19 Marzo 2026 – Sì al piano Usa per lo Stretto di Hormuz da Ue ma se politico e su mandato Onu

19 Marzo 2026 – Sì al piano Usa per lo Stretto di Hormuz da Ue ma se politico e su mandato Onu

20 Marzo 2026 0

Sei Paesi si sono detti disponibili a “contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz“, bloccato dall’Iran. Tra loro c’è anche l’Italia, che insieme a Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone ha affermato in una dichiarazione congiunta diffusa da Downing Street di volersi “impegnare nella pianificazione preparatoria“. La missione sarebbe però politica e su mandato Onu.

Il comandante del Comando Sud degli Stati Uniti, Francis Donovan, ha assicurato al Congresso che le forze armate statunitensi non si stanno preparando per la presa del potere a Cuba.

L’azienda Qatar Energy ha dichiarato su X che gli attacchi hanno ridotto le esportazioni di Gnl di circa il 17% e comporteranno una perdita di entrate di circa 20 miliardi di dollari all’anno.

Gli Stati Uniti e il Giappone hanno annunciato un progetto da 40 miliardi di dollari per la costruzione di reattori nucleari nel Tennessee e in Alabama, al termine di un incontro tra i leader dei due Paesi a Washington.

Durante una visita a Beirut, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che il suo Paese aumenterà gli aiuti umanitari al Libano fino a quasi 20 milioni di dollari.

Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos è in trattative preliminari per raccogliere 100 miliardi di dollari per un nuovo fondo che acquisirebbe aziende manifatturiere, puntando a utilizzare tecnologie di intelligenza artificiale per accelerarne il processo di automazione.

Cuba si prepara a ricevere la sua prima spedizione di petrolio russo quest’anno, pochi giorni dopo che il governo ha annunciato di aver ripristinato l’alimentazione elettrica a gas naturale, energia solare e termoelettrica.

Diverse forti esplosioni sono state udite su Gerusalemme nella tarda serata, dopo che Israele ha segnalato un altro lancio di missili iraniani e le sirene antiaeree hanno risuonato in città.

I leader Ue al Consiglio europeo hanno concordato la roadmap della nuova agenda “One Europe, One Market”, che fissa una serie di scadenze serrate con l’obiettivo di completare le principali misure entro la fine del 2027. I capi di Stato e di governo dell’Ue temono anche che la guerra in Iran scateni una crisi migratoria come quella che l’Unione affrontò nel 2015, conseguenza diretta della guerra civile scoppiata in Siria.

Durante la riunione dell’Eurosummit al Consiglio europeo, la presidente della BCE Christine Lagarde ha affermato che la guerra in Medio Oriente ha aumentato significativamente l’incertezza, creando rischi al rialzo per l’inflazione (+2%) e rischi al ribasso per la crescita economica, soprattutto nel breve termine.

 

 

 

Redazione Strumenti Politici
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