Ancora nulla di fatto per i missili Patriot all’Ucraina, ma la Kallas insiste

Ancora nulla di fatto per i missili Patriot all’Ucraina, ma la Kallas insiste

29 Settembre 2026 0

Ancora un nulla di fatto per i missili Patriot all’Ucraina. Il 25 settembre Zelensky ha rivelato ai giornalisti che Trump aveva preso una “decisione finale” sulla concessione della licenza di produzione dei missili, ma il giorno dopo il presidente americano ha rifiutato di confermare la notizia. E oggi l’Alto commissario UE agli Esteri Kaja Kallas ha esortato i Paesi membri a consegnare subito a Kiev ciò che hanno nei loro arsenali per non far attendere agli ucraini i lotti di armamenti fabbricati dagli USA.

I soldi ci sarebbero, i missili no

Alla conferenza stampa di lunedì (dopo una riunione del Consiglio UE) la Kallas ha ammesso che i Ministri della Difesa degli Stati membri non si sono accordati sulle ulteriori forniture di armi per l’Ucraina. Il problema riguarda soprattutto i razzi intercettori, al cui riguardo nessuno ha preso l’impegno di una concessione. Bruxelles in realtà ha già approvato commesse militari per 28,3 miliardi euro nel quadro del mega-prestito da 90 miliardi: eppure, avere così tanti soldi a disposizione non significa ottenere subito gli armamenti.

Per quelli ci vuole tempo, mentre la richiesta dei Patriot è aumentata ovunque in conseguenza dello svuotamento degli arsenali con le ostilità in Medio Oriente e coi timori di vari governi per il proprio futuro. La Kallas insiste: i Patriot sono assolutamente prioritari per Kiev, quindi dovendo aspettare molto tempo per produrli, gli alleati di Kiev dovrebbero fornire quelli dei loro arsenali, per averne un giorno di nuovi grazie ai soldi del prestito.

Ancora altri soldi, già che ci siamo

Fra le tante spese monstre che Kiev deve affrontare, la Kallas preferisce dare la precedenza alla difesa rispetto al bilancio statale. Fa quindi notare che ci sono da spendere i 6,6 miliardi di euro dello Strumento Europeo per la Pace (EPF): una buona notizia per l’Ucraina e una cattiva per la Russia, dice. Di questa somma, 1 miliardo andrà al sostegno del Paese, e un’altra parte all’addestramento delle truppe ucraine nel quadro della Missione UE di assistenza militare (EUMAM).

Ma oggi l’Alto commissario reitera la richiesta già fatta poco tempo fa. E cioè non aspettare la produzione bellica effettuata grazie a tali denari, ma dare già ciò che è presente negli arsenali nazionali, che verranno riempiti successivamente con gli armamenti fabbricati man mano. L’attesa potrebbe allungarsi fino al 2030, secondo i programmi della Lockheed Martin, l’unica azienda in grado di assemblare il PAC-3 MSE, la versione più recente dei missili per i sistemi Patriot.

Manicheismo e attacchi ibridi

La Kallas evidenzia gli sforzi profusi finora. Abbiamo fatto molto. Gli investimenti nella difesa sono cresciuti, con gli Stati membri che oggi complessivamente destinano a questo scopo il 2,2% del PIL. Anche questo è un deterrente contro la Russia, dice, ma non basta, perché Mosca starebbe pianificando sabotaggi e attacchi contro la nostra democrazia al fine di dividere la nostra società, di intimidire le nostre società in modo che si trattengano dall’aiutare l’Ucraina. Sembra quasi che se un governo decide di non regalare subito i suoi arsenali a Kiev e non concede qualche miliardo di euro sull’unghia, è perché il Cremlino gli ha fatto il lavaggio del cervello.

Un manicheismo molto conveniente. Così come è molto conveniente il concetto di “attacco ibrido”, sotto cui la Kallas fa ricadere praticamente tutto ciò che si situa entro il limite della “aggressione armata”. Cioè praticamente qualunque cosa dia fastidio. Proporremo anche un protocollo di emergenza, aggiunge, con il suo Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) che opererà insieme alla Commissione e agli Stati membri. E senza tralasciare le sanzioni, ovviamente. Ci è rimasta molto male per la rimozione di ben due “oligarchi” dalla lista nera. Ma guardiamo il lato positivo, dice: altri 2.998 soggetti saranno ancora sotto sanzioni per tre anni.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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