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2 Gennaio 2022 – Distrutto il Parlamento sudafricano con un incendio. Caos Sudan, lascia anche il primo ministro Hamdok. Israele annuncia possibile raggiungimento immunità di gregge grazie a variante Omicron

Un enorme incendio, divampato all’alba, ha distrutto il parlamento sudafricano, a città del Capo, senza provocare vittime. Un sospetto è stato arrestato e apparirà la settimana prossima di fronte alla magistratura. Il rogo è divampato nell’ala più antica del complesso.

Al termine di una nuova giornata di proteste represse nel sangue, Abdalla Hamdok, l’economista dell’Onu diventato primo ministro del Sudan, ha gettato la spugna. Fallita la scommessa di una collaborazione tra governo civile e militari che desse stabilità a un Paese oppresso da trent’anni di dittatura, Hamdok è apparso in televisione per annunciare alla nazione le sue dimissioni.

Il dilagare della variante Omicron può segnare una svolta nella guerra contro la pandemia, avvicinando il traguardo dell’immunita’ di gregge. Questa e’ almeno la convinzione che inizia a maturare in Israele.

Il sito di informazione di Hong Kong “CitizenNews” ha annunciato “col cuore pesante” che cesserà le operazioni dal 4 gennaio, dopo cinque anni di attività. In un messaggio pubblicato su Twitter la testata ha ricordato l’annuncio della sua fondazione, il primo gennaio del 2017, in un momento di “crescente preoccupazione per la libertà di stampa a Hong Kong“. 

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza ad Amsterdam per protestare contro le restrizioni anti-covid e le tensioni sono montate fino a sfociare in scontri e 30 arresti. 

L’ex ministro della Giustizia tunisino Noureddine Bhiri, tra i leader del partito islamista Ennahda, è stato trasferito in “condizioni critiche” all’ospedale di Biserta due giorni dopo il suo arresto. 

La Spagna ha ribadito oggi la sua netta contrarietà alla proposta della Commissione europea di includere l’energia nucleare e la produzione di gas naturale nella tabella di classificazione delle opzioni verdi nel quadro comunitario, cosa che significherebbe, secondo Madrid, “un passo indietro” e “un segnale sbagliato” per i mercati finanziari.

La Commissione d’inchiesta del Congresso Usa sull’assalto a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio sta valutando la fattibilità legale dell’emissione di mandati di comparizione per costringere i parlamentari repubblicani a collaborare. 

Una defezione estremamente inusuale, un attraversamento decisamente raro del confine ultra-fortificato che separa i due paesi dal 1953, di solito è nell’altro verso che si tenta la fortuna e si cerca la libertà, dal regime di Pyongyang. E invece nel primo giorno del 2022 l’allarme è scattato dopo che una persona è stata individuata nella cosiddetta Dmz (o Zdc), la ‘zona demilitarizzata’ – ma sorvegliatissima – tra le due coree, proveniente dal versante Sud.

Il procuratore di Oslo, Hulda Karlsdottir, ha espresso parere contrario alla concessione della libertà su parola ad Anders Breivik, l’autore della strage di Utoya.

Il 2022 ha trasformato gli Emirati Arabi Uniti nel primo Paese al mondo ad adottare la settimana lavorativa corta di quattro giorni e mezzo, e la prima nazione del Golfo a spostare il suo weekend dal tradizionale venerdì e sabato al più occidentale sabato e domenica.

Durante l’ultimo incontro a Najaf, città santa sciita irachena, nella moschea di Al Hanana, tra il Movimento sadrista, nazionalisti sciiti, e il Quadro di coordinamento sciita, le fazioni irachene filo-iraniane, sono trapelati alcuni possibili nomi per coprire il ruolo di primo ministro. Fonti vicine ai leader del Quadro di coordinamento sciita hanno rivelato che, attualmente, “alcuni nomi proposti hanno l’appoggio di Muqtada al Sadr“, il religioso a capo del partito vincitore delle elezioni. I nomi sarebbero quelli di Haider al Abadi, ex premier dal 2014 al 2018, Muhammad Shia al Sudani, ex ministro dei Diritti umani, il governatore di Bassora Asaad al Eidani, e Ali Shukri, l’ex vice-consigliere del presidente della Repubblica. 

La Russia si è detta pronta a lavorare in qualsiasi formato con gli Stati Uniti in merito alla situazione dell’Ucraina. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Andreij Rudenko in un’intervista all’agenzia “Tass“.

L’ex militare colombiano Mario Antonio Palacios, arrestato in Giamaica, a Kingston, nell’ottobre dell’anno scorso per ingresso irregolare nel Paese, sarà rimpatriato in Colombia domani, 3 gennaio. L’uomo, 43 anni, è considerato dalla giustizia haitiana il principale sospettato per l’assassinio del presidente Jovenel Moise.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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