Svizzera, il voto popolare fa inserire il denaro contante nella Costituzione

Svizzera, il voto popolare fa inserire il denaro contante nella Costituzione

13 Marzo 2026 0

I cittadini svizzeri attribuiscono al denaro contante una grande importanza e lo hanno dimostrato nel voto popolare dell’8 marzo. Sebbene utilizzino molto anche i metodi elettronici di pagamento, hanno deciso di dare alla tutela del contante una protezione di livello costituzionale.

Il voto dell’8 marzo

Gli svizzeri hanno votato contestualmente anche su quesiti relativi alla tassazione individuale, canone radiotelevisivo e al fondo per il clima. Sul contante le opzioni erano due, simili nei contenuti, ma differenti nella terminologia e nelle sfumature giuridiche. La prima, chiamata “Iniziativa per il contante”, è stata rigettata, mentre il cosiddetto controprogetto del Governo e del Parlamento ha avuto il favore di oltre il 73% dei cittadini. La sua idea è di inserire nella Costituzione federale la tutela del franco, riconosciuto come valuta elvetica. Ora la Banca nazionale avrà mandato ufficiale per l’approvvigionamento di contante, cioè per preservarne la disponibilità nel Paese. Nel testo costituzionale verrà incluso pure il termine “numerario”, definendo la moneta metallica e cartacea che ha corso legale nello Stato.

Le opinioni politiche

Le due iniziative, quella del comitato promotore (bocciata) e quella delle autorità governative (promossa), hanno in comune la convinzione che il denaro contante è qualcosa di insostituibile, un’ancora di salvataggio da tenere sempre a bordo nell’eventualità di blackout, di guasti informatici o di problemi di vario genere nei sistemi digitali di pagamento. Inoltre, il contante è utile per limitare i costi delle transazioni elettroniche. Definisce l’esito delle urne come “una vittoria per il popolo” l’attivista che ha lanciato l’iniziativa, Richard Koller.

Esulta anche il consigliere nazionale del Partito Socialista Ueli Schmezer, che tuttavia mette in guardia contro le false speranze che ora potrebbero nutrire i cittadini. Spiega infatti come il risultato del voto sia soprattutto simbolico, nonostante debba portare a una modifica della Costituzione. Dice Schmezer: Non significa che tra 15 anni potremo ancora pagare ovunque con il contante. Soprattutto nell’ambito servizi pubblici e di quelli statali occorre dunque stabilire dei sistemi e delle infrastrutture che consentano sempre di pagare con monete e banconote. Lo afferma il consigliere nazionale dell’Unione Democratica di Centro Roland Büchel, che nella corrente sessione parlamentare vuole presentare una proposta relativa.

L’opinione degli esperti

La sociologa svizzera Nadine Frei ha scritto una tesi di dottorato sulla “percezione quotidiana del denaro”. Le persone vedono soltanto il contante come denaro “vero”, mentre quello elettronico è artificiale, impalpabile e subdolo, perché difficile da tenere sotto controllo. Usando il contante è infatti più semplice evitare di fare debiti o di acquistare cose superflue: è questa l’opinione comune riscontrata dalla ricercatrice.

L’antropologo e attivista sudafricano Brett Scott sottolinea come i sostenitori del contante appartengano ad ambienti disparati, ad esempio i liberati che non gradiscono la sorveglianza attuata coi sistemi digitali di pagamenti e gli esperti di sicurezza nazionale preoccupati che senza il denaro contante il Paese sia più fragile rispetto al rischio che le finanze nazionali saltino. Secondo Scott è un “segnale importante al mondo” il fatto che la Costituzione svizzera comprenderà il riferimento al franco sotto forma di monete e di banconote. È infatti significativo che un popolo come quello svizzero prenda una posizione chiara sulla questione.

 

Redazione Strumenti Politici
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