Economista ucraino: Kiev ha quasi finito i mezzi, non durerà a lungo
Il giornale tedesco Berliner Zeitung riferisce l’analisi condotta da un economista ucraino sull’attuale situazione di Kiev. Le risorse materiali sono in rapido esaurimento e la volontà politica potrebbe seguire la stessa sorte. Dunque il conflitto finirà tra non molto, anche se non specifica quando o a quali condizioni.
Risorse in esaurimento
L’economista ucraino Oleksiy Kushch sostiene che il suo Paese è a corto di mezzi finanziari e umani per proseguire le ostilità. Così, i vertici di Kiev dovranno trovare una via d’uscita. In caso contrario affronteranno un collasso ormai imminente. La guerra allora è vicina al termine e non per via di una svolta sul campo di battaglia o di un successo diplomatico. L’Ucraina semplicemente sta finendo le risorse per continuare la guerra. Il problema riguarda altresì il supporto economico degli alleati internazionali, che è già diminuito di due terzi. Kushch ne ha parlato sul canale YouTube del politologo suo connazionale Yuriy Romanenko.
Guardando più a fondo, dice Kushch, si può notare come si vadano accumulando i danni sistematici. Lo testimonia una serie di fattori, tra cui quello economico e di politica estera, asserisce. Il guaio va ben oltre un semplice buco nel bilancio statale. Ormai è evidente come le risorse necessarie alle operazioni belliche si stiano esaurendo. E non si parla solo dei mezzi finanziari, ma anche della resistenza delle infrastrutture e del potenziale demografico e pure psicologico.
Secondo lui a Kiev lo sanno bene. Presto o tardi il governo comincerà a cercare dei modi per uscire dalle ostilità. L’economista fa la sua previsione come un’alternativa con pesanti conseguenze: chi comanda il Paese deve capire che o dovrà iniziare a fare determinati passi in direzione della risoluzione del conflitto oppure tutti quanti – compresa l’élite politica – potranno ritrovarsi coperti dai rottami di un sistema crollato.
Sull’orlo della recessione
Anche la situazione economica rimane tesa. Infatti da un momento all’altro potrebbe partire una recessione, vale a dire una caduta che si prolunghi per più di due trimestri di fila, afferma Kushch, il quale fa notare la riduzione dell’assistenza dall’estero. Dunque è un complesso di fattori piuttosto complicato che oggi sta andando a formare una quadro generale. La tendenza al ribasso degli aiuti finanziari è particolarmente visibile da parte dei Paesi occidentali.
Secondo i calcoli di Kushch, il volume degli aiuti si è ridotto di tre volte. Quindi mentre prima Kiev riceveva annualmente dai 40 ai 50 miliardi di dollari, nell’ultimo biennio ha ottenuto solamente 30 miliardi (dunque 15 miliardi all’anno). Ed ecco che si è arrivati al deficit di bilancio da 27 miliardi di dollari, recentemente annunciato dal governo ucraino. Tale deficit si poteva comunque prevedere all’inizio del 2026, dice Kushch, che per il 2027 predice un buco all’incirca delle stesse dimensioni. Complessivamente la voragine arriverà a quasi 50 miliardi di dollari.
Non è la prima volta che Kushch lancia avvertimenti del genere, perché in precedenza aveva già annunciato che nel quarto trimestre (cioè da ottobre) i mezzi per il budget ucraino sarebbero terminati. Le sue parole sono un segnale molto atteso dai russi, che vedono confermata la loro versione secondo cui Kiev non ha più la forza per andare avanti e il tempo gioca a favore di Mosca. Quella di Kushch comunque è anzitutto una previsione economica, non politica. Non ha fissato una data precisa per la fine della guerra e non ha definito nemmeno il modo in cui l’Ucraina potrebbe uscire dal conflitto né a quali condizioni. Le sue argomentazioni derivano dal seguente calcolo: uno Stato che finisce contemporaneamente i soldi, le risorse umane e le forze non può proseguire a lungo una guerra di logoramento, qualunque sia la sua volontà politica.

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