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Afghanistan, neonato perso durante evacuazione ritorna nella sua famiglia

Sohail Ahmadi, un neonato afghano di due mesi, separato dai genitori a seguito della fuga da Kabul dopo la presa del potere dei talebani, è stato finalmente riunito alla famiglia. Il bimbo era stato passato a un soldato americano sopra il muro dell’aeroporto per evitare che finisse schiacciato nella folla che cercava di lasciare il Paese. Ma una volta riuscita a entrare nello scalo, la famiglia non era più riuscita a trovarlo. Il padre, Mirza Ali Ahmadi, che per cinque anni aveva lavorato come guardia di sicurezza all’ambasciata americana, insieme alla moglie e agli altri quattro figli era stato imbarcato su un aereo, lasciando l’Afghanistan dove rischiava di subire le ritorsioni talebane.

Per mesi la famiglia non aveva saputo dove fosse Sohail fino a che a novembre è stato rintracciato a casa di un tassista, il 29enne Hamid Safi, che lo aveva trovato da solo, urlante, sul pavimento nello scalo e lo aveva portato a casa con sé dalla moglie. Ribattezzato Mohammad Abed, le foto del bimbo erano state pubblicate sul profilo Facebook di Safi. Una volta rintracciato, si è fatto avanti il nonno del neonato per farselo restituire. Arrivato a Kabul dalla provincia nord-orientale di Badakhshan, l’anziano si è però visto rifiutare il bimbo dal 29enne che chiedeva anche lui di essere evacuato insieme alla famiglia negli Usa. Dopo quasi due mesi di negoziati, le autorità talebane hanno trovato un accordo tra le due famiglie e il bimbo è stato riconsegnato al nonno. Ora dovrà essere organizzato il trasferimento in Michigan – come riporta la Bbc – dove si sono stabiliti i genitori con gli altri figli.

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