Il capo dei servizi segreti italiani alla corte Ue

Il capo dei servizi segreti italiani alla corte Ue

30 Gennaio 2025 0

L’ex direttrice dei servizi segreti Elisabetta Belloni è assurta al rango di “consigliera diplomatica” della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Una nomina politicamente preoccupante

Se fossi nella premier Giorgia Meloni non sarei felice di questa notizia. Il motivo è che tale nomina indebolisce indirettamente il governo italiano. Al tempo stesso accresce la forza – chiamiamola diplomatica – della presidente della Commissione nei confronti del nostro Paese. Molti analisti avevano ipotizzato che la Belloni (immaginata da qualcuno addirittura come futura Presidente della Repubblica) avesse dato le dimissioni da capo dei servizi segreti in previsione di un incarico tecnico presso l’Eurocommissione. Lei stessa lo aveva smentito, ma alla fine è andata proprio così.

Una nomina giuridicamente contestabile

Dunque ci troviamo con l’ex direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) che oggi lavora per un politico tedesco. Certo, si tratta della presidente della Commissione Europea, ma in passato la von der Leyen è stata persino ministro della Difesa della Germania. Ricordiamo che un decreto del 2022 firmato dall’allora presidente del Consiglio Mario Draghi, pubblicato in Gazzetta ufficiale, afferma che gli ex 007 non possono più lavorare con soggetti pubblici o privati per tre anni dopo la fine del mandato. La norma sull’incompatibilità riguarda i capi dei Servizi segreti e i loro vice ed era scaturita dalle polemiche seguite all’ingresso della direttrice del DIS Belloni nella rosa dei candidati al Quirinale.

Ora mi chiedo: la nomina della Belloni è compatibile con quel decreto? Ed è nell’interesse del nostro Paese che un alto funzionario venuto a conoscenza di determinate informazioni interne vada a lavorare per politici stranieri? Personalmente, qualche dubbio lo nutro. E voi cosa ne pensate?

Marco Fontana
marco.fontana

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