché se tutte le partita IVA individuali non fossero più sottoposte all’IRAP, allora avrebbero una dichiarazione in meno da espletare rispetto a quanto devono fare oggi.

– Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi è stato molto critico, lamentando la mancanza di misure che siano realmente a beneficio delle imprese. Dato che la coperta delle risorse è sempre corta, credete sia più importante intervenire sulla tasse verso le imprese o su quelle verso le famiglie e i lavoratori dipendenti?

– Sarebbe importante intervenire su entrambi i fronti. Certo, la coperta è corta: per ridurre sensibilmente le imposte servirebbero 12 o 13 miliardi, ma ad oggi ne abbiamo solo 8. La proposta della Lega è di ridurre l’IRAP alle imprese iniziando dalle persone fisiche e dalle società di persone, per un costo di 3 miliardi, con un impatto sulla riduzione del carico fiscale che pesa sulle imprese e per dare fiato ai soggetti più piccoli, proprio quelli che hanno maggiormente subito i colpi della crisi degli ultimi due anni di pandemia. E poi abbiamo il tema del rilancio dei consumi e quindi dell’economia: dopo molti anni in cui la pressione fiscale è andata aumentando, occorre dare linfa vitale alle persone fisiche non titolari di partita IVA riducendo l’aliquota IRPEF. Ci sono vari studi ancora in fase di analisi presso il Ministero, ma la riduzione dello scaglione del 38% permetterebbe al ceto medio di ottenere una riduzione della pressione fiscale per incentivare i consumi.

– Si verso il non abbassamento dell’aliquota del 27%?

– La Lega ha sempre proposto l’abbassamento dell’aliquota del 38%, ovvero per i contribuenti della fascia media. Altri partiti propongono di intervenire anche su quella del 27%, è necessario però trovare le risorse: certo siamo sempre favorevoli alla riduzione delle tasse.

– Come si sta muovendo la Lega sulla questione delle pensioni?

– Noi avremmo ovviamente preferito il mantenimento di quota 100. Parti della maggioranza avevano proposto quota 104, e a seguito di dibattito si è giunti a definire quota 102 come quella che potrebbere rappresentare una soluzione, così come il rafforzamento per le PMI fino a 15 dipendenti incentivando le uscite grazie al fondo fortemente voluto dalla Lega, anche per la categoria dei lavori usuranti, che tra l’altro andrebbe rivista e ampliata.

– Il premier pare aver fatto un’apertura a Cgil, Cisl e Uil sulla questione pensionistica, per continuare il dialogo su ipotesi di pensionamento più flessibile. Sussite un’idea di tassazione agevolata per i pensionati oppure ciò non sarebbe comunque possibile per motivi di bilancio?

– Per adesso non posso dire nulla in merito. Su questa tematica fiscale i nostri specialisti sono ancora al lavoro e i responsabili in trattativa.

– Qual è la situazione del tavolo dei negoziati con le altre forze politiche?

– La manovra di bilancio è quella più importante dell’anno, a maggior ragione in un momento storico particolarissimo come questo. Come ho accennato all’inizio, si sta trattando sul fondo da 8 miliardi, ma in generale l’obiettivo è arrivare in Parlamento con una serie di provvedimenti: Salvini infatti ha proposto a Draghi di incontrarsi con i partiti per evitare uno scenario di lotta parlamentare e per arrivare a misure condivise o almeno già precedentemente trattate dai partiti.

– Il diniego di Conte e Di Maio ad aprire un dialogo sulla manovra secondo Lei poterà al naufragio oppure si potrebbe andare avanti anche senza il Movimento 5 Stelle?

– L’obiettivo è quello di coinvolgere tutti. È evidente che se si vuole essere costruttivi, bisogna sedersi intorno a un tavolo. Non siamo in un governo di tipo politico, ma in un governo emergenziale che deve gestire l’inizio di un percorso di riforme richieste dall’Europa per utilizzare le risorse del PNR, fondamentale per incentivare lo sviluppo del Paese.

– L’ISTAT ha difeso il reddito di cittadinanza. Secondo la Lega è ancora possibile limare la cifra di stanziamento verso l’RdC per devolverlo alla riduzione delle tasse?

– Assolutamente sì e non soltanto per la riduzione delle tasse. C’è un altro problema cogente, che stiamo trattando oggi in Parlamento e per il quale siamo in fase di dichiarazione finale, ed è il tema del costo dell’energia, che la Lega ha particolarmente a cuore. A causa di fattori diversi il costo dell’energia elettrica è salito vertiginosamente negli ultimi mesi; sono stati stanziati 3 miliardi e il ministro Giorgetti e il segretario Salvini hanno fortemente chiesto uno stanziamento ulteriore di risorse per aiutare i cittadini che devono sopportare aumenti del 100% o persino maggiori. E allora sicuramente dovremo limare tutto quello che è limabile, tra cui l’RdC che per come è stato concepito non ha funzionato e perciò sarà comunque da rivedere. E tra le varie proposte della Lega sulla manovra, in ambito fiscale abbiamo anche quella della rottamazione quater e soprattutto la scadenza del 30 novembre (che è la scadenza per tutte le precedenti rate sospese). Visto il “maxi-ingorgo” creatosi, la Lega ha chiesto che la scadenza venga posticipata e rateizzata. Per quanto riguarda l’altra scadenza del 30 novembre, quella del secondo acconto delle imposte, su parere positivo fornito dall’ISTAT la Lega ha chiesto che possa essere posticipata.

– E il superbonus?

– La Lega ritiene molto importante una misura come il superbonus 110%, quindi ha chiesto una revisione del tetto da 25mila euro previsto in manovra, perchè va a penalizzare coloro che vivono in case unifamiliari e avvantaggia solo gli immobili delle città.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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