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Bolsonaro: i profitti enormi della Petrobras in tempo di crisi sono come uno stupro sui brasiliani

In un intervento trasmesso in diretta dalla città di João Pessoa, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha rilasciato dichiarazioni molto pesanti nei confronti della compagnia petrolifera parastatale Petrobras. Nel primo trimestre 2022 l’azienda ha registrato un utile netto di 44,5 miliardi di real (più di 8 miliardi di euro), superiore di quaranta volte all’analogo periodo del 2021. Bolsonaro afferma di non riuscire a comprendere come sia possibile che essa abbia ottenuto guadagni enormi prima con la pandemia e ora con un conflitto in corso: Potrei sbagliarmi, ma non riesco a capire. Chi paga il conto di questi guadagni sono i cittadini brasiliani. E accusa: Il vostro lucrare è come uno stupro, è un paradosso. Non potete più aumentare il prezzo del carburante. Bolsonaro chiarisce che non interferirà con la Petrobras, che è un’azienda pubblica, ma precisa che un ulteriore ipotetico ritocco del prezzo della benzina potrebbe spaccare il Paese: secondo lui chi gestisce la compagnia o non lo capisce o non lo vuole capire, perché è interessato solamente al profitto. Molte compagnie petrolifere del mondo riducono i prezzi, abbassano i margini di guadagno. A che scopo? Per aiutare il proprio Paese a non saltare. E avverte la Petrobras: Se continuerete a guadagnarci sopra in questa maniera e ad aumentare i prezzi, manderete il Brasile in frantumi.

Il presidente del Brasile ha poi corretto il tiro durante la recentissima visita ufficiale in Guyana, Paese con cui confina a nord. Riferendosi alla cooperazione energetica con il vicino, ha dichiarato che in tema di oil&gas, noi abbiamo un gigante brasiliano chiamato Petrobras. Proprio il presidente di Petrobras Mauro Ferreira Coelho doveva far parte della delegazione a Georgetown, ma all’ultimo momento non si è unito al gruppo. Ad accompagnare Bolsonaro nel viaggio sono stati il ministro degli Esteri Carlos França, il ministro delle Miniere e dell’Energia Bento Albuquerque, il ministro dell’Agricoltura Marcos Montes, il segretario speciale per gli Affari Strategici Flávio Rocha e il governatore dello Stato del Roraima. Nell’incontro con il presidente guyanese Mohamed Irfaan Ali, che lo ha definito “mio caro amico”, ha siglato accordi in vari ambiti, dal commercio alle infrastrutture, dagli investimenti alla sicurezza. Si è parlato anche della creazione di un corridoio stradale ed energetico che unisca i due Paesi, dalla città brasiliana di Boa Vista alla capitale guyanese Georgetown. La Guyana ha scoperto i suoi primi giacimenti petroliferi pochi anni fa ed è ancora all’inizio del processo che la renderà un Paese esportatore di una certa importanza. Bolsonaro si dichiara fiducioso che questi sforzi daranno degli ottimi risultati: La Guyana ha di fronte a sé un grande futuro, specialmente grazie al suo potenziale nel settore oil&gas e anche per il modo in cui il suo governa si rapporta al nostro Brasile. Siamo partner. Sono sicuro che presto raccoglieremo i frutti della nostra visita qui.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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