Il nuovo premier della Repubblica Ceca rifiuta di dare garanzie finanziare all’Ucraina

Il nuovo premier della Repubblica Ceca rifiuta di dare garanzie finanziare all’Ucraina

15 Dicembre 2025 0

Sabato scorso il neo premier ceco Andrej Babiš ha affermato che Praga non fornirà alcuna garanzia all’Ucraina, né militare né finanziaria.

Precedenza ai nostri cittadini

In un video postato su X, Babiš ha specificato che il suo Paese non si assumerà la responsabilità di garantire per Kiev o di finanziare ulteriormente l’Ucraina. Le nostre casse suono vuote, e abbiamo bisogno di ogni corona per i nostri cittadini, ha detto. Due mesi fa, subito dopo aver vinto le elezioni, aveva infatti spiegato che la Repubblica Ceca già oggi contribuisce con 60 miliardi al bilancio dell’Unione Europea, che impiegano appunto per sostenere l’Ucraina. Di più oggi Praga non vuole o non può dare direttamente a Kiev o indirettamente tramite altri meccanismi di finanziamento, come ad esempio il PURL per l’acquisto dagli Stati Uniti delle armi destinate all’esercito ucraino.

Evitiamo i rischi della confisca dei beni russi

Il ritorno di Babiš al ruolo di premier ceco avviene appena qualche giorno prima della riunione del 18-19 dicembre nella quale la UE deciderà sull’utilizzo dei fondi russi congelati. Praga è contraria a che vengano impiegati a beneficio di Kiev. La Commissione Europea dovrebbe trovare vie alternative a questa, se vuole davvero continuare a supportare Zelensky, dice Babiš, il quale concorda col premier belga Bart De Wever sulla necessità di evitare che i singoli Paesi membri debbano rispondere di questa iniziativa. Oltre al Belgio anche da Malta, Bulgaria, Ungheria e Italia sono giunti allarmi sulle conseguenze legali di una confisca dei patrimoni russi.

Ritorno al potere

Babiš era già stato primo ministro dal 2017 al 2021. Alle elezioni parlamentari del 3-4 ottobre il suo partito ANO ha vinto col 34,52% di voti, dovendo quindi formare una coalizione per tornare al governo. Cosa che gli è riuscita, perché una volta risolto il conflitto di interesse riguardante la sua holding Agrofert, Babiš si appresta a ricoprire nuovamente la carica di premier, conferitagli dal presidente ceco Petr Pavel. Le sue posizioni sono chiare: l’Ucraina non è affatto pronta a entrare nella UE, sia perché è troppo corrotta sia perché deve prima terminare le ostilità. Una cooperazione economica con Kiev è sempre gradita, ma non implica un sostegno finanziario incondizionato. Anzi, occorre cancellare subito tutti gli impegni di assistenza militare, perché pesano eccessivamente sui contribuenti cechi, i quali vorrebbero che le loro tasse vadano prima a soddisfare i loro bisogni sociali.

L’ultima fornitura bellica

L’ormai ex primo ministro Petr Fiala ha però fatto in tempo a effettuare l’ultima spedizione di aiuti militari prima di abbondare Kramářova Vila, la residenza del capo del governo. Sabato ha infatti dichiarato di aver mandato 1,8 milioni di proiettili di grosso calibro all’esercito ucraino, proprio come promesso quest’anno. Sono lieto di confermare che oggi abbiamo realizzato quell’obiettivo, ha postato su X. Inoltre ha avvertito che bloccare l’assistenza militare a Kiev potrebbe compromettere le future opportunità di partecipazione alla ricostruzione dell’Ucraina. Anche il presidente Pavel ha esortato il nuovo governo a non smettere di supportare gli ucraini, non solo per una questione morale di solidarietà, ma anche nell’interesse stesso di Praga sul piano economico e di sicurezza.

“Mal di testa populista”

Il giornale Politico vede nel premier Babiš la causa dell’aggravarsi del “mal di testa populista” che affligge Bruxelles. Il “miliardario di destra” starebbe infatti già generando timori nella sede della UE, perché potrebbe ricreare un nuovo Gruppo di Visegrád con Ungheria e Slovacchia (la Polonia per adesso forse non aderirebbe). Il suo scopo sarebbe contrastare le politiche della Commissione in alcuni ambiti, quali ad esempio la transizione verde e le iniziative climatiche, come quella contro i motori a combustione.

Redazione Strumenti Politici
Redazione Strumenti Politici

Iscriviti alla newsletter di StrumentiPolitici