Censis, i diplomati italiani cercano autonomia economica

Censis, i diplomati italiani cercano autonomia economica

23 Luglio 2026 0

A pochi giorni dalla conclusione degli esami di maturità, circa 500.000 diplomati italiani si trovano davanti a una delle decisioni più importanti della loro vita: scegliere se proseguire gli studi oppure entrare nel mercato del lavoro. La scelta, oggi più che in passato, appare meno lineare e sottoposta all’incertezza economica, della fluidità del mercato occupazionale e dal desiderio di conquistare rapidamente una maggiore autonomia.

Una indagine del Censis ha coinvolto oltre 8.000 studenti degli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado per approfondire le criticità di questo snodo nella vita di così tanti giovani. Il quadro che ne esce mostra una generazione pragmatica, consapevole delle difficoltà ma ancora ancora in alte aspettative.

Il muro tra studio e lavoro

Superare la tradizionale contrapposizione tra studio e lavoro, questo è un elemento centrale: il 41,7% degli studenti vuole frequentare l’università o un altro percorso formativo continuando contemporaneamente a lavorare. Secondo il rapporto solo il 26,2% invece immagina di dedicarsi esclusivamente agli studi, mentre il 16% punta a entrare subito nel mondo del lavoro. Un altro 16,1% ammette invece di non avere ancora deciso o pensa di concedersi un periodo di pausa prima di scegliere.

Dietro questi numeri si intravede un cambiamento culturale importante. Sempre più giovani sembrano considerare il lavoro non soltanto come il traguardo finale del percorso di studi, ma come una componente della propria formazione. Guadagnare qualcosa, acquisire esperienza, alleggerire il peso economico sulle famiglie e costruire un curriculum diventano obiettivi che accompagnano il percorso universitario.

Il peso dei percorsi di studio

Le differenze tra gli indirizzi scolastici restano comunque marcate. I liceali continuano a vedere nell’università la naturale prosecuzione del proprio percorso: quasi la metà immagina di studiare e lavorare contemporaneamente, mentre oltre un terzo pensa di dedicarsi esclusivamente agli studi. Diversa la prospettiva negli istituti tecnici e professionali, dove cresce la volontà di cercare immediatamente un’occupazione, anche se questa aspirazione si scontra spesso con una realtà meno favorevole.

I dati ufficiali relativi ai diplomati del 2024 mostrano infatti che solo il 7,7% riesce realmente a studiare e lavorare contemporaneamente. Ancora più significativo è il dato relativo all’occupazione: a un anno dal diploma lavora appena il 19,6% dei diplomati tecnici e il 27,4% di quelli professionali. Rimane invece elevata la quota di giovani che non lavora e non ha ancora trovato una collocazione stabile, pari al 40,3% nei tecnici e addirittura al 55,4% nei professionali.

È un dato che racconta quanto il passaggio dalla scuola al lavoro resti uno dei punti più critici del sistema italiano. Molti giovani immaginano un inserimento rapido nel mercato occupazionale, ma si trovano invece davanti a percorsi più lunghi, frammentati e spesso caratterizzati da contratti temporanei o periodi di inattività. Non sorprende quindi che una parte significativa finisca per prolungare gli studi anche dopo aver inizialmente pensato di entrare subito nel mondo del lavoro.

Laurea obiettivo naturale

Tra chi decide di continuare la formazione prevale nettamente l’università. L’85,5% degli studenti orientati a proseguire gli studi sceglie infatti l’ateneo, mentre rimane ancora limitato l’interesse verso gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy), nonostante gli elevati tassi di occupazione registrati da questi percorsi. Una situazione che evidenzia come esista ancora un margine importante per rafforzare l’orientamento e valorizzare percorsi alternativi alla laurea tradizionale.

Interessante anche ciò che i giovani cercano nel lavoro. Oltre la metà degli studenti indica come priorità un’occupazione capace di valorizzare talenti e aspirazioni personali. Solo poco più di un quarto considera fondamentale la coerenza con gli studi svolti, mentre circa uno su cinque mette al primo posto la sicurezza economica, indipendentemente dal settore di impiego. Un segnale che conferma come le nuove generazioni siano alla ricerca non soltanto di uno stipendio, ma anche di realizzazione personale e qualità della vita.

I dubbi

Resta però un elemento di fragilità. Quasi il 39% degli studenti dell’ultimo anno dichiara di non sentirsi ancora sufficientemente preparato ad affrontare la scelta post diploma. È un dato che richiama l’importanza dell’orientamento scolastico, chiamato oggi non soltanto a presentare corsi universitari o professioni, ma ad accompagnare i ragazzi nella conoscenza delle proprie attitudini e delle reali opportunità offerte dal mercato del lavoro.

Il diploma continua dunque a rappresentare un passaggio decisivo, ma il percorso verso l’età adulta appare sempre meno lineare. I giovani chiedono formazione, esperienze concrete e maggiore autonomia, mentre il sistema educativo e quello produttivo sono chiamati a costruire ponti più solidi tra scuola, università e lavoro. Perché la vera sfida non è soltanto aiutare i ragazzi a scegliere, ma creare le condizioni affinché quella scelta possa trasformarsi in un’opportunità concreta per il loro futuro.

Marco Fontana
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