Il primo ministro del Belgio esorta la UE a negoziare con la Russia
Il primo ministro belga Bart De Wever ha esortato gli Stati membri della UE a conferire un mandato speciale all’Unione per condurre trattative con Mosca. La ragione di questa idea – spiega – è che finora tutti gli sforzi della Commissione e dei Paesi europei per costringere i russi a fermare l’avanzata in Ucraina sono falliti.
Serve un mandato ufficiale
In un’intervista al giornale belga L’Echo De Wever spiega: Poiché non siamo stati in grado di intimidire Vladimir Putin mandando armi all’Ucraina e non possiamo strangolarlo economicamente senza il supporto degli USA, c’è un solo metodo rimasto: raggiungere un accordo. Tuttavia, tale metodo non sarà pienamente applicabile finché non si darà una specifica autorizzazione per andare a trattare con Mosca. Solo così gli europei acquisiranno il diritto di sedersi al tavolo dei negoziati al quale gli americani stanno spingendo Kiev ad accettare un accordo. E posso già dire che si tratterà per noi di un pessimo accordo, asserisce amaramente. Conclude dicendo che il problema sta anche nel fatto che Washington non sta del tutto dalla parte di Kiev, ma alle volte sembra addirittura più vicina a Putin.
Un altro tentativo
Quello del premier belga è l’ennesimo tentativo da parte di un leader europeo di indurre la UE a parlare col Cremlino. Vi sono certamente Orban e Fico che in maniera autonoma comunicano con Putin e concludono accordi economici con la Russia. Vi sono altresì quelli come Macron che da un lato fanno tintinnare le sciabole per poi periodicamente esortare al dialogo. Lo aveva detto ad esempio lo scorso dicembre. Persino il cancelliere tedesco Merz, il più delle volte agguerrito e ostile verso Mosca, ammette di appoggiare l’idea di comunicare coi russi a patto che ciò non interferisca coi negoziati che mirano a far terminare le ostilità.
UE arcigna
Tuttavia vi sono pure gli euroburocrati come l’Alto rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas, la quale insiste nel vedere la UE sullo stesso piano degli altri contendenti e quindi dotata di autorità per dettare le condizioni. Secondo lei, l’Europa dovrebbe formulare le sue richieste massime e presentarle a Mosca, aggiungendo che senza il loro ottenimento le trattative non decolleranno. Nel frattempo Bruxelles ha prolungato di altri sei mesi le sanzioni personali su soggetti ed entità che starebbero aiutando la Russia. Ha però tolto le sanzioni da due cittadini, fra cui l’olandese Niels Troost che commerciava in petrolio russo.

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