1 Aprile 2026 – A marzo esportazioni statunitensi di prodotti raffinati record: 3,11 milioni di barili

1 Aprile 2026 – A marzo esportazioni statunitensi di prodotti raffinati record: 3,11 milioni di barili

2 Aprile 2026 0

A marzo le esportazioni statunitensi di prodotti raffinati hanno raggiunto un livello record, mentre la guerra con l’Iran ha costretto Europa, Asia e Africa a darsi da fare per colmare le carenze di approvvigionamento causate dalla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz. Le esportazioni statunitensi di prodotti petroliferi raffinati, tra cui benzina, nafta, gasolio e carburante per aerei, hanno raggiunto circa 3,11 milioni di barili al giorno a marzo, in aumento rispetto ai circa 2,5 milioni di barili al giorno di febbraio.

Il Parlamento del Portogallo ha approvato una nuova legge sulla nazionalità che inasprisce le condizioni per ottenere la cittadinanza, colpendo in particolare la comunità brasiliana.

Il ministero del Petrolio iracheno ha dichiarato di aver avviato l’esportazione di petrolio tramite petroliere attraverso la Siria per “sostenere l’economia nazionale“.

I quattro astronauti della missione Artemis II sono entrati nella capsula Orion e sono pronti per il primo viaggio dell’umanità sulla Luna dopo 53 anni.

Il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass consentirebbe alla Russia di valutare una cessazione delle ostilità. Lo ha detto Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, all’emittente russa Vesti.

Un gruppo di importanti istituti economici ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026 in Germania, portandole allo 0,6% rispetto all’1,3% previsto a settembre, e avvertendo che lo choc energetico causato dalla guerra in Medio Oriente colpirà duramente la principale economia europea.

La Russia non lavora per compiacere qualcuno o per dimostrare qualcosa, ma lavora per rafforzare il proprio Paese. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin.

La casa automobilistica cinese Byd punta a diventare il marchio più venduto in Brasile entro il 2030, con l’obiettivo intermedio di entrare nella top tre entro il 2028.

Il transito giornaliero delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz sarebbe diminuito nell’ultimo mese del 95 per cento, a causa della guerra. Lo ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, citando dati di Unctad, l’Ufficio Onu per il commercio e lo sviluppo.

 

 

 

Redazione Strumenti Politici
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