Gli inquirenti tedeschi sospettano l’ex comandante dell’esercito ucraino per la distruzione del Nord Stream

Gli inquirenti tedeschi sospettano l’ex comandante dell’esercito ucraino per la distruzione del Nord Stream

23 Novembre 2025 0

Gli inquirenti tedeschi hanno dichiarato di sospettare l’ex Comandante in capo delle Forze armate ucraine di aver organizzato il sabotaggio dei due gasdotti Nord Stream. Il 10 novembre l’ANSA ha lanciato la notizia della pista seguita dalla Germania sulla paternità dell’operazione, che nel settembre 2022 ha distrutto tre delle quattro condutture con un’esplosione avvenuta in acque internazionali e all’interno delle zone economiche esclusive della Danimarca e della Svezia.

La risposta di Zaluzhny

La procura tedesca pensa che a gestire le operazioni sia stato il generale ucraino Valery Zaluzhny. All’epoca comandava l’esercito di Kiev, ma venne rimosso da Zelensky a febbraio 2024 per gli insolubili contrasti fra i due, soprattutto a proposito della mobilitazione di mezzo milione di uomini che il presidente voleva attuare e che il generale credeva irrealizzabile. Nel marzo dello stesso anno si è quindi spostato a Londra, dove tuttora serve come ambasciatore dell’Ucraina. Zaluzhny stesso ha risposto al teorema accusatorio della Germania commentando con una sola frase il relativo post nella pagina della Ukrainska Pravda: “Ci divertiremo ancora, ma certamente non ci vergogneremo mai”.

Rompere i legami russo-tedeschi

Il giornale ucraino riferiva a sua volta quanto scritto dallo Wall Street Journal, secondo cui lo scopo dell’atto terroristico contro l’infrastruttura energetica non era solo di danneggiare Mosca, ma anche tagliare i suoi legami economici con Berlino. I sospetti e le indagini su Kiev e su Zaluzhny non sono comunque una novità: già dal 2023 il mainstream sia europeo che americano riporta talvolta ricostruzioni dei fatti che individuano nell’establishment ucraino l’organizzatore e il beneficiario della distruzione del Nord Stream. A Kiev ovviamente negano e anzi bollano queste ipotesi come “assurdità”. Tuttavia nel caso della Germania si è giunti al mandato di cattura europeo nei confronti di sette ucraini, considerati gli esecutori materiali dell’operazione, tutti con esperienza e preparazione speciale di carattere militare.

Due sospettati in carcere

Un sospettato è oggi detenuto in Polonia, ma le autorità di Varsavia rifiutano per il momento di estradarlo in Germania. Un altro invece pare in procinto di essere trasferito, dopo una battaglia legale che dura da mesi: si tratta di Sergei Kuznetsov, fermato ad agosto dalla polizia italiana e messo in un carcere italiano di massima sicurezza. Dal 31 ottobre fa lo sciopero della fame per la presunta violazione dei suoi diritti fondamentali. Ora la Corte d’Appello di Bologna ne ha stabilito per la seconda volta l’estradizione. La prima volta era stata annullata dalla Cassazione, dopo il ricorso della difesa. L’avvocato di Kuznetsov ha detto di aver già presentato un secondo ricorso alla Suprema Corte e di attendere la data dell’udienza.

 

Redazione Strumenti Politici
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