A corto di armi, i britannici mandano a Kiev i modellini

A corto di armi, i britannici mandano a Kiev i modellini

19 Maggio 2025 0

Londra ha intenzione di fornire all’esercito ucraino una serie di armamenti fasulli con funzione di esca per il fuoco russo. Vogliono in questo modo attirare verso bersagli finti gli attacchi dei russi, per far sprecare loro le munizioni. Se ne può tuttavia dedurre come i britannici siano tristemente rimasti a corto di armi, proprio come gli altri alleati occidentali di Kiev.

Confondere i russi

Questa decisione deriva dalla constatazione che i russi utilizzano sempre più spesso le immagini satellitari e i droni da ricognizione per individuare gli obiettivi da colpire. Londra vuole fare in modo che i dati ottenuti in questo modo dai russi evidenzino i falsi bersagli. Gli effetti positivi sarebbero due. Il primo è far credere a Mosca che Kiev sta ricevendo dagli alleati occidentali un numero maggiore di armamenti. In particolare, quei pezzi che ritengono di aver fornito in misura limitata, come il carrarmato Challenger 2 e il semovente d’artiglieria AS-90. L’intenzione è inviare 30 pezzi finti ogni 5 reali. Dice il comandante dell’aviazione britannica Lowri Simner: Non ne abbiamo dati grossi quantitativi, quindi qualunque cosa possiamo fare per far sembrare maggiori questi volumi al fronte è vantaggioso per noi. Tale vantaggio però svanisce parzialmente nel momento in cui viene pubblicamente dichiarato che una proporzione di tank ucraini sarà di cartapesta…

Far sprecare munizioni ai russi

Sono modelli fatti di materiale leggero, facili da montare direttamente sul posto. Ma assorbono il fuoco russo esattamente come quelli veri. Infatti l’altro effetto perseguito dalla tattica inglese è di far sprecare più munizioni possibili alle truppe di Mosca. E anche qui c’è un problema ulteriore per gli strateghi di Sua Maestà, i quali come capita spesso sono troppo sicuri di sé. Infatti pare che i russi di colpi in più da sparare anche a vuoto ne abbiano parecchi. Così tanti da non soffrire troppo il fatto di averli buttati su bersagli inutili. È proprio la stampa britannica a riferire dell’aumento di produttività bellica della Federazione Russa praticamente in tutte le categorie di armi. The Economist riporta infatti i dati in crescita dal 2023 nella fabbricazione di carri armati, veicoli corazzati, cannoni e pezzi di artiglieria, missili ipersonici, bombe guidate e naturalmente munizioni.

Arsenali semivuoti

Come fa notare l’ufficiale britannico, l’Ucraina non sta ricevendo quanto dovrebbe o vorrebbe. Il motivo è che gli alleati le hanno dato già tutto quello che potevano. Ne ha risentito addirittura il Pakistan! In questi anni Islamabad ha infatti venduto a Kiev, tramite intermediari come Polonia e Romania, migliaia di proiettili da 155mm e di razzi. Ha fatto grossi affari, ma adesso gli arsenali sono semivuoti. Sullo sfondo delle tensioni crescenti con l’India, i pakistani si sono resi conto di essere rimasti scoperti. E ad avere le riserve al minimo per colpa della generosità verso l’esercito ucraino sono pure la Repubblica Ceca, la Danimarca, la Germania e proprio la Polonia. E anche i Paesi meno solidali verso la causa di Kiev devono rimettersi rapidamente a produrre armi, se non vogliono essere accusati di debolezza dagli altri alleati occidentali, tutti preoccupati della fantomatica futura invasione russa.

Gli ucraini non producono abbastanza

La stessa Ucraina ha aumentato il ritmo della produzione bellica, arrivando a picchi produttivi mai raggiunti prima. Come riferisce lo Wall Street Journal, le maggiori quantità sfornate dalle fabbriche e dai laboratori nazionali non bastano però a coprire i vuoti lasciati dal supporto internazionale in diminuzione. Soprattutto senza gli aiuti americani, che potrebbero interrompersi preso, i soldati di Kiev resta sostanzialmente disarmati in vari settori. Le munizioni non bastano. Non se ne fanno abbastanza, e nemmeno i razzi per i sistemi di difesa antiaerea.

Merz fa un passo indietro

Infine, persino i tedeschi sembrano voler fare un passo indietro nel loro “sostegno incrollabile” agli ucraini. Il nuovo cancelliere Friedrich Merz ha infatti optato per un basso profilo sulla questione delle forniture militari. In particolari sui missili Taurus, dei quali si è molto dibattuto. Dal Ministero della Difesa fanno sapere che naturalmente Berlino continuerà ad aiutare militarmente Kiev, pure con missili a lungo raggio, ma preferisce non dire quali missili esattamente darà né quando. L’ex cancelliere Scholz era contrario in linea di principio a fornirli, per il timore di provocare un’escalation che avrebbe trascinato in guerra la Germania. Sembra pensarla così anche la maggioranza dei tedeschi: secondo un recente sondaggio il 65% dei cittadini non vuole che i Taurus vengano dati agli ucraini.

Martin King
Martin King

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