Zelensky fa arrabbiare la Corea del Sud e si dà di nuovo la zappa sui piedi
Dopo aver irritato a lungo Budapest e Varsavia, oggi Zelensky fa infuriare Seul. Peccato perché da molto tempo Kiev desidera le forniture di armamenti sudcoreani, ma questa figuraccia non la aiuterà con tale richiesta. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung infatti si è detto estremamente deluso dalla rivelazione sui prigionieri nordcoreani consegnati alla Corea del Sud dall’Ucraina, il cui ambasciatore è stato convocato per esprimere protesta.
La dichiarazione di Zelensky
All’Assemblea generale della Nazioni Unite della settimana scorsa, Zelensky ha annunciato che due militari di Pyongyang (“non facili da catturare vivi”, ha specificato) dopo trattative durate più di un anno sono stati inviati in Corea del Sud. Come essi stessi hanno detto ai media ucraini, il loro desiderio era di non tornare indietro, ma di essere trasferiti nell’altra Corea. Al pensiero di dover tornare in patria. infatti, uno di loro avrebbe cercato di suicidarsi. Lee ha definito il trasferimento come “un tema altamente delicato”. Il modo in cui ne ha parlato il presidente ucraino potrebbe avere ripercussioni sulla vita delle famiglie dei prigionieri e poi sulla stessa sicurezza nazionale sudcoreana. Il suo staff ha inoltre comunicato che anche Kiev voleva in realtà mantenere segreto questo passaggio, che apparirebbe come un’occasione sprecata per scambiare dei prigionieri ucraini.
Seul infuriata con Kiev
Da Seul non hanno potuto fare altro che confermare la notizia, ma hanno altresì criticato aspramente Zelensky perché avrebbe rotto il patto di segretezza. Il viceministro degli Esteri Park Yoon-joo ha esteso una nota formale di protesta all’ambasciatore ucraino Andrii Vieshkin, poi convocato per chiarimenti per il fatto che Kiev ha negato l’accordo di riservatezza. L’ufficio di presidenza sudcoreana ha detto di essere stato informato che Zelensky avrebbe citato i due prigionieri nel suo discorso all’ONU, ma in termini vaghi, non che ne avrebbe rivelato il trasferimento. Seong Ghi-hong, consigliere presidenziale per le pubbliche relazioni, ha chiesto le scuse di Kiev e ha espresso il suo rammarico per l’accaduto, che “mina seriamente la fiducia fra i due governi e provoca un danno significativo alle relazioni amichevoli fra i due Paesi”.
Critiche interne per Lee
Il contraccolpo politico per la rivelazione lo ha sentito per primo Lee, accusato dall’opposizione di aver nascosto il passaggio dei prigionieri per accontentare Pyongyang. Il deputato Park Sung-hoon del Partito del Potere Popolare ha chiesto spiegazioni ufficiali su quale accordo di segretezza avrebbero violato esattamente gli ucraini, i quali hanno negato l’esistenza di tale intesa confidenziale. Quindi, dice Park, prima di “puntare il dito contro Kiev, il governo dovrebbe rendere noti al pubblico i dettagli del patto”. Il consigliere di Zelensky Dmytro Lytvyn insiste a dire che non c’è mai stato nessun accordo di questo tipo, perché sarebbe strano secondo lui che “i prigionieri possano essere semplicemente e tranquillamente mandati da qualche parte”.
L’arsenale sudcoreano fa gola a Kiev
Tale bisticcio non favorisce affatto la richiesta ucraina di avere l’assistenza militare della Corea del Sud, che secondo le statistiche è al nono posto nella classifica mondiale dei Paesi esportatori di armi. L’argomento avanzato da Kiev è che Pyongyang ha mandato migliaia di uomini a combattere al fianco dei russi, facendo acquisire loro esperienza e competenze che potrebbero un giorno sfruttare colpendo Seul. Il consigliere di Zelensky Mykhailo Podolyak dice: Se la Corea del Nord partecipa attivamente a una guerra in Europa, la Corea del Sud non può rimanere un osservatore distante. Nonostante questa insistenza, Seul è fedele al suo principio di non fornire armi letali a un Paese in guerra.
All’Ucraina oggi interessano soprattutto i Patriot americani in dotazione all’esercito sudcoreano, ma andrebbero bene pure i sistemi antiaerei Cheongung-II di produzione locale o gli obici semoventi K9 Thunder da 155mm. Kiev finora ha solamente ricevuto attrezzature militari non letali oppure aiuti di carattere umanitario dai sudcoreani, che comunque si sono uniti al fronte delle sanzioni anti-russe. E hanno dato aiuto anche in quantità consistenti, se si pensa al pacchetto da 100 milioni di dollari annunciato lo scorso luglio, sebbene non comprendente armamenti pesanti, di quelli voluti da Kiev.
Conseguenze negative
Alcuni esperti dicono che questa uscita rischiosa Zelensky fosse per attirare più attenzione dagli alleati occidentali e dunque una maggiore assistenza da parte loro, viste le recenti delusioni sulle rapide forniture di Patriot che invece non arriveranno a breve. Ma non ha scelto il momento migliore, perché Pyongyang aveva appena lanciato i suoi strali contro le esercitazioni congiunte tra le forze americane e quelle sudcoreane e aveva fatto un test di prova sparato due missili balistici oltre la costa orientale. Da parte sua, il presidente Lee ha sempre cercato un approccio conciliante verso i vicini settentrionali, chiedendo addirittura a Washington di allentare le sanzioni in cambio di un congelamento del programma nucleare nordcoreano. Oggi però la rivelazione fatta da Zelensky potrebbe avere delle lunghe conseguenze diplomatiche e di sicurezza, minando il rinnovo degli sforzi diplomatici di contatto fra USA e Nord Corea.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.



