Ucraina e Moldavia al buio: le infrastrutture energetiche sono al collasso, non è stato un attacco diretto

Ucraina e Moldavia al buio: le infrastrutture energetiche sono al collasso, non è stato un attacco diretto

4 Febbraio 2026 0

Pochi giorni fa si sono verificati blackout a catena in Ucraina e in Moldavia. Le reti elettriche si sono spente, lasciando i loro cittadini al buio e senza riscaldamento, nelle rispettive capitali e in alcune regioni. Le autorità escludono si sia trattato di un attacco diretto da parte dei russi. Semplicemente, le loro infrastrutture elettriche sono sull’orlo del collasso.

Blackout

Il ministro ucraino dell’Energia Denys Shmyhal ha dichiarato che sono avvenuti due incidenti nel giro di pochi minuti, che hanno generato spegnimenti a cascata in diverse zone del Paese. Queste interruzioni si sono riverberate automaticamente sulle sottostazioni, con una disconnessione temporanea delle unità della griglia da cui passa l’energia che arriva dagli impianti nucleari.

Gli effetti si sono sentiti subito anche nella confinante Moldavia, con una caduta di tensione sulla linea che unisce il suo sistema elettrico con la Romania. Ion Ceban, sindaco della capitale Chișinău, ha comunicato che vari quartieri sono rimasti al buio, i filobus si sono fermati, i semafori si sono spenti e molti cittadini sono rimasti bloccati in ascensore. Il gestore nazionale della rete elettrica moldava si è attivato subito e ha rimesso in funzione il sistema in pochissimo tempo. A Kiev si è fermato pure il sistema di distribuzione idrica. La società Ukrenergo sta lavorando per ristabilire ovunque la situazione di acqua ed elettricità.

Il secondo fronte

In Ucraina considerano quello della rete elettrica come una sorta di “secondo fronte” nel quale combattono non i soldati, ma gli ingegneri elettrici. Tuttavia, le autorità hanno detto che il problema dell’altro giorno non è dovuto direttamente a un danno legato alla guerra. D’altra parte, il sistema energetico ucraino è certamente in sofferenza dopo i tanti colpi dell’artiglieria russa delle ultime settimane, che hanno generato un effetto cumulativo su tutta la rete. La causa immediata stavolta risiede nella pressione del ghiaccio formatosi sulle linee di trasmissione: lo dichiarato lo stesso Zelensky, che ha pure escluso l’ipotesi di un attacco hacker. Le temperature sono state estremamente rigide nelle ultime notti, fino a 22 gradi sotto zero. Il ghiaccio sugli elettrodotti non è un fenomeno raro in Ucraina e in Moldavia in inverni freddo come questo.

Il problema è la difficoltà che oggi Ukrenergo ha nell’intervenire. Deve infatti applicare sforzi enormi, perché dopo anni di perdite di uomini e materiali, ormai “il sistema ha davvero toccato il suo limite”. Lo afferma Rouven Stubbe del think tank tedesco “Green Deal Ukraina”. Se i russi insisteranno coi colpi alle infrastrutture, i blackout a cascata in Ucraina e Moldavia diventeranno sempre più frequenti, dice. Stavolta si è quasi verificato lo scenario peggiore, il che dimostra come la fragilità del sistema ucraino stia aumentando. I russi infatti hanno raddoppiato gli attacchi ai cosiddetti CHP, gli impianti combinati per la produzione di calore e di elettricità. A gennaio Kiev ha perso definitivamente un CHP, lasciando senza riscaldamento migliaia di abitazioni. Lo stesso problema si è verificato anche in altre città delle regioni orientali, come Dnipro, Kharkov e Sumy.

Import emergenziale

Sia la Moldavia che l’Ucraina si sono affidate alle importazioni energetiche di emergenza, per mantenere il livello di elettricità necessario a stabilizzare il sistema. La prima ha preso dalla Romania mediante interconnessioni che non sono di utilizzo consueto. La seconda ha ricevuto la scorsa settimana dalla Germania due stazioni elettriche per la città di Kiev, con cui potrà rifornire di luce e riscaldamento 86mila abitanti, oltre a scuole, ospedali e uffici pubblici. Ma la rete ucraina si trova comunque sull’orlo del collasso e dipende sempre di più alle importazioni dalla UE, anche oltrepassando i limiti tecnici.

 

 

Redazione Strumenti Politici
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