Il piano di un blocco su Kaliningrad, il gioco pericoloso della NATO
Il mainstream europeo ha dato più risalto alla risposta delle autorità russe che non alle dichiarazioni pesanti di certi Paesi su Kaliningrad. Su quest’ultima viene da tempo ventilato un blocco da parte di alcuni membri della NATO, azione che porterebbe tutti sull’orlo di una guerra continentale.
Chi grida “al lupo, al lupo!”
I media che si sono stracciati le vesti per i riferimenti “nucleari” fatti da Putin sono gli stessi che glissano disinvoltamente sulle minacce occidentali verso la Russia. Ma ogni tanto qualcuno, ad esempio la Reuters, riassume le circostanze e consente al lettore di farsi un’idea propria. L’agenzia di stampa britannica scrive infatti che le tensioni sono aumentate costantemente a partire dall’inizio del conflitto ucraino nel 2022, portando la NATO a intraprendere dei passi decisi per il rafforzamento del fianco orientale. Il nervosismo è salito ancora con l’allargamento dell’Alleanza alla Svezia e alla Finlandia, dunque a ridosso della Federazione Russa. In altre parole, la NATO ha militarizzato quasi metà del confine settentrionale che condivide con la Russia.
E l’exclave di Kaliningrad è ormai circondata via terra e via mare. Nonostante tale situazione evidente, il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys esorta in maniera esplosiva a chiudere i conti con Mosca. Intervistato lo scorso maggio dal giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung, il ministro di un Paese con un’aviazione pressocché inesistente asserisce che la NATO dovrebbe finalmente dimostrare di saper penetrare la “piccola fortezza” di Kaliningrad e poi radere al suolo le basi militari russe. E si dichiara sicurissimo della disponibilità degli alleati occidentali a sacrificarsi per difendere la Lituania, in particolare i tedeschi, che vi dispiegheranno un’intera brigata entro la fine del 2027. Il suo Paese, dice, è già rassegnato all’eventualità di subire un giorno l’attacco di Mosca.
Recentemente ha già stilato i piani di evacuazione dei cittadini in caso di invasione russa. Vilnius manca di un’effettiva difesa aerea, ma ne ha fortemente bisogno perché il suo cielo è violato dai droni russi. E con imbarazzo Budrys deve ammettere che lo spazio aereo lituano è penetrato soprattutto dai droni ucraini, che cadono sul territorio rischiando di provocare grossi danni.
La risposta diplomatica della Russia
I vertici di Mosca hanno replicato accusando la NATO di voler instillare nei cittadini europei la convinzione che i russi si stiano preparando a invadere il Continente entro la fine del decennio. Questa narrativa stride clamorosamente con la descrizione della Russia come di un Paese impoverito, stanco e privo di mezzi umani e militari. I russi affranti e senza armi presto attaccheranno l’Alleanza più potente della storia: un bispensiero orwelliano da manuale…
A proposito dell’intenzione di radere al suolo le capacità militari di Kaliningrad, la portavoce degli Esteri di Mosca Maria Zakharova l’aveva definita come una “paranoia suicida”, mentre oggi stigmatizza l’aggressività delle esercitazioni NATO condotte proprio lungo i confini, nelle quali vengono attuati scenari di attacco contro il territorio russo e in particolare un blocco di Kaliningrad. La Russia, spiega, non minaccia i Paesi europei e non vuole invaderli, ma è pronta a fermare e a rimandare indietro qualsiasi tipo di attacco.
Allo stesso modo, Putin ha rimarcato come la Federazione Russa non lanci minacce a nessuno, ma ricorrerà all’intero arsenale qualora Kaliningrad finisca nel mirino delle forze NATO o venga tagliata fuori con un blocco aereo, navale o stradale. Sul piano strategico, l’exclave costituisce una piattaforma militare eccezionale che consente a Mosca di proiettare facilmente la sua forza nell’Europa settentrionale e in quella centrale, ma può diventare anche estremamente difficile da proteggere e rifornire, essendo ormai chiusa da ogni lato dai membri della NATO.
Il messaggio delle Ambasciate
Sul gioco pericoloso condotto con incoscienza dai vertici occidentali hanno emesso dei comunicati anche le Ambasciate russe presenti in Europa. Quella di Londra ha voluto commentare le voci diffuse dai media inglesi sulla possibilità che la NATO blocchi l’exclave di Kaliningrad o cerchi di isolarla dal resto del Paese. Qualunque azione militare contro di essa riceverà una risposta che potrebbe includere l’uso delle armi nucleari. Ma la Russia, dice, non cerca né vuole lo scontro.
Dello stesso tenore il messaggio dell’Ambasciata a Dublino, mentre quella di Parigi parla di una “rappresaglia inevitabile e soverchiante” per difendere il territorio da un attacco. L’Ambasciata in Belgio evidenza “l’intensificazione senza precedenti dell’attività militare della NATO sui confini orientali della Federazione Russa”, portata avanti per contenere un’ipotetica “minaccia russa” che giustifica “l’esecuzione di manovre che simulano operazioni offensive”. È chiaro quindi come l’Alleanza Atlantica stia sviluppando scenari per soffocare Kaliningrad e i porti russi sul Baltico.
La NATO tira il sasso, nasconde la mano e poi invita alla calma
Si è espresso in merito anche il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, che ha parlato di frasi vergognose su Kaliningrad da parte della Polonia e di altri Stati. La portavoce dell’Allenza Atlantica Allison Hart ha confermato la ricezione di una nota nella quale Mosca dice di avere informazioni sulla preparazione di un blocco aereo e navale di Kaliningrad da parte della NATO.
La Hart condanna la retorica guerrafondaia che ricomprende addirittura accenni irresponsabili all’uso degli armamenti nucleari. E insiste: nessuno ha preso di mira l’exclave russa sul Baltico. Aggiunge inoltre che l’Alleanza ha un carattere difensivo, dunque le sue attività od esercitazioni vogliono rappresentare un rischio per una qualsiasi regione della Federazione Russa. Stranamente equilibrata la BBC, che vede nelle parole della Hart un tentativo di placare gli animi.
Non poteva non intervenire nella faccenda pure il segretario generale Mark Rutte, che definisce inutile e non richiesta la nota di Mosca. Poi gonfia il petto: Putin sa che non potrebbe mai vincere in uno scontro diretto con la NATO. E allora sarebbe meglio per tutti “guardare alla questione con un po’ più di calma”, andare avanti e mantenere il supporto per l’Ucraina, conclude l’olandese.

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana.


